IUC, i Concerti nell’Aula Magna nella 71esima stagione 2015/16

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fotoTrentatré concerti dal 17 ottobre al 3 maggio, grandi nomi consolidati e artisti esordienti e giovanissimi, un repertorio di nicchia, ma anche attento al grande pubblico, il rinascimento e il contemporaneo, la musica sacra e il jazz, il barocco e le percussioni, Bach e il musical: la 71ª stagione della IUC si presenta come una delle offerte più interessanti e stimolanti a livello nazionale.

Nonostante ciò per la prima volta da 71 anni a questa parte la IUC risulta scandalosamente priva dei finanziamenti del Comune di Roma.

Per la prima volta da 71 anni a questa parte il Comune di Roma non sostiene la stagione della IUC – denuncia il direttore generale della IUC Francesca Fortuna – dato che i bandi evidentemente non tengono conto della qualità e della storia della IUC”.

Confermati i fondi del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Lazio e dell’Università, la nuova stagione presenta un programma articolato e mai scontato con la consueta alternanza di grandi nomi e repertorio di nicchia. L’obiettivo della stagione della IUC d’altra parte è forte e chiaro: la stagione non punta su concerti d’occasione o di star, ma persegue un programma fatto di progetti e di continuità in virtù del quale il pubblico va educato senza piegarsi alla logica degli eventi.

La musica è un mezzo privilegiato della comunicazione – ha detto il Magnifico Rettore Eugenio Gaudio presente in conferenza stampa – e il programma proposto è di forte valore culturale e scientifico. La IUC rappresenta un momento qualificante di quello che avviene in Sapienza”.

Se la stagione concertistica rappresenta un momento importante in cui l’Istituzione Universitaria Concerti si apre totalmente alla città con un doppio appuntamento settimanale, il martedì alle 20.30 e il sabato alle 17.30, è anche vero che la sua “missione” si concretizza attraverso la celebrazione di tre centenari importanti (ma non troppo ricordati dai più), vale a dire quello di Ariosto e del suo Orlando Furioso, destinato a un fortissimo impatto a livello letterario e artistico omaggiato dall’Ensemble Micrologus che ne fa rivivere la musica a 500 anni dalla pubblicazione, di Erik Satie (“primo compositore a non essere continuativo con i precedenti, segno di grande modernità)” inventore della musica concettuale omaggiato da Antonio Ballista, il soprano Lorna Windsor e i Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino e di Edgard Varèse, musicista omaggiato dall’ensamble italiano di percussioni Ars Ludi.

E se “la contemporaneità non va nascosta nelle pieghe, ma sfacciatamente esibita” com sosteneva Poulenc opportunamente citato da Nicola Sani, con Antonio Ballista e Franco Piperno membro del Consiglio artistico della stessa IUC, ampio spazio è riservato anche al jazz con la star Paolo Fresu alla tromba e Omar Sosa al pianoforte che presentano Alma, alla Ials Jazz Big Band di Gianni Oddi che presenta i temi più celebri del musical di Broadway in alternanza con i testi letti da David Riondino o all’Ensemble Berlin che propone le musiche di scena di Richard Strauss per Il borghese gentiluomo di Molière con la presenza di Peppe Servillo.

Fra i vari appuntamenti della stagione particolare attenzione alla al capitolo pianistico (legato soprattutto a Chopin) che annovera artisti molto conosciuti, come la pianista portoghese Maria João Pires, Angela Hewitt, grande interprete di Bach, Pietro De Maria che interpreta Bach, Schumann e Ligeti, ma anche giovani artisti come Yundi Li, che, da quando vinse a soli diciotto anni lo “Chopin” di Varsavia, è uno dei più acclamati (l’anti Lang Lang), già vincitore del Concorso “Chopin” di Varsavia 2015 che debutta a Roma a marzo, ma anche Emanuele Arciuli, vincitore nel 2011 del Premio “Franco Abbiati” della Critica Musicale Italiana come miglior solista dell’anno, Alexander Romanovsky (che interpreta Beethoven e Listz), Orazio Sciortino (fra Wagner e Strauss) o Beatrice Rana. Spazio anche al Quartetto Modigliani e al Quartetto di Cremona impegnato nel repertorio di Beethoven e ai migliori violinisti di ultima generazione tra cui Francesca Dego (impegnata in Beethoven e Paganini), Nicola Benedetti che torna a distanza di due anni alla IUC, Ilya Gringolts e Gilles Apap che debutta a Roma in “Sans orchestre” insieme al suo gruppo The Colors of Invention.

La stagione prende il via sabato 17 ottobre alle ore 17.30 con l’Akademie für Alte Musik Berlin e il soprano Dorothee Mields con due Concerti di Bach mentre martedì 20 ottobre alle 20.30 Jordi Savall porterà in Aula Magna lo storico gruppo Hespèrion XXI in Folias & Canarios.

Tutto il programma in dettaglio su www.concertiiuc.it

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