“Partitura P”. Pirandello in musica

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Foto di Manuela Giusto
Foto di Manuela Giusto

Cosa succede quando un concerto sinfonico si integra con i testi psicanalitici di uno dei più rappresentativi scrittori italiani del Novecento? Si ottiene una partitura pirandelliana, con una sequenza di parole e musiche, non semplicemente giustapposte, ma tali che la vibrante valenza evocativa della melodia veicola e potenzia il vigore rappresentativo della parola.

Il siciliano Fabrizio Falco, appassionato della scrittura pirandelliana, propone un viaggio dentro i meandri emozionali dei personaggi di tre novelle: “L’uomo dal fiore in bocca”, “Una giornata” e “Il treno ha fischiato”.

Il dramma esistenziale dell’uomo che, sapendosi prossimo alla morte, esterna le sue considerazioni sul senso della vita riuscendo a cogliere il valore degli aspetti più insignificanti rispetto all’uomo qualunque che attraversa l’esistenza con scialba normalità, in un alternarsi di pathos sfocia nel dramma surreale della seconda novella.

In questa il protagonista, nell’arco di una giornata, vede scorrere oniricamente la propria vita come su un treno in corsa che lo conduce in una città sconosciuta dove diventa improvvisamente ricco e incontra la ragazza di una fotografia rinvenuta nella tasca della giacca. All’alba si trova vecchio, circondato da figli e nipoti altrettanto vecchi, poiché l’accelerazione dello scorrere del tempo ha spazzato ogni effimera certezza.

Come in un racconto in cui si scivola verso il lieto fine senza soluzione di continuità, l’apparente follia del povero Belluca, vessato dal capufficio e dal gineceo familiare, si sintonizza sul fischio del treno percepito in un momento in cui distoglie l’attenzione dai registri contabili e, rincorrendo quel fischio, si proietta in viaggi immaginari in paesi lontani e ignoti, evadendo dalla sua miserrima quotidianità.

Tre drammi interiori in un flusso continuo di tensione, amalgamati a tre diversi tempi musicali: un ritmo ossessivo veicola il dolore per la morte imminente dell’uomo malato di tumore, che si smorza in un adagio a sottolineare la crisi d’identità dell’uomo che vede velocemente sfuggirgli la vita, e si scioglie in un allegro ritmo vorticoso dove il fischio del treno apre un mondo fantastico e consolatorio. Tre movimenti che si ricompongono in un unico concerto sinfonico.

Il musicista Angelo Vitaliano realizza dal vivo la composizione musicale di suoni elettronici creando ogni sera una diversa partitura, mentre Fabrizio Falco emerge lentamente dal nero parallelepipedo della scena di Francesco Ciccimorra in un cono di luce che il disegno di Daniele Ciprì amplia nella progressione degli stati d’animo dei personaggi.

Vincitore del premio Marcello Mastroianni come attore emergente nel 2012 per le interpretazioni nei film “È stato il figlio” di Daniele Ciprì e “Bella addormentata” di Marco Bellocchio, nomination al Nastro d’argento come attore non protagonista nel 2013, il palermitano Falco si è da tempo avvicinato al drammaturgo di Girgenti prestando la sua voce per un audiolibro di dodici novelle, da cui ha tratto ispirazione per portare in scena Partitura P.

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