Maddalena Crippa in “Italia mia Italia”

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Foto di Fabio Lovino
Foto di Fabio Lovino

Secondo recital del trittico Io canto da sola (e non solo)

con protagonista Maddalena Crippa in Italia mia Italia

regia Peter Stein

direzione musicale arrangiamenti e pianoforte Massimiliano Gagliardi

con Bubbez Orchestra

Rossella Zampiron VIOLONCELLO

Massimo De Lorenzi CHITARRA

Ermanno Dodaro CONTRABBASSO

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Giovedì 11 giugno (ore 21) al Teatro Argentina secondo recital del trittico Io canto da sola (e non solo) con protagonista femminile Maddalena Crippa nel monologo Italia, mia Italia per una serata tra teatro e musica.

Dopo l’apertura affidata al concerto di Giovanna Marini con Ora è venuta l’ora, il trittico prosegue con lo spettacolo scritto, recitato e cantato da Maddalena Crippa, per la regia di Peter Stein, una riflessione che si fa canto e parola per unire in un’unica idea “virtuosa” dell’Italia Leopardi e Battisti, Pasolini e De André, Mariangela Gualtieri e perfino Toto Cotugno. Lo spettacolo di teatro-canzone vede l’attrice accompagnata dal pianoforte di Massimiliano Gagliardi e dalla Bubbez Orchestra, composta da Rossella Zampiron (violoncello), Massimo De Lorenzi (chitarra) ed Ermanno Dodaro (contrabbasso). «È un tempo difficile, molto difficile per l’Italia, in un tempo così mi sento chiamata a fare qualcosa per il mio paese. Italia mia Italia nasce da qui, da questo bisogno di reagire, di rompere l’immobilità rassegnata, il lamento continuo, la visione solo negativa che si ha dall’angolo in cui siamo finiti – racconta Maddalena Crippa – Voglio assecondare invece la voglia di spostare il fuoco, per ritrovare un identità positiva del nostro essere italiani e finalmente riconoscere la fortuna, si, “la fortuna di vivere adesso questo tempo sbandato” per citare Fossati. Il gesto che meglio esprime lo spirito di questo spettacolo è una carezza che conforta. Si tratta di un viaggio dentro la nostra “Paeninsula” citando il libro di Franco Cassano che mi ha ispirata, scaldato dal pianoforte e dagli arrangiamenti di Massimiliano Gagliardi e dalle atmosfere del violoncello, chitarra e contrabbasso della Bubbez Orchestra». Una carezza fatta di parole che mescola Pasolini e Battisti, Leopardi e Cotugno, Piccolo e De Andrè, Fellini ed Endrigo, Cassano e Battiato, ed ancora Gualtieri e Fossati, Farinetti con Modugno e Conte.

Momento speciale della serata sarà rappresentato dalla consegna della Lupa Capitolina, massimo riconoscimento della città di Roma, a Peter Stein per il prestigio internazionale apportato con il suo contributo artistico al nostro Paese, dalla memorabile Orestea a Ostia antica al recente Der Park, prodotto dal Teatro di Roma.

Chiude il trittico Laura Marinoni, martedì 16 giugno (ore 21), portando in scena la storia intrigante di un amore che assomiglia ad un lungo combattimento, come i rituali di corteggiamento di certi animali in cui amore e lotta si confondono e si mischiano. Con Amore al tempo del colera, l’attrice recita e canta animando un racconto che fonde testo e suoni, con l’accompagnamento dal vivo di Alessandro Nidi, per la regia di Cristina Pezzoli. Cantare un amore a distanza che dura tutta la vita fino a compiersi nella vecchiaia avanzata è la straordinaria invenzione narrativa di uno dei più grandi inventori di storie del nostro tempo, recentemente scomparso, Gabriel García Márquez. Ma è anche materia di grande fascino per generare una curiosa occasione di teatro.

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