Otello

0
194
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoregia di Marco Carniti

adattamento di Marco Carniti

prodotto da Politeama Srl

———

Bianco e nero. Perché Otello è nero? Cosa significa per noi oggi il “nero ” di Otello?

Shakespeare non tocca sole le corde politiche e razziali del problema ma lo sviluppa in profondità per poter parlare dell’anima dell’uomo. Esplora nella labirinto della psicologia umana fino a farlo scoprire dentro noi stessi. La parte nera, oscura, che distrugge l’essere umano. La parte che non segue la ragione e che lascia all’intuito e all’istinto la soluzione finale. Ed è solo dando luce a questa parte oscura che oggi possiamo non essere Otello. E uccidere Iago. Solo portando alla luce il dubbio. Il proprio dubbio interiore. Si evita l’autodistruzione.

Tutti siamo Otello. Tutti siamo  neri. Il nero è in tutti noi. Tutti siamo vittime di una parte di noi stessi che ci rende vulnerabili e autodistruttivi. In ognuno di noi esiste quella parte oscura e non risolta che ci fa precipitare nel vuoto e nell’oscurità.

Basta un nulla per trasformare una roccia in polvere. Basta un nulla per mettere l’uomo di fronte al suo “dubbio”. Al sospetto.

E il “dubbio” come una coscienza parallela spacca in due l’uomo facendolo precipitare nella schizofrenia .

Non esiste l’uomo senza il dubbio. Non esiste il dubbio senza l’uomo. Un circolo vizioso che lo fa cadere nel caos. L’uomo si costruisce e si distrugge da solo. La parte animale uccide la ragione.

Otello ha un crollo d’identità. Identità politica e culturale. Otello è l’altra faccia di Amleto. “Gli uomini dovrebbero essere quello che sembrano” dice Iago, quindi non solo “essere o non essere” ma “essere quello che sei”, dentro e fuori.

Otello è una grande metafora sull’esistenza dell’uomo e della sua identità. La denuncia di una condizione di fragilità che porta alla perdita di sé e non lascia scampo .

Una tragedia moderna che esplora un dramma  intimo, familiare. Chiuso su se stesso. Una storia di violenza che si consuma tra le quattro mura di un ambiente domestico. Un dramma psicologico alla Bergman … a tinte forti. Tutti vittime di una parte di se stessi. Tutti vittime della macchina del potere che li guida.

Otello è un uomo sensibile e profondamente solo, per  cultura e per educazione militare. Una macchina militare che di fronte ai sentimenti si autodistrugge. Un uomo allo specchio che non ritrova più la sua immagine e impazzisce. Un uomo tutto gerarchie e disciplina che vive in un mondo i cui sentimenti sono messi sotto processo. E Desdemona rappresenta un desiderio di integrazione culturale e l’ incontro con una parte di sé mai vissuta. L’amore opposto alla guerra. E’ la seduzione che li unisce. È la seduzione che guida questa tragedia.

Shakespeare però è moderno nel fondere il male e il bene con l’unione intellettuale tra Otello e Iago. Otello diventa vittima e complice al tempo stesso della sua autodistruzione. Segue un percorso pianificato da lui stesso approvato. Un disegno di morte e un gioco di potere improvvisato dalla  mente di un abile politico che vuole riconquistare la sua centralità agli occhi del mondo. Jago.

Un servo del mondo che si fa esplodere. Uno schiavo che, come un perfetto ingranaggio ad orologeria, pianifica la sua ribellione politica e sociale,  incurante dell’inevitabile conseguenza che la bomba gli possa esplodere tra le mani come un moderno kamikaze. Tutti sono vittime di loro stessi e dei propri lati oscuri. E Iago, con anima chirurgica non farà altro che dilatare una frattura, un vuoto, una debolezza, già esistenti in ognuno dei personaggi della tragedia , facendoli precipitare nel caos sia sul piano politico che psicologico. Tutti diventano marionette nelle mani di Iago e a trionfare è il suo genio.

Iago è la mente dell’opera e la macchina da lui costruita il percorso obbligato per tutti i personaggi Un percorso che diventerà una trappola di morte anche per se stesso. Per questo ho voluto la scenografia dominata da una serie di cancelli e formare un lungo cunicolo,  un imbuto capovolto, un simbolico tunnel che via via restringe il campo d’azione isolando i personaggi e le singole scene come frammenti cinematografici. Un percorso obbligato per tutti dove tutti  sono condotti verso la morte.

Marco Carniti

————–

Personaggi/Interpreti (in ordine alfabetico):

DOGE GRAZIANO – SIMONE BOBINI

DESDEMONA – MARIA CHIARA CENTORAMI

MONTANO – I SENATORE – NICOLA CIAFFONI

BIANCA – ANTONELLA CIVALE

BRABANZIO – NICOLA D’ERAMO

OTHELLO – MAURIZIO DONADONI

IAGO – GIANLUIGI FOGACCI

LODOVICO – SEBASTIAN GIMELLI MOROSINI

CASSIO – MASSIMO NICOLINI

RODERIGO – GIGI PALLA

EMILIA – CARLOTTA PROIETTI

****

SCENE Fabiana Di Marco

COSTUMI Maria Filippi

MUSICHE ORIGINALI David Barittoni

CONSULENTE MUSICALE Adamo Lorenzetti

LEAVE A REPLY