Filarmonica Romana: “Musica svelata”, la stagione estiva 2015

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Foto di Riccardo de Antonis
Foto di Riccardo de Antonis

Si terrà dal 27 giugno al 12 luglio nella suggestiva cornice dei Giardini dell’Accademia Filarmonica Romana, alle pendici di Villa Borghese, la nuova edizione della stagione estiva dell’istituzione romana, quest’anno dal titolo “Musica svelata”. Grazie alla preziosa collaborazione di istituzioni, ambasciate, accademie e istituti di cultura attivi nella capitale, anche quest’anno la Filarmonica Romana si aprirà alla tradizione e alla musica delle numerose nazioni ospiti (Portogallo, Giappone, Iran, Slovacchia, Spagna, Norvegia, Malta e l’area geografica dell’Africa Sudanese), cui si affiancheranno l’omaggio alla musica d’oggi, alla musica di tradizione popolare e a quella pop, con originali installazioni audiovisuali che animeranno i Giardini in un gioco di luci, colori e suoni.

Gli spazi della Filarmonica (non solo i Giardini, ma anche la Sala Casella e la Sala Affreschi) diventano dunque un porto franco aperto alla scoperta, alla reciproca conoscenza, all’incontro tra persone, istituzioni, un crogiolo di esperienze artistiche varie e vitali, alla scoperta dei tanti volti del mondo sonoro. “L’estate è abitualmente l’epoca del tempo rallentato, una sorta di stasi, un momento di ozio e di riposo, in cui erroneamente si tende a chiedere il consueto – ha dichiarato il presidente Paolo Baratta -. Il programma dei Giardini della Filarmonica fa il giro opposto: si svolge sì in un tempo rallentato come può essere quello estivo, ma è anche il momento in cui si apre all’inconsueto. Forse proprio in questo sta il merito dell’ozio, quello di renderci più disponibili all’incontro con l’inusitato e la Filarmonica in questo non sta che ubbidendo a una antica filosofia romana”. “I Giardini della Filarmonica sono una sorta di ‘viaggio musicale’ – ha poi proseguito il direttore artistico Matteo D’Amico – che per quasi due settimane, trasforma i nostri Giardini in un vero e proprio loft delle arti contemporanee, uno spazio aperto dove musica, pittura, installazioni acustiche, letture, tutto concorre a creare un confronto stimolante tra le culture dei diversi paesi protagonisti”.

Come ormai consuetudine, tra un appuntamento e l’altro, si potrà fare una gradevole pausa al ristorante del giardino (Cucina by Angelina), fra aperitivi e cene a tema.

La Festa d’inaugurazione sarà sabato 27 giugno con la giornata interamente a ingresso gratuito omaggio al Portogallo: grazie alla collaborazione dell’Ambasciata portoghese e dell’Istituto Camões arriva nella capitale il Baltar Cassola Guitar Duo con il nuovo progetto Espelhos (in italiano “Specchi”) che esplora sonorità nuove dell’universo chitarristico, offrendo una selezione di opere raramente eseguite, trascritte per due chitarre. Il concerto (ore 21, Sala Casella) sarà preceduto dalla proiezione di una puntata della nuova serie “Inventare il tempo”, il programma di Rai 5 a cura di Sandro Cappelletto dedicato alla musica classica. Il bel canto italiano (girata nella Sala Casella e nella biblioteca della Filarmonica) ci guiderà all’ascolto delle più celebri romanze da camera interpretate dalla grande Mariella Devia, con Antonello Maio al pianoforte.

Mercoledì 1 luglio l’inaugurazione del Festival con una serata dedicata al Giappone e alla sua affascinante e misteriosa letteratura. Grazie alla collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala e l’Istituto giapponese di cultura in programma il Dittico giapponese del compositore Luca Mosca: in Sala Casella (ore 20) Note del guanciale (2002) una composizione di 21 pezzi per cinque strumenti omaggio all’omonimo e celebre diario della scrittrice Sei Shōnagon dama di corte dell’imperatore giapponese di fine X secolo e alle ore 22 nei Giardini, in prima esecuzione assoluta, La cortina di gala (2012-13) opera giapponese in un atto su libretto di Pilar Garcia ed Ernesto Rubin de Cervin per soprano, baritono e 5 strumenti, ispirato a uno dei più antichi romanzi di tutti i tempi, il Genji Monogatari di un’altra celebre scrittrice e poetessa giapponese quale fu Murasaki Shikibu. Ne saranno interpreti i solisti e l’ensemble “Giorgio Bernasconi” dell’Accademia Teatro alla Scala diretti da Marco Angius. Completano la giornata una serie di incontri sulle antiche tradizioni nipponiche dell’ikebana e della calligrafia, affidati a tre maestri di consolidata esperienza.

