Favola – C’era una volta una bambina e dico c’era perché ora non c’è più

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Foto di Danilo Scarpati
Foto di Danilo Scarpati

uno spettacolo di e con Filippo Timi

e con Lucia Mascino e Luca Pignagnoli

assistente alla regia Fabio Cherstich

consulenza artistica Sebastiano Mauri

produzione Teatro Franco Parenti

si ringrazia:

per i costumi Atelier Miu Miu e Fabio Zambernardi per la direzione creativa

per i gioielli Ornamentidautore

contributi video Fondazione Cineteca Italiana-Milano

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Da martedì, per la terza stagione consecutiva, arriva alla Pergola in esclusiva regionale il ciclone Filippo Timi con uno dei suoi spettacoli cult, Favola. Accanto a lui “la mamma imperfetta” Lucia Mascino e Luca Pignagnoli. Una casa confetto, in una cittadina qualunque della provincia americana anni Cinquanta, incornicia la ‘favola’ di due casalinghe, due amiche, che cinguettano una felicità tutta apparente: come in ogni fiaba che si rispetti, dietro l’angolo si nasconde l’orco. Favola è un grande gioco condotto con sapienza, che echeggia il cinema e ha il ritmo di Carosello, tra improvvisazione scenica e racconto di fantascienza, sulle note di Doris Day, dei jingle pubblicitari e dei canti natalizi.

Giovedì 23 aprile, ore 18.00, Filippo Timi e la Compagnia incontrano il pubblico. Coordina Riccardo Ventrella.

Filippo Timi, autore, regista e interprete, dopo il debutto nella stagione 2011/12 torna a raccontare la sua Favola ammaliante, dissacrante, poetica, ironica, vorticosa e sorprendente. C’era una volta una casa fiabesca, un salotto accogliente, arredamento tipo bomboniera, moquette rosa, tappezzerie e mobili di provincia a stelle e strisce. C’era una volta una vita perfetta, due casalinghe, sposate, indossano vaporosi abiti a vita stretta firmati Miu Miu, tacchi a spillo, larghe e lunghe gonnelle, parrucche cotonate, trucco marcato, occhialini alla moda. Filippo Timi è Mrs. Fairytale, en travesti e in dolce attesa, Lucia Mascino è l’amica Mrs. Emerald, nevrotica e repressa, bionda come Kim Novak nei film di Hitchcock: insieme si sostengono e si proteggono contro quell’oscuro oggetto dei desideri eternamente delusi che è l’uomo, rappresentato dall’irrompere di Luca Pignagnoli, che interpreta il triplice ruolo dei fratelli Ted, Tim e Gled Stewart.

Lo spettacolo inizia con una scena anni Cinquanta e si sente la musica di Doris Day in sottofondo”, spiega Filippo Timi, “per sottolineare quest’atmosfera sul palco c’è anche un albero di Natale comprato su eBay e fatto arrivare apposta dall’Ohio”.

Dietro la facciata impeccabile di un matrimonio idilliaco e di un’esistenza perfetta e realizzata, Mrs. Fairytale nasconde il dolore di un mondo che poco per volta si incrina.

Per trovare l’amore ed emanciparci io e Lucia Mascino siamo costrette a fare un percorso”, sottolinea Timi, “a superare delle paure e dei tabù, tutto un mondo fatto di convenienza e convenzioni. A me interessa indagare l’universo femminile quando si sperimenta un’emancipazione, che la donna dovrebbe in realtà già avere, ma, purtroppo, non è affatto così. Che poi la casalinga americana sia io, con i miei 84 kg, il mio metro e 84, il mio 47 di piedi, e questa voce, è un dettaglio.”

Lucia Mascino, applauditissima alla Pergola la scorsa stagione ne Il Don Giovanni e la precedente in Amleto2, sempre di e con Filippo Timi, protagonista della prima web serie, poi approdata in tv, Una mamma imperfetta di Roberto Cotroneo, conferma nuovamente il felice sodalizio con il poliedrico artista perugino.

Con Timi è come fare un passo a due di danza”, racconta Lucia Mascino, “c’è sempre qualcosa che accade lì e solo lì. È un aspetto importante che ti esercita a uscire dall’idea che hai della scena e a essere presente nel momento.”

