“Sarto per signora” di Georges Feydeau

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fotocon Emilio Solfrizzi, Anita Bartolucci, Barbara Bedrina, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Simone Luglio, Fabrizia Sacchi, Giulia Weber

Scene di Carlo De Marino

Costumi di Sandra Cardini

Luci di Pasquale Mari

Regia di Valerio Binasco

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Sarto per signora” (Tailleur pour dames) è una commedia in tre atti di Georges Feydeau, rappresentata per la prima volta nel 1886, andata in scena, recentemente, in un gremito teatro Cagnoni tra ilarità, simpatia ed entusiasmo.

La nota commedia, denominata all’epoca vaudeville è un genere teatrale nato in Francia a fine Settecento, il termine stava a significare e indicare le commedie leggere, caratterizzate da giocosità e semplicità, ma le caratteristiche fondamentali e maggiormente rilevanti di questa edizione di “Sarto per signora”, si sono mostrate nell’allestimento collaudato, perfettamente rodato, il quale ha visto come protagonista il poliedrico Emilio Solfrizzi nel ruolo del fedifrago dottor Moulineax.

La divertentissima commedia immersa in un’atmosfera da “Belle époque” ha reso scorrevole e fluido il lavoro, molto gradito dal pubblico presente in sala. In “Sarto per Signora”, dopo aver esaltato il lato comico in maniera preponderante, Feydeau riesce anche ad includere un epilogo sui vizi della società che un tempo aveva “dipinto” nel rivelare e smascherare gli intrecci e gli intrighi dietro le solide e “onorate” apparenze del perbenismo.

Feydeau nasce a Parigi nel 1862 ed è considerato tra i più grandi autori di teatro comico, nella stragrande maggioranza dei suoi scritti per il teatro si denota l’arguzia, l’ingegno “in eterno movimento”, scatenando situazioni paradossali, in cui i personaggi vengono coinvolti in colpi di scena al limite della realtà.

La trama narra di una coppia di sposi che dorme dopo solo pochi mesi di matrimonio in camere separate. Il marito, dottor Moulineaux è appena rientrato a casa dopo aver trascorso in smoking l’intera notte fuori, all’insaputa della consorte… Tutto questo è solo l’inizio di una carambola di equivoci, scambi d’identità, sotterfugi, amori segreti registicamente ben congegnati nell’allestimento curato con rigore da Valerio Binasco.

Il merito dei vaudeville sono da ricercare in velocità, dinamicità e soprattutto nel ritmo incessante e inarrestabile delle vicende sempre tutte a sfondo amoroso e infedele. Lo spettacolo visto al Cagnoni ha unito tradizione e rispetto con un gruppo di attori ben affiatati e in totale sintonia, capeggiati dalla simpatia e dalla verve di Solfrizzi. Il tutto ha funzionato perfettamente anche grazie alle belle e suggestive scenografie tra uscite ed entrate incessanti e ai curati e raffinati costumi.

Una serata che rimanda inevitabilmente all’attualità, sfogliando la teatralità pagina dopo pagina in un clima ideale di totale spensieratezza.

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