“Quartet Gala – Divi diversamente giovani” al Teatro Argentina di Roma

0
195
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoMats Ek, Ana Laguna, Susanne Linke e Dominique Mercy: non facile poter vedere in scena quello che può essere semplicemente definito un mitico quartetto di danzatori over 60. A mettere insieme i quattro leggendari nomi della danza contemporanea è stato Daniele Cipriani in collaborazione con il Teatro di Roma nel nuovo Quartet Gala – Divi diversamente giovani in scena in un gremitissimo Teatro Argentina di Roma (il 24-25 giugno.

Se il lontano, ma non troppo, riferimento-citazione-omaggio è Quartet di Dustin Hoffman, pellicola del 2012 in quattro cantanti di veneranda età (tra cui Maggie Smith) di una casa di riposo tornavano in scena per il celebre quartetto del Rigoletto, in Quartet Gala si svela l’essenza stessa della danza contemporanea attraverso un omaggio alla maturità interpretativa e anagrafica.

Ad aprire le serata Dominique Mercy, 65 anni, anima e fondatore del Tanztheater Wuppertal, che ha gettato fra ironia e intensità il pubblico nelle atmosfere del teatro danza di Pina Bausch nel travolgente assolo That Paper Boy, lavoro dell’affascinante collega del Tanztheater Wuppertal, Pascal Merighi (per un attimo con lui sul palco in un calzante confronto generazionale).

Cuore della serata è l’autobiografia in danza della coppia Mats Ek-Ana Laguna, coppia in scena e nella vita: lui, geniale coreografo svedese, 70 anni, lei, danzatrice spagnola, 60 anni sua musa e compagna di una vita hanno offerto uno spaccato di vita artistica in un’ininterrotta sinergia amorosa.

In Potato la coppia mostra con energia delicato affresco tra una coppia rodata che si rincorre, ma nonostante tutto si ama, mentre in chiusura con disincanto e alchimia Ek-Laguna hanno interpretato in Memory una coppia che non teme di mostrarsi a un pubblico un po’ voyerista fra quotidianità e tenerezze mai sopite.

Chicca preziosa della serata poi è proprio vedere Ek nelle vesti di danzatore (cosa rarissima per il coreografo) che si è esibito con moglie fra gli applausi. Quarta grande artista del gala è Susanne Linke: 71 anni, fra le fondatrici della danza libera tedesca, interpreta l’assolo A Lost Solo…. With Greeting to Dore (2014), nella travolgente danza dell’Eletta, tratta dalla sua versione della rivoluzionaria Sacre du Printemps di Igor Stravinsky. Energica ed esplosiva, la Linke incanta come gli altri colleghi in un gala di diversamente giovani in cui oltre a poter ammirare sul palco quattro nomi leggendari della danza, si ammira anche la saggezza, l’intera gamma emotiva di una vita, l’esperienza e tutto il bagaglio emotivo di una grande interpretazione. Un inno costante alla maturità anagrafica, alla vitalità, all’esperienza, alla classe che non ha età.

LEAVE A REPLY