Sweet Home Europa – Una genesi. Un esodo. Generazioni

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Foto di Valeria Tomasulo
Foto di Valeria Tomasulo

di Davide Carnevali

regia Fabrizio Arcuri

con Matteo Angius, Francesca Mazza e Michele di Mauro

musiche composte e eseguite dal vivo da Davide Arneodo, Luca Bergia (Marlene Kuntz) e NicoNote

ideazione progetto scenico Andrea Simonetti

sculture sceniche esplosive di Enrico Gaido e Riccardo Dondana/ 3tolo esplosive design

assistente alla regia Francesca Zerilli

Produzione Teatro di Roma

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Dall’8 al 26 aprile al Teatro India Fabrizio Arcuri porta in scena l’Occidente, la sua storia e la sua crisi, le sue repressioni e le sue esplosioni, con SWEET HOME EUROPA. Una genesi. Un esodo. Generazioni di Davide Carnevali, testo finalista al Premio Riccione 2011 che ha debuttato in Germania nel 2012 al Schauspielhaus di Bochum.

Con questo spettacolo, una produzione del Teatro di Roma, ritorna a vivere la Sala A del Teatro India, alzando il sipario su un potente affresco politico e umano che si dipana sotto i nostri occhi: padri, madri, figli, mogli, mariti, compagni, estranei, esuli, uomini politici e d’affari si passano la staffetta per raccontare patti e compromessi, differenze ideologiche e religiose, che hanno fatto dell’Occidente un’idea dominante e insieme l’idea del suo stesso fallimento. Così, capitalismo e consumismo, diventati misura di ogni rapporto, hanno scardinato le regole tradizionali e messo in crisi i valori della società, lasciando intere generazioni in balia di guerre e lotte per la ricostruzione.

Al centro del dramma, il delicato tema dell’integrazione e della possibilità di accettare l’estraneo, lo straniero, l’altro: un Uomo, una Donna e un Altro uomo sono protagonisti di differenti storie particolari e al tempo stesso di una vicenda collettiva – quella di una famiglia, di un popolo, dell’umanità intera –nel continuo incontro e scontro tra civiltà. Sull’Altro uomo ricade il peso delle generazioni precedenti e di quelle successive, il peso di una tradizione secondo la quale chi non può vivere nella propria terra ne cerca un’altra in cui fondare una casa e una famiglia, una nuova società. L’Uomo che nella propria comunità occupa invece una posizione di potere – politico, economico, culturale – farà di tutto per mantenere il privilegio di cui gode ed esercitarlo a suo vantaggio, a discapito del debole. La Donna cercherà il suo ruolo in una società occidentale che, mentre critica quella orientale, tarda ancora a riconoscere la reale parità tra i sessi. “A quasi vent’anni dalla nascita della UE, la Grande Casa Europea è un “cantiere ancora aperto”, come lo definiva Gorbaciov. Ma in che direzione stanno andando i lavori? – si interroga Davide Carnevali – Stiamo costruendo uno spazio privilegiato per la garanzia dei diritti umani, o stiamo solo recintando una proprietà privata per vietarne l’accesso a chi non è desiderato?”.

Una lingua caustica, quella di Carnevali, densa di riflessione storica e di raggelante umorismo al servizio di un discorso sempre concreto e continuamente simbolico. Così, la scena si trasforma in un baratro e il vuoto lascia il posto solamente alle macerie: “La parola è ‘ricostruire’ – commenta Fabrizio Arcuri – ma bisogna stare attenti a dove mettere i piedi fra queste macerie”. I tre personaggi, un Uomo, una Donna e un Altro uomo, ricoprono una diversa posizione sociale e generazionale ad ogni nuovo incontro: un rappresentante di un paese ‘debole’ emigrato in un paese ‘forte’, e poi suo nonno, ma anche suo padre; una madre di un migrante, ma anche la moglie lasciata in patria e la donna incontrata nel nuovo paese;  e poi l’uomo di potere che è anche il nuovo schiavo del potere. Ognuno ha una cultura diversa come genitore e un futuro con una bandiera nuova come figlio. “Tutti hanno le loro ragioni e i loro torti. Tutti covano l’unione con l’altro o la sua eliminazione. Tutti sono cellule dormienti pronte a fare fuoco. Tutti sono Charlie Hebdo, ma anche Cherif e Said Kouachi – continua Fabrizio Arcuri – Tutto è entro confini che segnano lo spazio di vita delle comunità e dei singoli, rendendoli diversi, e per questo in un conflitto continuo. Tutto è entro confini che segnano una stessa condizione per tutti, rendendoli uguali, e per questo in una pacificazione possibile. L’Europa non è solo un territorio, una comunità politica, una geografia culturale: l’Europa è il nostro confine. Non importa se noi, ora, siamo quelli che stanno dentro o fuori. In fondo non esiste ‘dentro o fuori’; esiste solo un ‘di qua o di là. Tutti uguali nella differenza irriducibile. Tutti alla conquista dell’altro, come alla conquista di se stessi”.

Ad accompagnare il fluire delle scene, le musiche composte ed eseguite dal vivo da Davide Arneodo e Luca Bergia dei Marlene Kuntz e da NicoNote, mentre il progetto scenico è realizzato da Andrea Simonetti con sculture sceniche esplosive di Enrico Gaido e Riccardo Dondana.

Davide Carnevali vive e lavora tra Buenos Aires, Berlino e Barcellona, dove è dottorando in Teoria del Teatro presso la Universitat Autònoma e l’Institut del Teatre. Tra i premi ricevuti figurano il Premio Marisa Fabbri, il Premio Riccione 2009 e il Premio Theatertext als Hörspiel al Theatertreffen di Berlino per Variazioni sul modello di Kraepelin, il Premio Borrello per la nuova drammaturgia 2011 per Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse. Sweet Home Europa, finalista al Premio Riccione 2011, ha debuttato in Germania nel 2012 al Schauspielhaus di Bochum. Le sue opere sono state ospitate in diverse rassegne internazionali e sono tradotte in tedesco, francese, spagnolo, catalano, inglese, estone.

Marlene Kuntz sono un gruppo alternative rock italiano, formatosi nel 1990 e stilisticamente avvicinabili alla fusione tra rumore e forma-canzone operata dai Sonic Youth  e alle sonorità dei gruppi di noise rock, associata a una forte vena cantautorale. La formazione che partecipa allo spettacolo sarà un duo di polistrumentisti (dalle percussioni, ai violini, alle chitarre e alle campionature)

Nico Note:  aka Nicoletta Magalotti, performer artista outsider della scena indipendente – ha sviluppato un personale linguaggio tra musica e performance. Italiana di madrelingua austriaca nasce a Rimini nel 1962. A metà degli anni 80 è stata la cantante della band Violet Eves. E’ Dj e creatrice di spazi come il Morphine del Cocoricò – è stata attrice tra gli altri per Romeo Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio. Recentemente ha presentato il suo concerto-performance ”Rhapsody (or Alphabet Dream)” alla Fondation Cartier per l’Arte Contemporanea di Parigi.

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INFO TEATRO INDIA: Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) – Roma

Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 – www.teatrodiroma.net

Orari spettacolo: tutte le sere ore 21.00 I domenica ore 18.00 I lunedì riposo

Durata 130 minuti senza intervallo

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