Teatro Olimpico (Vicenza): ecco il 68° Ciclo di Spettacoli Classici

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Foto di Studio Camera/Franco Lannino

È stato presentato oggi alla stampa, in prossimità del suo avvio, il programma del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza “I Fiori dell’Olimpo” alla presenza del Vicesindaco e Assessore alla Crescita del Comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci, del Presidente della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza Flavio Albanese, in collegamento telefonico con la Direttrice Artistica Emma Dante, impegnata a Palermo e alla presenza di Paolo Colla, Amministratore Unico Gruppo AIM, partner della rassegna con Confindustria Vicenza. La rassegna teatrale, che si svolgerà dal 18 settembre al 30 ottobre prossimi, è promossa dal Comune di Vicenza, Assessorato alla crescita, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, realizzata con il contributo di AIM Gruppo, Confindustria Vicenza e Il Giornale di Vicenza per la Cultura.

Emma Dante, regista palermitana rappresentante per eccellenza del teatro italiano sui palcoscenici internazionali, impegnata su diversi fronti artistici, dal teatro alla lirica, dalla formazione al sociale, è la Direttrice Artistica per il secondo anno consecutivo; introducendo il tema scelto per questa edizione – “I Fiori dell’Olimpo” – Emma Dante spiega “I fiori strani dellOlimpo saranno il risultato degli spettacoli che ho invitato questanno per la nuova edizione. Spettacoli di artisti capaci di sfuggire a sé stessi, di staccarsi dal proprio io e ricercare laltrove. Artisti scomodi, irrequieti, che partendo dalla radice generano rami attorcigliati in un groviglio odoroso. Rami nuovi. Di una pianta rara che non si è mai vista. Il tema di questanno è dunque la fioritura del teatro nel teatro, in un luogo difficile da raggiungere e impedito dalle nuvole, che contiene dentro di sé il seme”. Le parole riassumono in modo molto chiaro la scelta artistica che ribadisce il valore catartico dell’arte e la libertà dello spettatore di scegliere cosa vedere sulla scena del più antico teatro coperto del mondo. Afferma la regista in una nota a margine delle polemiche sullo spettacolo di apertura: “Con la programmazione al Teatro Olimpico ho fatto delle proposte che ritengo interessanti e innovatrici ma non obbligatorie. L’arte ha diritto di essere complicata e controversa, sta allo spettatore decidere se prendere parte a questa complessità, ma nessuno può vietargli di farlo, perché solo una dittatura impone cosa deve essere visto e cosa deve essere fatto”.

La catalana Angelica Liddell, drammaturga, regista, attrice, una delle figure più trasgressive del teatro contemporaneo, acclamata e adulata dagli spettatori e dai critici, inaugurerà il 68° Ciclo di Spettacoli Classici con “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, Cantata BWV 4, Christ lag, in Todesbanden. Oh, Charles!” in scena venerdì18 e sabato 19 settembre; per lo spettacolo sono disponibili ancora pochi biglietti. Eccessiva, affascinante, indecente, appassionata, Angelica Liddell usa il teatro per ribellarsi, gridando il suo disgusto della saggezza e raccontando il dolore dellesistenza. Il suo linguaggio è violento, fisico, il corpo è oggetto del sacrificio. Alla maniera di Artaud, per lei non esiste distanza tra lavoro e vita. come lei stessa dice: «La sfida è sopravvivere a me stessa. Linconfessabile, la vergogna, ci lega sulla scena».

Lo spettacolo, in scena a Vicenza in prima nazionale, rappresenta la terza parte del Ciclo delle Resurrezioni dopo “You Are my Destiny” (Lo stupro di Lucrezia) e “Tandy”, ha debuttato in marzo al Théâtre Vidy di Losanna, è stato al Berliner Festspiele all’inizio di luglio; dopo Vicenza sarà a Parigi al Festival d’Autunno, al Théâtre de l’Odéon. “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, Cantata BWV 4, Christ lag, in Todesbanden. Oh, Charles!”, un atto unico di un’ora e mezza circa, sarà recitato in spagnolo con sovratitoli in italiano.

Odissea – Movimento n. 1” sarà il titolo del secondo lavoro in cartellone nel 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico: si tratta di uno studio liberamente tratto dal poema di Omero, su testo e regia di Emma Dante. A proporlo, sabato 26 e domenica 27 settembre saranno gli allievi attori della “Scuola dei Mestieri dello Spettacolo” del Teatro Biondo Stabile di Palermo, diretta dallo scorso anno proprio da Emma Dante.

Il testo e il lavoro teatrale sono basati sull’attesa del ritorno di Odisseo e sulla consapevolezza di Telemaco del necessario passaggio all’età adulta. Le giornate si susseguono, nell’attesa del ritorno dell’Eroe; tutto diventa metafora del viaggio di ogni essere umano verso la conoscenza.

