Confessione (Confessione di un ex presidente che ha portato il suo paese sull’orlo della crisi)

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fotodi Davide Carnevali

diretto e interpretato da Michele Di Mauro

suoni e live elettronics G.U.P Alcaro

con il sostegno di PIIGS-Festival De Drammaturgia sobrie la crisi, Barcelona 2014 e Outis Tramedautore, Milano 2014

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Come sarebbe bello se il nostro ex presidente Silvio Berlusconi, ci confessasse tutto quello che non ha potuto dire o fare durante il suo mandato?

Con la sua faccia a sorriso d’argilla, col suo linguaggio da colonialista, col suo fare da ‘piacione’, amante della bella vita, godurioso, goloso e vizioso, lo fa l’attore Michele di Mauro che non interpreta il nostro caro vecchio Silvio ma per tutto il tempo fino alla fine ci fa credere che si stia parlando proprio di lui. Nominato da milioni di bocche è il suo nome mentre egli invece non si presenta, se non alla fine, ma come l’ex presidente dell’Argentina.

Allora sono proprio tutti così simili questi ex presidenti di stato che hanno mandato al collasso un’intera nazione?

Michele con la sua straordinaria mimica facciale, i suoi cambi repentini di tono e pensiero ci svela azioni e pensieri di un ex presidente, felice ed in pensione, ricco, sistemato ed impunito e lo fa con un’abilità di linguaggio e di terminologia che è da vero oratore del nostro secolo.

Il presidente lo conosce bene il suo popolo, non popolazione”, dice lui, perché la popolazione è l’insieme dei singoli mentre il popolo è specchio a sua immagine e somiglianza, sa cosa desidera e vuole, cioè quello che anche egli desidera: eterna giovinezza, bellezza, ricchezza ed un infinità di bellissime donne al seguito.

Nel suo forbito e preparatissimo speech, Michele attraverso questo spavaldo ed attraente ex presidente mette in evidenza poche ma semplici questioni: il popolo cancella e dimentica (“altrimenti non mi avrebbero rivotato per la seconda volta poiché non avevo mantenuto le mie promesse”) e la democrazia non è definitivamente la migliore forma di governo se il popolo non ha né gli strumenti né i mezzi per far sì che la supposta condizione possa risollevarne il dissesto.

Alla fine ammette di aver portato, in modo del tutto evidente, la nazione alla crisi ma non crisi economica come tutti si aspettano sia; ci confessa che la vera crisi è dell’uomo, della persona che non ha nemmeno il tempo di porsi delle domande e dall’ozio ricavarne saggezza.

Il capitalismo ha fallito ed è sotto gli occhi di tutti, eppure imperterriti continuiamo a sbatterci contro come delle mosche alla finestra, vediamo che c’è una via d’uscita eppure nella trasparenza siamo ciechi.

Scroscianti e lunghissimi applausi hanno chiuso la piece dell’interpretazione live del connubio tra l’attore Michele Di Mauro e la musica di G.U.P Alcaro, sedotti dal linguaggio, dall’interpretazione e dalla musica ce ne siamo andati, forse, con qualche domanda in più.

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