Successo per “La notte blu del tram”

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Foto di Marco Ghidelli
Foto di Marco Ghidelli

Storie naturali e strafottenti” è il titolo del ciclo composto da cinque spettacoli che il Teatro Stabile di Napoli ha deciso di dedicare a Giuseppe Patroni Griffi partendo proprio dalle sue pagine che hanno molto di “teatrale”. Ed è una delle storie più affascinanti del drammaturgo napoletano, scomparso dieci anni fa, che si è deciso di mettere in scena al Ridotto per la regia di Pino Carbone.

La notte blu del tram” è delle cinque sicuramente la messa in scena più originale, per le scelte di Carbone e per la natura inquietante ma allo stesso tempo profondamente affascinante del testo. Lo spazio scenico si riduce a pochi metri in una sorta di cunicolo bianco, una tana linda con pochi oggetti dell’infanzia, simbolo di quella purezza che il tredicenne Eugenio, il protagonista della vicenda (affidato ad una convincente Francesca De Nicolais), sta per perdere. Il racconto si incentra infatti su un episodio di iniziazione al sesso che Eugenio vivrà nella calca di un bus in compagnia di un estraneo, un uomo maturo (Giovanni Del Monte).

Ma è lo stesso Eugenio a narrare, come da un libro di fiabe, la sua storia, le sue paure, le sue ansie. Le stesse che colpiscono gli adolescenti in quegli anni in cui non si è più bambini ma non si è ancora neanche uomini, e la natura stessa del proprio corpo, il cambiamento delle proprie sensazioni, la segretezza dei propri desideri inconfessabili a scuotere la mente. La scoperta che esiste il sesso, attrazione tanto temuta quanto desiderata, è il nucleo centrale della vicenda. L’episodio è narrato da Eugenio in un crescendo di emozioni, luci soffuse e musica inquietante, alle sue spalle l’uomo che lo inizia al sesso, l’orco nascosto da un travestimento, anch’esso bianco e candido come il resto dell’ambiente. Alla fine l’uomo scopre la sua natura rassicurante quasi fosse un compagno di giochi.

Le scene sono di Luigi Ferrigno; i costumi di  Zaira de Vincentiis; il disegno luci di Gigi Saccomandi; le installazioni di scena di Luca Carbone; la produzione del Teatro Stabile di Napoli.

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