Il Kyoto Higaki Ballet e la sua Tsubakihime

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IMG_4908Un felice anniversario quello dei cinquant’anni del gemellaggio tra Firenze e Kyoto. Dieci lustri che in questo 2015 si intrecciano con altre due importanti celebrazioni fiorentine: i settecento cinquanta anni della nascita di Dante Alighieri e i cento cinquanta anni di Firenze capitale del Regno d’Italia.

Due fondamentali ricorrenze che, per un’incredibile coincidenza di date, consentono alla Kyoto Higaki Ballet Company di partecipare a questi festeggiamenti presentando per la prima volta in Italia La Signora delle Camelie (Tsubakihime). Un balletto ispirato all’omonimo romanzo di Alexandre Dumas figlio e alla Traviata di Verdi, messo in scena al Teatro Verdi di Firenze con la regia e la coreografia di Yukiko Konishi, le celebri arie verdiane e gli arrangiamenti musicali di Yasuhiko Komuro.

Un’occasione per conoscere l’organico giapponese fondato nel 1986 con la collaborazione con Cyril Atanassoff, ballerino del Balletto dell’Opéra di Parigi, insignito negli anni di numerosi riconoscimenti in patria e accreditato a livello internazionale per il suo repertorio. Un repertorio che comprende classici come Giselle, Lago dei cigni, Cenerentola, ma anche creazioni di opere originali giapponesi fra cui Taiko e Mitsuko.

IMG_1676Per questa entrée fiorentina la Kyoto Higaki Ballet Company propone La Signora delle Camelie in una versione che si avvale dei sontuosi costumi ideati da Miyoko Higaki, direttore artistico della compagnia, e realizzati da Chacotto co.Ltd, e delle ariose immagini digitali di Naomi Miyahara. Proiezioni che restituiscono l’atmosfera romantica che fa da cornice all’amore tra Margherita, la prima ballerina Yukiko Nonishi, e Armando, Dai Sasaki, osteggiati dalla figura di Duval padre, Sergiy Savoschenko.

Il balletto, diviso in due parti e costruito per quadri, ripercorre le tappe fondamentali delle triste e appassionata storia d’amore dei due infelici amanti, tenendo presente il libro di Dumas figlio e l’opera di Verdi per mantenere vivi eventi e situazioni topiche.

In particolare questa Tsubakihime inizia come il romanzo in flaschback con Armand che legge, nella casa di Margherita ormai spogliata dai creditori, le lettere che lei gli ha lasciato dopo la sua morte, e termina con la fine della donna povera e sola e l’impotente disperazione del giovane, che richiama l’inizio.

IMG_2189La parte centrale del balletto, creato nel 2010, ricorda la Traviata nelle situazioni corali del Salone della dimora di Margherita, nell’incontro privato in camera di lei affetta da attacchi di tisi, nel periodo felice della villeggiatura in campagna fino all’arrivo del padre di Armand e alla dolorosa scelta di Margherita, che torna alla sua insulsa vita di cortigiana. Senza dimenticare naturalmente la scena tutta verdiana dell’oltraggio di Armand che, preda di una folle gelosia, nel Salone del Barone durante una festa lancia alla cortigiana del denaro infamandola.

Forte di tutta una tradizione letteraria e musicale, questa Signora delle Camelie ‘dagli occhi a mandorla’ risente anche nella impostazione coreografica delle celebri versioni di MacMillan del 1963 e di Neumeier del 1978, aggiungendo però un tocco orientale e orientaleggiante. Un esotismo che apprezziamo molto nella scena che si richiama al Teatro Nō, quando Margherita sul letto di morte è fagocitata da mortifere presenze con maschere bianche, un po’ meno nella leziosità di certi passaggi degli insiemi femminili.

IMG_5072I passi a due di Margherita e Armand e di Margherita e il padre, improntati ad un puro stile e linguaggio neoclassici, sono belli e intensi e Yukiko Nonishi è un’interprete elegante che sa coniugare la frivolezza iniziale e la tragicità finale del personaggio. Dai Sasaki è un Armand intenso e un ballerino dalle indubbie doti tecniche, unite a un sorprendente ballon.

Sergiy Savoschenko colpisce per il carisma della presenza scenica e il nitore della preparazione accademica, quella stessa preparazione che ritroviamo dei danzatori della Kyoto Higaki Ballet Company. Un pregevole comparto maschile che resta impresso per precisione e cura del dettaglio nell’esecuzione dei passi e dei salti.

Un spettacolo da vedere e da apprezzare specie per il modo con cui tutti i protagonisti riescono ad interpretare la visione del mondo tipicamente romantica ed essere credibili e convincenti. Alla fine gli applausi calorosi del numeroso pubblico suggellano il successo della serata giapponese e della Signora delle Camelie dagli incantevoli ‘occhi a mandorla’.

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