Giovedì 2 luglio (Sala Casella, ore 20) spazio alla musica contemporanea con Il sigaro di Armando, un concerto dedicato alle composizioni di Franco Donatoni che prende il titolo dall’omonimo libro che raccoglie alcuni suoi scritti. Oltre alla musica di Donatoni, in programma quella di Berio e Boulez con Rebecca Raimondi (violino), Samuele Telari (fisarmonica), Marco Del Greco (chitarra), Alessandro Viale (pianoforte) e il clarinettista Aron Chiesa fresco vincitore del Premio Valentino Bucchi 2015. Nei Giardini (ore 21.30), il concerto Fuochi d’artificio dell’ensemble Gli Ottoni Romani diretti da Giuseppe Bonafine. Oltre 25 anni di attività segnano la carriera artistica di questo gruppo che raccoglie alcuni dei migliori interpreti di questo insolito organico (formato da trombe, tromboni, corni, tuba e percussioni) che per quest’occasione eseguiranno anche un arrangiamento della Suite dall’Uccello di fuoco di Stravinskij.

Venerdì 3, sabato 4 e lunedì 6 i Giardini della Filarmonica si animeranno delle installazioni, delle luci e dei colori, dei suoni e della musica sperimentale e d’avanguardia del CRM – Centro Ricerche Musicali per la sua rassegna ArteScienza 2015, un “gemellaggio” fra le due istituzioni da sempre attente alla novità in campo musicale. Ogni giornata si aprirà con i concerti-istallazioni che impiegheranno gli spettacolari Olofoni – una sorta di grandi proiettori sonori – che dalle ore 19 alle 19.45 avvolgeranno il pubblico dei Giardini di musica di diversi autori chiamati a comporre su diversi temi (Oceani, Natura Astratta, Concitato).

La giornata di venerdì 3 luglio ospiterà in Sala Casella (ore 20) la performance multivolcale di Frauke Aulbert, “regina dell’avanguardia di Amburgo” come è stata definita dalla critica musicale, artista versatile dalla vocalità estesa e aperta ai tanti generi della musica vocale d’oggi, che esplorerà le varie sfaccettature della voce, da dolce e naturale a brutale e artificiale, fra gestualità teatrale e libera improvvisazione. A seguire nei Giardini (ore 21.30) Grame Musique, uno spettacolo di musica elettroacustica concepito dal GRAME uno dei più prestigiosi centri di creazione musicale di Francia.

Sabato 4 luglio in Sala Casella (ore 20) Musica per Maya Deren, performance video-musicale (a cura di Giorgio Sancristoforo e Massimo Marchi) dedicata all’artista e regista statunitense di origine ucraina, pioniera del cinema d’avanguardia degli anni ’40 e ’50. Cinema onirico, poetico, visionario e rituale quello della Deren, antinarrativo per eccellenza, in cui il tempo è quello del ritmo psichico, della visione e del sogno. Alle 21.30 nei Giardini, la performance/improvvisazione X-Traces di Luigi Ceccarelli (elaborazioni elettroniche) e il contrabbassista Daniele Roccato: i suoni del contrabbasso, amplificati ed elaborati in tempo reale, si intrecceranno in un denso contrappunto armonico, ritmico e timbrico, un cerchio chiuso che si sviluppa in un dialogo serratissimo, dove i due musicisti sono strettamente interdipendenti.