Mrs. Emerald vive come Mrs. Fairytale l’apparenza di una routine felice, tra partite a carte e bicchieri di whiskey.

Molte storie sono vere e ci appartengono”, afferma Lucia Mascino, “alcune sono mie, le altre di Filippo, ricordi personali, racconti d’infanzia, episodi e memorie intime che si riflettono e intrecciano nei due personaggi. Lui spesso scrive i suoi spettacoli inserendo pezzi di vita reali e trasformandoli in parole teatrali: in questo caso ci sono i racconti delle mie paure di bambina.”

Mrs. Fairytale e Mrs. Emerald sono fragili e profondamente sole. entrambe nascondono dubbi, nevrosi, stranezze. Le loro maschere di normalità cadono quando vengono in contatto con una realtà imprevista, destabilizzante: anche i mariti non sono chi sembrano. Si crea allora un’intima complicità fra le due donne che le porta a interpretare, con momenti di autentica comicità, le parti di angeli vendicatori. Sotto i colori laccati e gli abiti femminili battono due cuori neri, una pulsione di tenebra con cui Filippo Timi ha fatto i conti prima che in Favola sul set di Vincere di Marco Bellocchio, film storico del 2009 sulla vita e gli amori di Benito Mussolini.

Questo spettacolo è una conseguenza dell’esperienza che sono stato costretto, anche piacevolmente, a fare su me stesso per arrivare a interpretare Mussolini”, ricorda Timi, “Marco Bellocchio, come prima cosa, mi ha chiesto di ‘cercare quel fiume nero’ che sta dentro di me: un sentimento oscuro e profondo, che appartiene all’essere umano. Dopo aver indagato il potere in Vincere, ho sentito il bisogno di trasformarmi in una donna anni Cinquanta, sottomessa e anche picchiata dal marito. Una donna che segue un suo percorso di libertà e di rivoluzione personale meraviglioso.”

Nessuna favola è mai davvero una favola, perfetta, neppure Favola, perché, per quanto la bugia di un sorriso possa essere imbalsamata, la vita si presenterà ugualmente a bussare alla porta, carnosa, brutale, spietata. E nulla sarà mai più come prima.

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Interviste a Filippo Timi e Lucia Mascino

di Angela Consagra tratte da ‘I Quaderni della Pergola n. 8’

FILIPPO TIMI

In Favola si assiste a un ribaltamento narrativo e il registro cambia. Infatti, il sottotitolo recita: C’era una volta una bambina e dico c’era perché ora non c’è più. Si può dire che lo spettacolo racconti un’illusione?

È vero, questo spettacolo racconta di una trasformazione: per trovare l’amore ed emanciparci io e Lucia Mascino – due casalinghe americane anni Cinquanta – siamo costrette a fare un percorso e a superare delle paure e dei tabù, tutto un mondo fatto di convenienza e convenzioni. Lo spettacolo inizia con una scena anni Cinquanta e si sente la musica di Doris Day in sottofondo; per sottolineare quest’atmosfera sul palco c’è anche un albero di Natale comprato su e-bay e fatto arrivare apposta dall’Ohio. A me interessa indagare l’universo femminile quando si sperimenta un’emancipazione, che la donna dovrebbe in realtà già avere, ma, purtroppo, non è affatto così. Che poi la casalinga americana sia io, con i miei 84 kg, il mio metro e 84, il mio 47 di piedi, e questa voce, è un dettaglio. Detto questo, il teatro sicuramente ha il potere di creare l’illusione – non c’è dubbio – anzi, a volte ha anche il potere di svelarla. La vita è un’illusione e di conseguenza quando la vedi rappresentata in teatro, quando sul palcoscenico succedono delle cose, magari questa doppia visione dell’esistenza – la vita vera e quella raccontata – creano un rafforzativo nell’animo dello spettatore. Ecco che, in questo senso, il teatro è capace di svelare una luce di coscienza.”

