Grigory Sokolov in concerto

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fotoGrigorij Sokolov Bach Beethoven Schubert

Grigory Sokolov in recital

Bach Partita n. 1 BWV 825

Beethoven Sonata n. 7, op. 10 n. 3

Schubert Sonata op. 143 D 784

Schubert Sei Momenti Musicali op. 94 D 780

“C’è solo il pianoforte nella mia vita e suonare è l’unica cosa che mi interessa davvero” dice Grigorij Sokolov uno tra i più grandi pianisti al mondo che sarà all’Auditorium Parco della Musica, mercoledì 29 aprile (ore 20,30 Sala Santa Cecilia) per la Stagione di Musica da Camera dell’Accademia.

Con Roma e con il suo pubblico Sokolov ha stabilito un rapporto privilegiato e i suoi concerti sono sempre salutati come eventi molto attesi, soprattutto perché il pianista annuncia con scarsissimo anticipo il programma che quest’anno prevede di Bach la Partita n. 1 BWV 825, la Sonata n. 7, op. 10 n. 3 di Beethoven e di Schubert la Sonata op. 143 D 784 e Sei Momenti Musicali op. 94 D 780.

Grigory Sokolov

L’unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell’irresistibile onestà dell’arte di Grigory Sokolov. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio. I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij.

Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica.

Sokolov è nato a Leningrado (ora San Pietroburgo) e ha intrapreso gli studi musicali all’età di cinque anni, e due anni più tardi, ha cominciato gli studi con Liya Zelikhman alla Scuola Centrale Speciale del Conservatorio di Leningrado. A 12 anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e il suo prodigioso talento è stato riconosciuto nel 1966 quando, a soli sedici anni, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca. Mentre Sokolov intraprendeva grandi tour di concerti negli Stati Uniti e in Giappone negli anni Settanta, il suo talento si è evoluto ed è maturato lontano dai riflettori dei media internazionali. In seguito al collasso dell’Unione Sovietica, ha cominciato ad apparire con più frequenza nelle principali sale da concerto e nei principali festival europei. Si è esibito con le maggiori orchestre, tra cui la New York Philharmonic, Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Philharmonia di Londra, l’Orchestra Filarmonica di Monaco, l’Orchestra della Scala, l’Accademia di Santa Cecilia prima di decidere di dedicarsi esclusivamente al recital per pianoforte solo.

Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. A differenza di molti pianisti nutre un profondo interesse e una estrema conoscenza tecnica dei pianoforti che suona. Prima di ogni esibizione è solito passare molte ore di studio sul palcoscenico per capire la personalità e le possibilità dello strumento con cui dovrà condividere il momento del concerto. La critica musicale è sempre affascinata dalla misteriosa abilità di Sokolov di saper ‘rileggere’ la partitura proponendo interpretazioni originali e sempre nuove dei pezzi che suona. La capacità di articolare le voci interne di una struttura polifonica, l’infinita varietà delle dinamiche e dei suoni che sa estrarre dallo strumento sono caratteristiche uniche di questo grande artista. Nei suoi recital porta gli ascoltatori a stretto contatto con la musica, trascendendo questioni di esibizionismo superficiale e abilità tecnica, per rivelare significati spirituali più profondi.

Deutsche Grammophon all’inizio di quest’anno ha distribuito un nuovo album proponendo la registrazione integrale del recital tenuto al Festival di Salisburgo nel 2008.

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Stagione di Musica da Camera

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Mercoledì 29 aprile ore 20,30

Biglietti da 18 a 42 euro – Infoline 068082058 Stagione Sinfonica 2014-2015

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Domenica 3 maggio ore 18 – lunedì 4 ore 20,30 – martedì 5 ore 19,30

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Manfred Honeck dirige Mozart e Mahler

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Manfred Honeck direttore

Mozart Sinfonia n. 41 551 Jupiter

Mahler Sinfonia n. 1 Il titano

Manfred Honeck torna dopo i concerti di marzo sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia per la Stagione Sinfonica (Sala Santa Cecilia, domenica 3 maggio ore 18 – lunedì 4 ore 20,30 – martedì 5 ore 19,30), per dirigere due celeberrime pagine: la Sinfonia n. 41 K 551 “Jupiter” di Mozart e la Sinfonia n. 1 “Il titano” di Mahler.

La Jupiter costituisce il culmine della produzione sinfonica mozartiana chiudendo quel ciclo di sinfonie di estrema levatura musicale che sarà in seguito foriero di sviluppi straordinari. Il “Titano”, al contrario, fu titolo voluto da Mahler per la sua prima sinfonia a suggello di un vero e proprio programma sotteso ai quattro movimenti che la compongono. Il mondo poetico di Mahler è già tutto delineato in questa possente e sbalorditiva partitura, piena di effetti orchestrali trascinanti e di idee musicali singolari.

Manfred Honeck direttore austriaco è Direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra. La sua attività è documentata da numerose incisioni discografiche: fino ad ora sono state pubblicate le Sinfonie n. 1, 3, 4 e 5 di Mahler; la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij e Vita d’eroe di Richard Strauss. La Quarta Sinfonia di Mahler è stata premiata nel 2012 con il prestigioso Classical Music Award. Dal 2007 al 2011 è stato Generalmusikdirektor della Staatsoper di Stoccarda dove ha diretto tra l’altro Les Troyens, Idomeneo, Aida, Les dialogues des carmélites, Il cavaliere della rosa, Il pipistrello, Lohengrin, Parsifal e concerti sinfonici con la Staatsorchester Stuttgart. Manfred Honeck ha iniziato la sua carriera a Vienna come assistente di Claudio Abbado, successivamente è stato Primo Kapellmeister dell’Opernhaus di Zurigo. Dal 1996 al 1999 è stato uno dei Direttori principali della MDR Sinfonieorchester di Lipsia; dal 1997 al 1998 ha rivestito il ruolo di Direttore musicale della National Opera di Oslo; in seguito è stato Primo direttore ospite della Oslo Philharmonic Orchestra, dal 2000 al 2006 Direttore principale della Swedish Radio Symphony Orchestra di Stoccolma, dal 2008 al 2011 Primo direttore ospite della Filarmonica Ceca di Praga, posizione che ricopre nuovamente dal 2013 al 2016. Nel corso della sua carriera ha diretto inoltre l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Gewandhausorchester di Lipsia, Sächsische Staatskapelle Dresden, Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, London Philharmonic Orchestra, Orchestre de Paris, Wiener Philharmoniker, Los Angeles Philharmonic, National Symphony Orchestra Washington, Chicago e Boston Symphony Orchestra. È inoltre regolarmente ospite del Verbier Festival. Nel febbraio 2013 ha riscosso un successo strepitoso alla testa della Berlin Philharmonic Orchestra, concerto del quale ha anche inciso un CD per la DG con Anne-Sophie Mutter. A novembre del 2013 ha inoltre debuttato con la Philadelphia Orchestra.

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Stagione Sinfonica 2014-2015

Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia

Domenica 3 maggio ore 18 – lunedì 4 ore 20,30 – martedì 5 ore 19,30

Biglietti: da 19 € a 52 € – Info: 068082058

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