Lunedì 6 luglio in Sala Casella (ore 20) New ear forward, performance di SAXATILE. Di recente costituzione, si tratta di un progetto realizzato da un’idea di Enzo Filippetti rivolto all’esecuzione della musica contemporanea nei suoi molteplici aspetti, in un rapporto dialettico con artisti e compositori. Nei Giardini (ore 21.30) Trittico del ritmo performance dell’ensemble Aere Silente, i giovani percussionisti del Conservatorio di Santa Cecilia che si cimentano in un repertorio complesso ma allo stesso tempo vario e stimolante: dall’avanguardia giapponese di Tōru Takemitsu e Toshi Ichiyanagi, a Voliera del giovane italiano Tommaso Cancellieri, Risveglio della Terra di Laura Bianchini per concludersi con un omaggio al compositore statunitense Lou Harrison con The song of Quetzalcoatl (1941).

Molto attesa come ogni anno, non poteva mancare anche in questa edizione la serata Iran realizzata in collaborazione con Associazione Donne per la dignità, Alefba, Comitato per un centro interculturale a Roma. Martedì 7 luglio il concerto “Arabesque” dell’Imago Sonora Ensemble (Sala Casella ore 20), un incontro fra Occidente e Oriente con la musica di compositori italiani (Francesco Pennisi e la prima assoluta di Riflesso di Marco Quagliarini) e quella di musicisti iraniani dei nostri giorni: Alireza Farhang, Rouzbeh Rafie e Kiawasch SahebNassagh. Nella seconda parte della serata, nei Giardini (ore 21.30), il concerto della Pallett Band, vera e proprio band di culto in Iran, che fonde la musica di tradizione persiana ai ritmi e alle melodie fusion/jazz, amatissima dai giovani e giovanissimi del suo paese. Il gruppo che si sta affermando fra le band emergenti di maggior interesse provenienti dal Medio Oriente, ha fatto notizia qualche mese fa quando è apparsa alla televisione iraniana per promuovere una nuova canzone. I musicisti del gruppo si sono presentati senza strumenti, mimando solamente il gesto (come avessero degli strumenti trasparenti): una provocazione, ma anche una riflessione ironica sul divieto in Iran di suonare strumenti in TV, in vigore dal 1979…

Mercoledì 8 luglio in Sala Casella (ore 20) il concerto dedicato alla musica aleatoria di Stockhausen, e di altri autori dei nostri giorni (Schiaffini, Giuliano e Grimaldi); ne è interprete Improvviso Fantasia, non propriamente un ensemble ma, nelle parole del pianista Giuseppe Giuliano, anima del gruppo, «un libero ed estemporaneo assemblaggio di solisti di livello internazionale», in particolare nel campo dell’improvvisazione, unita all’utilizzo di mezzi elettronici. Nei Giardini (ore 21.30), il concerto realizzato in collaborazione con l’Istituto di Cultura slovacco che ospita il Bačovské Trio, formazione dedita al repertorio popolare slovacco che suona su strumenti popolari, quali i diversi tipi di fujara (una sorta di flauto dolce popolare), okarina, armonica da bocca, cornamusa etc.

Giovedì 9 luglio la serata dedicata alla Spagna e a uno dei suoi massimi poeti, Federico García Lorca: nel concerto in Sala Casella (ore 20), in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna protagonista sarà la chitarra, strumento simbolo dell’anima e della cultura spagnola, con alcune pagine di Manuel De Falla e Joaquín Rodrigo, e le poesie del grande poeta al centro della novità Golpe de luz di Albino Taggeo; completa il programma uno dei capolavori di Castelnuovo-Tedesco, quel Romancero gitano dove il lirismo caldo e misterioso di García Lorca trova una raffinata interpretazione grazie all’insolito organico del coro accompagnato dalla chitarra. Nei Giardini (ore 21.30) un originale incontro fra musica antica e musica d’oggi con il concerto “Arcana luce barocca” del Quartetto Prometeo, fra le migliori e giovani formazioni cameristiche dei nostri giorni, che proporrà una rivisitazione di musica del Seicento affidata ai principali compositori d’oggi quali Sciarrino, Battistelli, Filidei, Scodanibbio, Gervasoni e Fedele. Il concerto è realizzato in collaborazione con il CRM.

Venerdì 10 luglio sarà la volta della Norvegia e di Malta. In Sala Casella (ore 20), in collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia, il concerto finale degli allievi della masterclass “Il Lied e la romanza da camera” di Elizabeth Norberg-Schulz, corso che ogni anno richiama giovani talenti di ogni nazionalità per seguire le lezioni del famoso soprano italo-norvegese. Nei Giardini (ore 21.30) i ritmi e i suoni del Mediterraneo rivivono con il gruppo maltese *etnika, ensemble che da quindici anni fa rivivere nella sua musica il repertorio tradizionale dell’isola rivisitato in chiave moderna; il concerto è realizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Malta, l’Autorità del turismo di Malta, il Cultural Export Fund e l’Arts Council Malta.