Nei giorni precedenti, dal 19 al 25 settembre, Emma Dante dirigerà a Vicenza il laboratorio teatrale sui primi libri dell’Odissea “Festa di nozze la molto bramata regina ci prepara!” in cui cercherà di inquadrare con gli attori partecipanti le dinamiche delle due comunità presenti nella reggia di Itaca durante l’assenza di Odisseo, i Proci e le Ancelle, uniche compagne di Penelope e sue sostenitrici nella triste attesa. L’esperienza si presenta come un laboratorio teatrale nel senso tecnico e non prevede quindi la restituzione finale al pubblico in forma di spettacolo. Dei numerosi candidati, oltre 350 attori e attrici hanno chiesto di poter partecipare, ne sono stati selezionati 40; il casting finale, per la scelta dei 15 partecipanti effettivi al laboratorio, sarà effettuato giovedì 17 settembre al Teatro Comunale di Vicenza.

Ancora una prima italiana per il terzo spettacolo del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico: si tratta di “Primal Matter” di Dimitris Papaioannou che sarà in scena venerdì 2 e sabato 3 ottobre. Performer, artista visivo, disegnatore e coreografo, Papaioannou è figura di punta della danza contemporanea greca. Si è fatto conoscere nel 2004 quando gli fu affidata la cerimonia di e di chiusura dei Giochi Olimpici di Atene. Di grande impatto estetico, “Primal Matter” è una pièce per due danzatori; in scena un uomo nudo e un uomo coperto, uno accanto all’altro in un dialogo primordiale, dal sapore mitologico. Il corpo umano è interpretato come campo di battaglia dove due uomini della stessa taglia e dello stesso sesso non hanno vergogna di essere il nudo del precristiano accanto all’uomo contemporaneo. I riferimenti di Papaioannou. affondano le radici nella letteratura, nella filosofia e nella nozione di archetipo; il suo linguaggio artistico è informale, straordinariamente aperto e in divenire, in grado di sviluppare nella performance teatrale idee che attraversano la società contemporanea, l’etica, il divino e la nozione di tempo, con un’ampia gamma di riferimenti ai valori universali che, grazie al movimento, diventano così “idee incarnate”. Nel suo teatro la brutalità si mescola spesso alla dolcezza; i gesti ripetitivi evocano un potere cui persino gli individui più indifferenti e inconsapevoli devono soccombere.

E sempre il corpo sarà protagonista, venerdì 9 e sabato 10 ottobre, del nuovo allestimento di “Eumenidi” che Vincenzo Pirrotta proporrà per la scena scamozziana del Teatro Olimpico, riprendendo lo spettacolo da lui realizzato nel 2004 per la Biennale di Venezia; il regista che cura anche testo e regia della messa in scena, sarà sul palcoscenico assieme a Giovanni Calcagno, Marcello Montalto, Salvatore Ragusa e Maurizio Rippa. La tragedia di Eschilo, ripresa nella traduzione di Pier Paolo Pasolini, viene trasposta da Pirrotta in cunto tradizionale siciliano, ovvero racconto di strada delle storie dei paladini, fatto da un attore attraverso il lavoro fisico e vocale, con l’ausilio di una spada di legno. Allievo del maestro Mimmo Cuticchio l’artista palermitano ha lavorato con i più grandi registi ed attori del teatro italiano. Dal 1996 conduce una personale ricerca sulle tradizioni popolari, innestando rituali arcaici al teatro di sperimentazione. Pirrotta è dunque un erede assolutamente contemporaneo della tradizione dei cuntisti e lavora alla perpetuazione di questa tradizione siciliana. In questa nuova versione di “Eumenidi” ha inserito i risultati di una sua personale ricerca sul blues applicato alle vocalità popolari; saranno utilizzati i modi gergali della zona di Alcamo, culla del volgare italiano e del “baccàghiu”, una sorta di argot della malavita siciliana, sarà darà colore alle parole delle Erinni.

Venerdì 16 e sabato 17 ottobre, per il quinto appuntamento del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico, il regista napoletano Davide Iodice darà voce al mito orfico con “Euridice e Orfeo”, affidandosi alla scrittura di Valeria Parrella e all’interpretazione di Michele Riondino e Federica Fracassi, in scena anche con Davide Compagnone e Raffaella Gardon. Lo spettacolo, che ha debuttato al Bellini al Napoli Teatro Festival a fine giugno e ci ritornerà in febbraio del prossimo anno, propone una rilettura del mito in chiave contemporanea, partendo da una vicenda narrata da Ovidio nelle “Metamorfosi”: qui Orfeo è il vero protagonista, nonostante nel titolo l’endiadi tradizionale sia capovolta; è in lui che avviene il percorso narrativo, con una crescita imposta dalla morte dell’amata. Orfeo, che non ha mai provato dolore e non ha mai avuto paura della perdita, si convince di poter sconfiggere la morte per riavere Euridice tra le sue braccia, ma si sbaglia. Il canto diventa così una storia di arrendevolezza alla vita e di accettazione della morte.