Nel film di Marco Bellocchio Vincere ha incarnato il potere per eccellenza interpretando il ruolo di Mussolini…

Dopo aver girato il film sulla vita e gli amori di Mussolini, mi è venuto in mente di fare uno spettacolo che fosse tutt’altro, una scelta totalmente opposta rispetto al ruolo di Mussolini. È nato così il personaggio di Mrs. Fairytale di Favola: paradossalmente questo spettacolo è una conseguenza dell’esperienza che sono stato costretto, anche piacevolmente, a fare su me stesso per arrivare a interpretare Mussolini. Marco Bellocchio, come prima cosa, mi ha chiesto di ‘cercare quel fiume nero’ che sta dentro di me: un sentimento oscuro e profondo, che appartiene all’essere umano. Ce l’abbiamo tutti questa parte nascosta, che emerge quando cominci a chiedere, poi a pretendere delle cose e subito ti arrivano. Ottenere immediatamente ciò che desideri, sentire che hai il potere di farlo, è un sentimento pazzesco che ti cambia la faccia e l’identità. Il potere allora diventa una droga, qualcosa di veramente mostruoso, che ti conduce all’estremo. […] Dopo aver indagato il potere in Vincere ho sentito il bisogno di trasformarmi in una donna anni Cinquanta, sottomessa e anche picchiata dal marito. Una donna che segue un suo percorso di libertà e di rivoluzione personale meraviglioso.”

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LUCIA MASCINO

Con il personaggio di Mrs. Emerald è coprotagonista, insieme a Filippo Timi, di Favola.

Sono veramente affezionata a questo spettacolo. Molte storie che raccontiamo sono vere e ci appartengono: alcune mie, le altre di Filippo, ricordi personali, racconti d’infanzia, episodi e memorie intime che si riflettono e intrecciano nei due personaggi. Lui spesso scrive i suoi spettacoli – già era successo con quello precedente fatto insieme, Amleto2 – inserendo pezzi di vita reali e trasformandoli in parole teatrali: in questo caso ci sono i racconti delle mie paure di bambina.”

Dal punto di vista dell’attrice, che scambio di potere si instaura con il regista?

L’attore cammina guardando in una direzione sconosciuta, oltrepassa la linea, va al largo. Alle spalle può esserci qualcuno che si fida di te, qualcuno che ti ha già parlato del luogo dove stai andando o qualcuno che ti ha suggerito la ciambella da indossare o quella da bucare oppure che ti ha detto che fondale vorrebbe che tu trovassi. Insomma, può esserci qualcuno che ti sa guidare o ti sa mettere nelle condizioni di andare da solo e non sai nemmeno come; di sicuro comunque si tratta di un rapporto di fiducia tra attore e regista, e quella più ce n’è e meglio è. Al cinema il regista ti può parlare pochi secondi prima della scena, a teatro invece questo accade solo se il regista è in scena con te. È quello che accade negli spettacoli, appunto, di e con Filippo: glielo leggi negli occhi quello che ti vorrebbe dire, con lui è come fare un passo a due di danza. C’è sempre qualcosa che accade lì e solo lì. È un aspetto importante che ti esercita a uscire dall’idea che hai della scena e a essere presente nel momento.”

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BIGLIETTI

LA RECITA DI LUNEDÌ 27 APRILE È STATA ANNULLATA.

Chi ha acquistato il biglietto o ha scelto lo spettacolo nell’abbonamento Sceglipergola può richiedere lo spostamento in un’altra data dal 21 al 30 aprile o il rimborso dello stesso recandosi presso la biglietteria di prevendita del Teatro entro venerdì 15 maggio.

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ORARI

da martedì 21 a giovedì 30 aprile, Teatro della Pergola

martedì – sabato ore 20.45

domenica ore 15.45

lunedì riposo

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PREZZI

INTERI

32,00 PLATEA ● € 24,00 PALCHI ● € 16,00 GALLERIA

RIDOTTI (escluso domenica)

OVER 60

28,00 PLATEA ● € 20,00 PALCO ● € 14,00 GALLERIA

UNDER 26

20,00 PLATEA ● € 16,00 PALCO ● € 12,00 GALLERIA

SOCI UNICOOP FIRENZE (martedì e mercoledì)

25,00 PLATEA ● € 18,00 PALCHI ● € 13,00 GALLERIA

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BIGLIETTERIA

Teatro della Pergola

Via della Pergola 18, Firenze

Tel. 055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com.

Orario: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30.

Online su www.teatrodellapergola.com e tramite la App del Teatro della Pergola.

Circuito regionale Boxoffice.

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