Titanic – The Great Disaster

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Titanic 1di Patrick Kermann

traduzione Matthieu Pastore

regia e scenografia Renato Sarti

con Matthieu Pastore

musiche Carlo Boccadoro

disegno luci e allestimento scenico Luca Grimaldi, Marco Mosca

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Il giovane Matthieu Pastore, diretto dall’inossidabile Renato Sarti, sbarca al Teatro Litta con il suo Titanic – The Great Disaster – Soliloquio marittimo per 2.201 personaggi e 3.177 cucchiaini.
Il testo firmato Patrick Kermann, si configura come un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni. Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconterà la sua storia: la parabola del sogno di un emigrante friulano, annegato tra le onde del destino, allegoria del nostro mondo vicino alla catastrofe.

E hop / vent’anni nelle montagne / quindici anni ad imparare il francese e il tedesco / cinque giorni a lavare cucchiaini / e l’eternità a raccontare sempre la stessa storia / questa è la vita di Giovanni Pastore / che non avrebbe mai dovuto lasciare la mamma.”
A vent’anni Giovanni Pastore lascia la sua montagna, in Friuli, per lanciarsi in un giro dell’Europa che lo porta, di appuntamenti in casualità, a imbarcarsi sul Titanic come lavapiatti del ristorante à la carte, addetto ai cucchiaini.
Morto nell’affondamento del transatlantico, Giovanni racconta la sua storia, e poco importa che questa sia vera o solo un sogno a occhi aperti, perché la sua è una storia violentemente banale, la parabola di un sogno di un emigrante friulano, annegato tra le onde del destino e allegoria del nostro mondo vicino alla catastrofe.

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Patrick Kermann
Nato a Strasburgo nel 1959. Oltre alle sue traduzioni dal tedesco, in particolare quelle dei testi di Thomas Bernhard, ha pubblicato tre libretti d’opera e dodici testi teatrali. Il suo lavoro è incentrato sulla formulazione di un linguaggio malleabile, attraverso molteplici tentativi stilistici. Profondamente segnato dalla Shoah, definisce il teatro come un luogo rituale in cui i vivi tentano di comunicare con i morti. Da lì la necessità di creare un linguaggio, una lingua straniera che possa raccogliere le parole dei morti. Muore suicida il 29 febbraio 2000.

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Renato Sarti
Dopo l’esordio al Teatro Verdi con la regista Margherita Wallmann, si forma con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro dell’Elfo con regie di Gabriele Salvatores, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni. Fra gli altri spettacoli partecipa nel 1985 a Comedians, con Claudio Bisio, Antonio Catania, Silvio Orlando, Bebo Storti, Paolo Rossi, Gigio Alberti e Gianni Palladino. Dal 1987 consegue diversi premi come drammaturgo: I.D.I., Vallecorsi, Produzione Riccione, Gassman, Anima. Nel 2001 fonda il Teatro della Cooperativa a Milano, dove mette in scena numerosi suoi testi – Mai Morti, Nome di battaglia Lia, La nave fantasma, Io santo tu beato, Foibe, È vietato digiunare in spiaggia, Chicago Boys, Muri – e ha prodotto altri spettacoli, fra i quali Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard. Queste produzioni hanno girato l’intera penisola e sono stati ospitati da teatri come Il Piccolo, l’Elfo e il Franco Parenti a Milano, l’India, l’Eliseo e il Valle a Roma, il Teatro Greco Antico di Siracusa, e da festival quali Mittelfest, Santarcangelo, Asti, Tacchi di Jerzu e Lunatica. I me ciamava per nome e Nome di battaglia Lia sono stati rappresentati a Montecitorio. Gli ultimi lavori che lo hanno visto impegnato sono Otello spritz, Il Pantano e La gabbia (Figlia di notaio). In questi anni Sarti ha collaborato con diversi attori e registi quali Giulia Lazzarini, Bebo Storti, Dario Fo e Franca Rame, Franco Però, Paolo Bonacelli, Omero Antonutti, Alessandra Faiella. Come regista e autore di teatro comico ha lavorato con Ale&Franz, Flavio Oreglio, MaxPisu, Zelig e per la trasmissione televisiva Che tempo che fa. Per la sua attività Sarti ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro e il Premio Isimbardi, i Premi Henriquez e Hystrio e una medaglia commemorativa da parte del Presidente della Repubblica per lo spettacolo Nome di battaglia Lia.

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Matthieu Pastore
Nato nel 1989 a Lione, in Francia. Dopo aver studiato traduzione e drammaturgia, si trasferisce a Milano e si diploma nel 2011 alla scuola del Piccolo Teatro. È stato diretto, tra gli altri, da Bruno Fornasari (Il Processo di K), Andrea de Rosa (Studio sul Simposio di Platone), Filippo Renda (Shitz, Il Marito Smarrito). Come traduttore ha lavorato con FadhelJaibi e per il TeatroDue di Parma, curando la traduzione in italiano dell’opera di Marie Henry Le ventiquattro ore di Tina Pools alla ricerca della sua felicità. Nel 2012, ha vinto il Premio Hystrio alla vocazione teatrale. Dicono che la sua quiche lorraine sia strepitosa.

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Dalle note di regia
Titanic – The Great Disaster è il galleggiamento nel limbo della Storia di un uomo ingenuo e sognatore, ma è anche la metafora della nostra condizione di migranti, sempre in bilico tra la vita e la morte, fra il qui e l’altrove, di chi si interroga su cosa rimarrà del proprio io alla fine del grande viaggio.
Il 24 febbraio del 2000, cinque giorni prima di suicidarsi, Patrick Kermann nella sua ultima intervista dichiarava: “Dagli antichi greci fino ai giorni nostri, passando da Shakespeare, dove gli spettri non sono da meno, il teatro è per essenza un’arte della morte, l’arte di far parlare i nostri morti”. Titanic- The Great Disaster è un singolare memento mori “ad uso di fari, capitanerie, stazioni marittime ed altri ventri della balena”, che dal profondo degli abissi fa emergere, come bolle d’aria, ricordi, episodi, ossessioni: la prepotenza dei datori di lavoro, la futilità dei nababbi, la perfidia degli amici d’infanzia, la mano di Cecilia, unico tenero amore infantile e la nonna annegata senza mutande nella fontana della piazza.
Renato Sarti 

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INFORMAZIONI
Sala Teatro Litta – Repliche: da martedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30 – lunedì riposo – Durata: 75′ – Biglietti: intero €21, ridotto €11/15 – Abbonamenti: Lunatica, Invito a Teatro

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ABBONAMENTO LUNATICA
Carta non nominale, libera, a scalare, valida per tutti gli spettacoli in cartellone della stagione serale (escluse recite straordinarie, festa di Capodanno, festival, teatro ragazzi, rassegne e linea Apache).
Convenzioni – www.teatrolitta.it

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BIGLIETTERIA
C.so Magenta 24, Milano
– ritiro biglietti lunedì/sabato – 18:00/20:00
– informazioni e prenotazioni telefoniche lunedì/sabato – 15:00/19:30 – 02.86.45.45.45
– prenotazione mail promozione@teatrolitta.it
– prevendita online biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito e nei punti vendita Vivaticket

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