Point of view

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Foto di Martina Mammola

Siamo abituati a vedere il punto di vista di un solo personaggio, di solito il protagonista, e a tifare per lui sino alla fine. Spesso anche se il protagonista in questione fa parte dei “cattivi”.

Point of view è uno spettacolo che ci mostra le reali intenzioni dei quattro personaggi, via via che la storia si dipana.

Tre donne diverse, ma amiche da sempre. Bianca ha sempre voluto che il suo fidanzato, Matteo, la sposasse, e ora che finalmente le ha fatto la proposta non ne è più davvero convinta. Il fatto, poi, che non gliela abbia fatta in ginocchio è sinonimo della vita matrimoniale che l’aspetta: una moglie frustrata e tradita. Simona è l’amica stramba. Soffre di deficit di attenzione, è persa nel suo mondo e completamente fuori dalla realtà. Vive una storia d’amore clandestina con un uomo fidanzato. Per queste ragioni, da quattro anni è seguita da una psicologa, la stessa di Aurora, una ragazza disordinata e frenetica, che non riesce a intrattenere rapporti con l’altro sesso. Infine Matteo, l’unico uomo, amante di Simona e, forse, futuro marito di Bianca, che sembrerebbe la vittima della situazione. Impossibilitato a reagire anche fisicamente, a causa di un incidente in motorino. Ha passato gli ultimi anni da spettatore, lasciandosi trascinare dagli eventi, senza affrontarli.

La struttura drammaturgica è ben riuscita, grazie all’espediente di un montaggio che ricorda quello cinematografico. La narrazione comincia dall’epilogo e si muove nel tempo e nello spazio intorno a una scena principale che pian piano si completa fino a tornare nuovamente all’epilogo.

Nonostante all’inizio i personaggi possano sembrare scontati (la futura moglie, l’amante, la libertina) e la storia già vista (tre amiche, l’amore e l’eterno tema della donna innamorata dell’uomo della sua amica) il ritmo, la verve, i tempi comici, la regia curata in ogni dettaglio che cattura l’attenzione del pubblico e il lavoro sugli attori che hanno creato dei personaggi a tutto tondo e credibili (un po’ meno quello di Simona, la svampita, esagerato e buffo, che però non sfocia mai nel grottesco) rendono Point of View uno spettacolo spassoso e ben fatto.

Il finale, che potrebbe sembrare affrettato, è in linea con la struttura e il ritmo serrato della drammaturgia.

Tuttavia troppo spazio è stato concesso alla battuta e a gag comiche e il messaggio sociale che gli autori intendono dare, lo stalking femminile, è andato un po’ perso. Ma forse è solo una questione di punti di vista.

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Regia: Claudia Genolini

Aiuto Regia: Vito Buchicchio

Interpreti: Tommaso Arnaldi, Angela Favella, Claudia Genolini, Veronica Milaneschi, Giulia Ricciardi.

Foto: Martina Mammola

Fonico: Vito Buchicchio

Disegno luci Claudia Genolini

GENERE: black comedy

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