Ute Lemper in “The 9 secrets” a Roma

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fotoInaugurazione di respiro internazionale all’insegna della classe e dell’eleganza di Ute Lemper per I concerti nel Parco a Villa Pamphilj, storica kermesse romana che festeggia quest’anno le nozze d’argento: poliedrica e talentuosa, la Lemper è sempre una vera artista, che canta (e che voce), balla, recita e calca il palco con intatto fascino androgino e magnetico.

Nel 2014 Ute Lemper aveva portato in musica le poesie di Neruda e per il suo ritorno nella Capitale l’artista tedesca ha portato in prima assoluta The 9 Secrets di Paulo Coelho e Ute Lemper, un progetto ispirato a “Il manoscritto ritrovato ad Accra” dello scrittore brasiliano, uno spettacolo corale e multimediale che verte sulla magnetica voce di Ute e sulla ricerca della felicità nella lettura-interpretazione dei nove segreti alla scoperta della spiritualità. Alle spalle del gruppo in scena scorrono in novanta minuti le immagini del regista tedesco Volker Schlöndorff (Palma D’Oro a Cannes nel 1979 con Il tamburo di latta) in un video con le proiezioni girate fra le fascinose antiche rovine palestinesi.

Bellezza, Solitudine, Cambiamento, Successo, Fuoco, Sesso, Il mondo e la virtù, Amore, Movimento sono le nove parole chiave che lo scrittore brasiliano identifica come segreti per la felicità e forse semplicemente per vivere in pieno la vita: parole interpretate dal fascino unico, ammaliante e magnificamente retrò di Ute Lemper che le ha avvolte in una musica ipnotica e arabeggiante che potesse ricostruirne e accompagnarne il fascino misterioso,

Sul palco insieme a Ute Lemper, Henri Agnel, chitarre arabe e percussioni, Idriss Agnel, strumenti arabi e percussioni, Romain Lecuyer, basso, Vana Gierig, piano, Philippe Botta, nay, flauti e sassofoni, Victor Villena, bandoneon, a dar vita a uno spettacolo che nasce in totale sinergia fra lo scrittore e la cantante.

“Dopo aver letto il libro di Paulo“Il manoscritto ritrovato ad Accra” verso la fine della scorsa estate durante il mio tour in Australia, una sensazione di pace mi avvolse e, in una bellissima connessione con la mia anima, il mio cuore avvertì un forte senso di tranquillità. Dovevo trovarlo e dirglielo – spiega la cantante parlando della lunga genesi e costruzione dello spettacolo – Presi le frasi più affascinanti dei 9 capitoli di “Accra”, le misi insieme in una struttura poetica e poi iniziai a comporre le canzoni. Con estremo piacere, finii questo processo dopo solo sei mesi. Mi occupai con molta cura degli arrangiamenti per trovare la giuste atmosfere per la saggezza di questo testo poetico. Ho scavato a fondo nel mio cuore per afferrare l’essenza delle sue parole e catturarle in belle melodie, in un contesto che fosse totalmente armonioso”. E se armonioso e misterioso è stato il viaggio alla scoperta dei nove segreti, sono stati purtroppo troppo pochi i due bis (due magnifiche versioni di Mack The knife di Kurt Weill e Amarcord in italiano, omaggio a Nino Rota) per chi avesse voluto riascoltare i cavalli di battaglia della cantante, consacrata erede di Marlene Dietrich.

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