Ancora una prima assoluta concluderà la rassegna “I Fiori dell’Olimpo”, con “Palamede. L’eroe cancellato”, lo spettacolo che Alessandro Baricco proporrà al Teatro Olimpico di Vicenza mercoledì 28, giovedì 29 e venerdì 30 ottobre e che lo vedrà in prima persona sul palcoscenico, con Valeria Solarino e Michele Di Mauro, oltre ad essere autore e regista del lavoro teatrale.

Palamede è una figura singolare di eroe, uno dei più noti all’epoca della guerra di Troia; ma fu condannato a morte (ingiustamente) perché denunciato da Odisseo per aver venduto i piani di guerra achei ai Troiani. Ovviamente fu solo un duello all’ultimo sangue tra due élites intellettuali: vinse Odisseo che fabbricò false prove della colpevolezza di Palamede. Così l’eroe fu lapidato e il suo nome sistematicamente cancellato dalla memoria: in Omero non appare neanche una volta; Eschilo, Sofocle ed Euripide lo celebrarono in teatro ma le tragedie andarono perdute. Ma Palamede era un personaggio geniale e la sua storia è arrivata ai giorni nostri in alcune narrazioni praticamente sconosciute che Alessandro Baricco ha raccolto e trasformato in questo spettacolo teatrale. “Quello che ho pensato, semplicemente, e di sottrarre all’oblio la storia di Palamede – scrive l’autore, regista e interprete – Mi piaceva raccontarla, in qualche modo. Magari a teatro, ho pensato. All’inizio pensavo che ci fossero pervenuti pochissimi frammenti su Palamede. Poi ho scoperto che in realtà di lui si parla in molti testi, e in modo quanto meno sconcertante. Quello che ho deciso di fare, alla fine, è di montare in un primo monologo tutte le voci che ci sono giunte sulla strana storia Palamede: quasi un veloce, dinamico, brillante condensato di gossip. Ho preso soprattutto da tre autori: Filostrato, Apollodoro e Ditti Cretes. Poi, in un secondo monologo, ho adattato un bel testo di Gorgia da Lentini, In difesa di Palamede. È una perorazione piuttosto elegante, con alcuni tratti che io trovo molto teatrali. Ha il pregio, in ogni caso, di dare una voce credibile all’eroe cancellato, e di consegnarlo quasi in carne e ossa al lettore”.

Di particolare interesse anche luci e scenografia della messa in scena, curate da Roberto Tarasco; la scena è composta infatti da un centinaio di soldi di vetro che evocano in modo fascinoso e inconsueto l’architettura di un tempio greco.

Per conoscere da vicino alcune delle proposte artistiche, innovative e interessanti, come le definisce la Direttrice Artistica, ed incontrare gli autori, registi e interpreti, sono previsti per 68° Ciclo di Spettacoli Classici, gli Incontri con il pubblico che si terranno all’Odeo del Teatro Olimpico, dopo i debutti dei lavori teatrali. Sono in programma gli incontri con Emma Dante, domenica 27 settembre alle 18.30, intervistata dal giornalista, critico teatrale, conduttore di Radiotre Suite Gianfranco Capitta: Vincenzo Pirrotta, sabato 10 ottobre alle 18.30, intervistato dal giornalista e critico teatrale de “Il Giornale di Vicenza” Antonio Stefani.

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Informazioni e biglietti

I biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Comunale, aperta negli orari della campagna abbonamenti (http://www.tcvi.it/it/informazioni/campagna-abbonamenti) e, a partire dal 6 ottobre dal martedì al sabato dalle 15 alle 18.15; sul sito del Teatro www.tcvi.it.

I biglietti per gli spettacoli saranno in vendita anche alla biglietteria del Teatro Olimpico, in Piazza Matteotti 3, la sera degli spettacoli, dalle ore 20 alle 21, a partire da venerdì 18 settembre.
Il prezzo dei biglietti è di 28,00 euro (intero), 24,00 euro (ridotto over 65) e 15,00 euro (ridotto under 30). Per lo spettacolo “Palamede. L’eroe cancellato” il costo è 30,00 euro (intero), 25,00 euro (ridotto over 65) e 16,00 euro (ridotto under 30). Per lo studio “Odissea – Movimento n. 1” il costo è 24,00 euro (intero), 20,00 euro (ridotto over 65) e 12,00 euro (ridotto under 30).

Sono previsti sconti del 10% per chi acquista due spettacoli; del 20% per chi acquista da 3 a 6 spettacoli.
Sono attive ulteriori riduzioni per gli abbonati del Teatro Comunale o dei teatri della provincia di Vicenza (rete dei Teatri Vi.Vi.) applicate solo presso la Biglietteria del Teatro Comunale e previa esibizione della tessera di abbonamento, e per gruppi di minimo 10 persone, gruppi di studenti e convenzionati con il Teatro Comunale.

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Per ulteriori informazioni:
infolimpico@tcvi.it – tel.: 0444 327393 – http://classici.tcvi.it/

Sede degli spettacoli:
Teatro Olimpico: Piazza Matteotti, 3 – Vicenza

Orario degli spettacoli:
iniziano sempre alle ore 21.00

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