La parola canta

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Foto di Monica Silva
Foto di Monica Silva

con Peppe Servillo e Toni Servillo

e con il Solis String Quartet

Vincenzo Di Donna violino

Luigi De Maio violino

Gerardo Morrone viola

Antonio Di Francia cello

Produzione Teatri Uniti

Durata: 1h e 20, atto unico

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Da mercoledì Napoli incanta la Pergola. Dopo il grande successo de Le voci di dentro di Eduardo, Toni e Peppe Servillo tornano sul palco del massimo teatro fiorentino con La parola canta, accompagnati dal vivo dal quartetto d’archi Solis String Quartet. Un concerto, un reading, un recital, ma soprattutto una dichiarazione d’amore alla città partenopea, raccontata attraverso gli occhi, le parole e i sentimenti di coloro che hanno contribuito a renderla un luogo immortale.

Una festa fatta di musica, poesia e canzoni che celebra Napoli, l’eterna magia della sua tradizione vivente e l’importanza dell’incontro e della più ampia condivisione delle epoche e delle culture. Toni e Peppe Servillo rinnovano in scena il loro irresistibile sodalizio artistico dopo le 350 repliche, alla Pergola e nel mondo, dell’eduardiano Le voci di dentro (per cui Peppe ha vinto il premio Ubu 2013 come miglior attore non protagonista), riprendendo uno spettacolo già presentato in anteprima nel 2013 al Festival della Mente di Sarzana con il titolo Cantami una poesia. Ora, quell’esperimento unico è diventato La parola canta, un vero e proprio allestimento scenico in cui i due Servillo, con il prezioso e suggestivo supporto del Solis String Quartet, attraversano la tradizione partenopea, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da E. A. Mario a Libero Bovio, fino a voci contemporanee come quelle di Enzo Moscato e Mimmo Borrelli. Un filone inesauribile di fantasia e ricchezza poetica da cui nasce e di cui si nutre la creatività scenica straordinaria dei Servillo e la maestria e la visione degli archi del Solis. I due fratelli sono cresciuti in una famiglia di grandi appassionati di teatro e di musica. Peppe, il più giovane, è stato attore in alcuni dei primissimi spettacoli di Toni a Caserta. Poi ha iniziato la sua attività di cantante fondando la Piccola Orchestra Avion Travel. Dunque, si assomigliano, si capiscono, condividono la stessa cultura, un codice familiare, un legame fraterno che si è consolidato con le loro scelte reciproche. Insieme hanno già fatto esperienza di teatro musicale, ad esempio in Sconcerto, testi di Franco Marcoaldi e musiche di Giorgio Battistelli. Toni Servillo ha detto il suo amore per Napoli anche in Toni Servillo legge Napoli e Peppe Servillo l’ha cantato con Spassiunatamente, il progetto sulla canzone napoletana realizzato insieme ai musicisti del Solis String Quartet. Adesso con La parola canta i due fratelli hanno la possibilità di condividere di nuovo in scena la loro passione per la poesia e la musica.

La parola canta – sottolinea Toni Servillo, che sabato scorso all’Università di Bologna ha ricevuto la laurea honoris causa in ‘Discipline della Musica e del Teatro’ – esprime un sentito omaggio alla cultura partenopea, rappresentato attraverso la sostanza verbale di poeti, musicisti e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore. Un ritratto in prosa, versi e musica di una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l’estrema vitalità e lo smarrimento più profondo, una città di cui la lingua è il più antico segno, forgiato dal tempo e dalle contaminazioni”.

Questo concerto/spettacolo conduce lo spettatore nelle esperienze sensoriali della terra partenopea: il jazz, il pop, il folk e la musica contemporanea sono una scelta artistica precisa, che spoglia di tutti gli orpelli dei capolavori immortali e li rende eleganti e raffinati, senza però perdere la forza e l’incisività che ne hanno decretato il successo mondiale. Affrontando la sostanza verbale e sonora di poeti, scrittori e compositori, testimoni della città nel passato e nel presente, i fratelli Servillo offrono, attraverso una selezione emblematica, la sintesi di una realtà che, tra pulsioni e pratiche, carne e sangue, rifugge le icone più obsolete della napoletanità, ma che pure accoglie il bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura.

La parola canta – interviene Peppe Servillo – è una sorta di moderno varietà in cui la lingua nostra viscerale e materna si articola in un canto che è sempre pensiero ed istinto, gesto e liberazione. La musica del Solis rilegge la tradizione sottraendola alla custodia ed incarnandola nel presente e per il presente”.

Sulla scena, fatta di seggiole e leggii, arrivano tutti insieme, ma spetta a Toni Servillo aprire la carrellata di letture ‘speciali’ sillabando Napule, testo di Mimmo Borrelli ove si approfondisce il dolce e l’amaro della città campana. In una felice alternanza che si protrae per tutta La parola canta, prosegue Peppe, interprete pure di Guapparia di Libero Bovio. E così ancora per Fravecature di Raffaele Viviani, Canzone appassionata di E. A. Mario, Litoranea di Enzo Moscato, fino alla declamazione del poemetto Vincenzo De Pretore, tratto dalla pièce in cui il grande Eduardo rivisita il paradiso e ne crea uno suo, dove i figli di padre ignoto come lui possono trovare casa. I due fratelli puntano poi, insieme, sulla forza emotiva di Te voglio bene assaje, composta nell’Ottocento ma rivisitata dopo il Duemila, come su quella di brani che ormai rientrano nel patrimonio musicale mondiale come Maruzzella o Dove sta Zazà. Il finale è dedicato alle elaborate contaminazioni linguistiche del poeta napoletano Michele Sovente. È appoggiandosi su questi e molti altri contributi che Toni e Peppe Servillo danno vita a un mondo di fantasia e di creatività scenica in un allestimento teatrale che spazia fra i diversi generi, dalla letteratura alla musica, al teatro, e tocca con la propria curatissima dizione tutti i diversi gradi acustici vocali: da un’intensità forte e marcata, a una lieve e delicata, da un ritmo veloce e incessante a uno lento e appassionato.

La parola canta rende così uno splendido omaggio alla città di Napoli grazie a una precisa e alternata scansione di ritmi, gesti, musica antica che pare nuova. Un gioco appassionante nel quale i Servillo fanno del napoletano una lingua viva che ha ancora molto da offrire come comunicazione a tutte le latitudini, essendo soprattutto la manifestazione dell’assoluto bisogno di non rinunciare alla propria identità.

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BIGLIETTI

Prezzi

INTERI

32,00 PLATEA ● € 24,00 PALCHI ● € 16,00 GALLERIA

Ridotti (escluso domenica)

OVER 60

28,00 PLATEA ● € 20,00 PALCO ● € 14,00 GALLERIA

UNDER 26

20,00 PLATEA ● € 16,00 PALCO ● € 12,00 GALLERIA

SOCI UNICOOP FIRENZE (martedì e mercoledì)

25,00 PLATEA ● € 18,00 PALCHI ● € 13,00 GALLERIA

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BIGLIETTERIA

Teatro della Pergola

via della Pergola 18, Firenze

Tel. 055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.

Orario: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30.

Online su www.teatrodellapergola.com e tramite la App del Teatro della Pergola

Circuito regionale Boxoffice.

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