Decisamente più POPolare, come recita il titolo della serata, è il programma di sabato 11 luglio. A partire da Beatlesmania (ore 20, Sala Casella) con il Quartetto Pessoa, formazione classica di quartetto d’archi, alle prese con le canzoni della band di Liverpool. Gli arrangiamenti sono di Antonio Di Pofi, compositore di musica da film, che ha collaborato con molti dei migliori registi italiani, da Sergio Rubini a Giovanni Piccioni. Al pianoforte è Di Pofi stesso che insieme al Pessoa – formazione che ama accostare i generi musicali più diversi – ripercorrerà i maggiori successi dei Beatles. Nei Giardini (ore 21.30), canzoni e racconti della tradizione romana con Raffaella Misiti & Le Romane. Questa piccola formazione acustica tutta al femminile, ha scelto la canzone romana come suo luogo d’incontro: la serenata e il canto della popolana si mescolano ai versi di grandi autori come Pasolini e Strehler e alle musiche di Rota, Umiliani, Carpi, Rustichelli, Trovajoli, Balzani; dal linguaggio prezioso delle parole di Gadda, Giuliani, Fabrizi, Belli, Trilussa, tornano alla mente immagini forti piene di ironia e passione…

Domenica 12 luglio i Giardini della Filarmonica chiudono la loro rassegna ricollegandosi idealmente con uno degli appuntamenti di maggior successo dell’anno passato, quando andò in scena Galghi (La barca), uno spettacolo ideato dal cantante senegalese griot Badarà Seck che vide sul palco dei non-attori, rifugiati africani giunti in Italia negli ultimi anni, che ripercorsero l’esperienza drammatica del loro viaggio, solcando il Mediterraneo per sbarcare in Europa. Anche quest’anno la giornata sarà aperta da un incontro dibattito sulle migrazioni dal titolo “Attraversare il Mediterraneo”, cui parteciperanno giornalisti ed esperti sul tema, cui seguirà il concerto a cura di Badarà Seck Galghi II con l’attore Enzo De Caro e i tanti musicisti provenienti ‘al di là’ del Mediterraneo, un incontro di musiche e poesie provenienti dalle tradizioni di paesi i più lontani fra loro, dal Bangladesh al Marocco, passando attraverso il Medio Oriente e l’Africa Sudanese. Tra i due eventi, al tramonto, sul prato dei giardini, una jam-session del tutto speciale, protagonista lo strumento principe dell’Africa Sudanese, il djembé, aperta a chiunque voglia aprirsi al confronto e al gioco musicale. Per tutta la giornata, nella Sala Affreschi, sarà visitabile la mostra fotografica di Angelo Savarese Scatti di Memoria. Rwanda 1994 / 2014.

Dal 3 al 12 luglio ogni giorno dalle 19 alle 19.45 nei Giardini si potrà vedere e ascoltare l’installazione d’arte elettroacustica site specific Voci di terra che Silvia Lanzarone e Debora Mondovì hanno ideato per gli spazi dei Giardini della Filarmonica. Per tutto il periodo del Festival, i Giardini e la Sala Casella ospiteranno alcuni opere scultoree e pittoriche dell’artista Claudio Palmieri.

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Info e prenotazioni: tel. 06 32 01 752 – promozione@filarmonicaromana.org

Biglietti:

1 spettacolo: 10 euro; biglietto giornaliero: 15 euro. Biglietti in vendita on line su filarmonicaromana.org

Giornate ArteScienza del 3, 4, 6 luglio: 1 spettacolo 10 euro, concerti/installazioni con Olofoni 3 euro, biglietto giornaliero 12 euro.

Gli incontri e le mostre di artisti sono ad ingresso gratuito.

Prevendita presso il Teatro Olimpico (piazza Gentile da Fabriano, 17). Vendita biglietti presso i Giardini della Filarmonica solo per spettacoli del giorno stesso.

 

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