Christian Poggioni in “Apologia di Socrate”

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unnamedCosa succederebbe se Socrate venisse accusato oggi? Parte da questa domanda l’«Apologia di Socrate» messa in scena da Christian Poggioni, regista e interprete di questa versione teatrale di una delle più note opere di Platone. Sul palcoscenico di VeliaTeatro 2015, martedì 4 agosto (ore 21), nel secondo appuntamento con la XVIII edizione della rassegna di teatro antico nella sede dell’acropoli del Parco Archeologico di Elea-Velia. In una serata introdotta dal prestigioso intervento di Franco Ferrari, professore di Storia della filosofia antica all’Università di Salerno, dal titolo «Il processo a un uomo giusto: l’Apologia di Socrate». Un testo ancora attuale, dal profondo senso politico, poiché mette di fronte un uomo e la comunità, in un drammatico confronto sul significato del vivere personale e collettivo.

Il tribunale del filosofo, accusato, nell’Atene del 399 a.C., di corrompere i giovani e di commettere empietà col suo pensiero e i suoi insegnamenti, è immaginato a metà tra antico e moderno. Rispettando l’originalità dello scritto platonico, la messinscena punta alla comunicazione immediata e coinvolgente, facendo risuonare vivi e attuali il pensiero e l’esempio di Socrate, così come la testimonianza diretta di Platone ce li tramanda. La parola si fa voce, gesto, azione e rimbomba nell’aria odierna, che percepiamo non meno viziata di quella della polis greca di 24 secoli fa. Il processo-spettacolo che ne deriva ricostruisce le dinamiche tra imputato e denuncianti, tra il maestro e i suoi arbitri, in un intenso scambio tra l’attore in scena e il pubblico, chiamato a rispondere a domande e provocazioni e a rappresentare simbolicamente gli accusatori e i 500 giudici della polis. Proponendo infine un interrogativo: la nostra Atene ha oggi un suo Socrate da ascoltare?

«Apologia di Socrate» è l’autodifesa di un uomo retto, vittima di una congiura politica e infine condannato a morte. Che al termine del processo porge ai propri accusatori un ultimo, fondamentale messaggio: «Se credete, col condannare a morte uomini, di impedire a qualcuno di rimproverarvi perché non vivete in modo retto, voi non pensate bene; a un uomo giusto, infatti, non può capitare nessun male, né in vita né in morte». La riduzione drammaturgica dell’opera di Platone, i cui toni drammatici sono stemperati dall’acuta ironia del protagonista Socrate, ripropone al pubblico contemporaneo lo stile della dialettica socratica, strumento per la ricerca della conoscenza e la definizione dei valori.

L’accompagnamento musicale è di Vito Sisto, scenografia e costumi sono a cura di Aurélie Borremans. Il protagonista. Christian Poggioni, attore e regista teatrale, figlio della prestigiosa Scuola del Piccolo Teatro di Milano, è da anni impegnato sul fronte del recupero e della rivitalizzazione del teatro antico. Oltre che nelle sue numerose interpretazioni, anche nelle vesti di insegnante di recitazione presso il Laboratorio di Drammaturgia Antica e la Scuola di Alta Formazione dell’Università Cattolica di Milano.

A stretto contatto con la rappresentazione è il breve incontro, che precede lo spettacolo, con uno dei maggiori esperti e studiosi di Platone, Franco Ferrari, ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Salerno e autore di numerose pubblicazioni sul grande filosofo ateniese del V-IV secolo a.C. Il professore si soffermerà sulla figura esemplare di Socrate, quale emerge dall’opera platonica, con il suo intervento, dal titolo «Il processo a un uomo giusto: l’Apologia di Socrate».

Successivo appuntamento mercoledì 5 agosto con «Le Rane», commedia di Aristofane rappresentata da «Kerkís. Teatro Antico In Scena» con il Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena dell’Università Cattolica di Milano, per la regia di Christian Poggioni, con la direzione drammaturgica di Elisabetta Matelli. A seguire due serate con il teatro comico di Plauto: martedì 11 agosto, «Càsina» e mercoledì 12 agosto, «Menecmi», entrambe le opere a cura della compagnia «La Resistenza della Poesia». Martedì 18 agosto, in scena «Animula Vagula Blandula. Adriano, l’uomo», spettacolo scritto da Flavio Marigliani e interpretato da Roberto Santi, per la regia di Sandro Nardi. Ultima serata di VeliaTeatro 2015, sabato 22 agosto con «Sole», rappresentazione di e con Valentina Capone, liberamente tratta da «Le Troiane» e da «Ecuba» di Euripide.

La manifestazione, organizzata dalla Associazione Culturale Compagnia Michele Murino Cilento Arte, si svolge con la partecipazione di: Soprintendenza Archeologia della Campania, Comune di Ascea, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Pro Loco di Ascea, Regione Campania, Ente Provinciale per il Turismo di Salerno; con il patrocinio morale dell’Università degli Studi di Salerno, con la collaborazione scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Botteghino 15 euro; 10 euro per bambini sotto i 12 anni. Navette gratuite dal parcheggio all’ingresso del Parco Archeologico di Elea-Velia per l’acropoli dalle 19.30. Il pubblico potrà rifornirsi gratuitamente di acqua in bottiglie. L’area degli spettacoli è dotata di servizi chimici. Durante il festival è presente un presidio della Croce Rossa Italiana sezione di Agropoli.

Info: www.veliateatro.it – tel. 334 3266442 – Pro Loco di Ascea tel. 0974 972230 – Arte’m (biglietteria del Parco Archeologico di Elea-Velia) tel. 0974 271016

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