Verdi Re Lear

0
184
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Francesco Pititto
Foto di Francesco Pititto

L’opera ‘assente’ di Giuseppe Verdi rinnova e amplia la collaborazione con il compositore di musica elettronica Robin Rimbaud aka Scanner e con il Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Prima assoluta l’11 ottobre, con il pubblico dinamico invitato a transitare fra gli spazi post-industriali di Lenz Teatro.

«È un’ulteriore, audace e potente indagine drammaturgica tra passato e presente, tra memoria e contemporaneità, quella compiuta da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, progetto attorno e dentro a un’opera che non esiste, della quale si hanno tracce sparse, indizi frammentati. L’incompiuta è il Re Lear di Giuseppe Verdi, opera mai musicata e di cui esiste solo il libretto di Antonio Somma contenente le correzioni dello stesso compositore. Opera sempre desiderata, tesa a scavare nell’animo della figura del re/padre/folle, ma mai portata a compimento». Il noto critico teatrale Giuseppe Distefano, dopo la prima presentazione di Verdi Re Lear – L’Opera che non c’è_Premessa alla 19a edizione del Festival Internazionale Natura Dèi Teatri nel dicembre scorso, annota: «La visione pittorica-installativa è la silhouette di un gruppo immobile disposto attorno a un trono posto sul fondo della scatola scenica e reso evanescente dai tre velari trasparenti dove, a più livelli di proiezioni, scorrono le immagini di un uomo, Lear, di cui udiamo la voce. Sui dettagli del suo corpo, raggomitolato o accasciato, indugia l’occhio della telecamera quasi a farne una mappatura, indagandone i moti e le ferite dell’anima […] Trovano altri momenti di autentica emozione le plastiche deposizioni dal trono a terra, il lento incedere e posizionarsi, il trascinare una corda al guinzaglio e le “arie” sparse – nel finale dal Simon Boccanegra, “Come in quest’ora bruna…” – che costellano l’universo verdiano sulla tragedia della paternità, resa da Lenz epifania scenica del desiderio».

Dopo la Premessa, Lenz Fondazione si prepara a debuttare con Verdi Re Lear nell’ambito del prestigioso Festival Verdi di Parma domenica 11 ottobre 2015 alle ore 21 (repliche il 12, 13 e 14 ottobre alla stessa ora). Lo spettacolo compiuto si propone come «un simulacro d’opera d’arte performativa e musicale che trae dal Lear di William Shakespeare e dal Lear di Giuseppe Verdi gli elementi fondamentali alla sua manifestazione», combinando due presenze dal vivo all’apparenza decisamente dissimili: il compositore di musica elettronica inglese Robin Rimbaud aka Scanner e i cantanti del Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Si tratta di un audace accostamento nato e proseguito per la volontà di sperimentare nuove forme di intreccio creativo tra melodramma, nuova composizione, scenografia reale e virtuale, stile di recitazione e di canto, musica unplugged ed elettronica.

Verdi Re Lear abiterà le due grandi sale di Lenz Teatro, con il pubblico dinamico invitato a transitare fra i due spazi. Maria Federica Maestri, che dello spettacolo cura drammaturgia dello spazio, installazioni e costumi, suggerisce i motivi di questa scelta inconsueta: «La concatenazione temporale di due piani spaziali separati conserva ed esalta la duplicità dell’immagine semi-virtuale di quest’opera che collega reale e non reale, tracce e desideri: la materialità dei corpi, dialogando con l’immaterialità dell’immagine, genera un’immagine-sogno. Costruita per strappi, sottrazioni e salti, l’immagine semi-virtuale produce un continuo sganciamento dall’immagine coerente del mondo; analogamente gli spettatori in fruizione delocalizzata, in transito soggettivo, nel passaggio da spazio a spazio, perdono l’unità e la linearità drammatica della visione tradizionale, e in totale assonanza con la forma artistica del lavoro – dare forma scenica ad un desiderio – ricompongono una propria personale opera-ricordo».

Conclude Francesco Pititto, responsabile di ricerca, drammaturgia, imagoturgia e regia  di questo progetto siderale: «Dare forma a un desiderio, dopo averne scandagliato gli impulsi primari e le manifestazioni più nascoste, è percorso affascinante di ogni ricerca linguistica; vestire un fantasma e vederlo muoversi solo attraverso il movimento delle stoffe è già averlo consegnato al mondo reale che, shakespearianamente, è fatto di sogni e di niente».

Dunque è in questo territorio fatto di frammenti sparsi, detriti, elementi magnetici e ritorni che si disegna la costellazione che sta intorno alla versione di Lenz. Per questa ragione ne deriva un Re Lear fantasmatico, in cui sia la composizione scenografico-installativa firmata da Maria Federica Maestri, che l’imagoturgia di Francesco Pititto, lo enunciano dichiaratamente, dando luogo a una continua sfocatura – un’impossibilità a vedere chiaramente – che produce sospensione, come in una evocazione o una evaporazione: in ogni caso, un’epifania inattesa.

(da un frammento della scheda critica di Enrico Pitozzi Spectra. Anatomia per un teatro di voci)

La consulenza musicale per la selezione dei brani di repertorio di Verdi Re Lear è del M° Carla Delfrate, la consulente al canto è la Prof. Donatella Saccardi. Performer: Valentina Barbarini (Cordelia/Delia), Barbara Voghera (Fool/Mica), Giuseppe Barigazzi (Lear in immagine). Cantanti: Haruka Takahashi (Regan/Regana, soprano), Ekaterina Chekmareva (Goneril/Gonerilla, mezzosoprano), Gaetano Vinciguerra (doppio Lear, baritono), Lorenzo Bonomi (doppio Lear/Edgar/Edgardo, baritono), Andrea Pellegrini (doppio Lear, basso), Adriano Gramigni (Gloucester, basso). Voce over di Rocco Caccavari. In scena Rocco Caccavari, Paolo Maccini, Franck Berzieri, Carlo Destro e Paolo Pediri. Assistente alla regia: Valeria Borelli. La direzione tecnica è di Alice Scartapacchio, la produzione è di Lenz Fondazione. Verdi Re Lear è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma.

———-

EVENTI COLLATERALI

Oltre alla anteprima di Verdi Re Lear di sabato 10 ottobre, inserita nel prestigioso calendario dell’undicesima Giornata del Contemporaneo organizzata a livello nazionale da AMACI, sono in programma due occasioni di avvicinamento a questa stratificata creazione.

Il 2 ottobre alle ore 17.30, al Ridotto del Teatro Regio di Parma, Maria Federica Maestri, Francesco Pititto, Carla Delfrate e Donatella Saccardi incontreranno il pubblico.

Il 13 ottobre dalle ore 16 alle ore 19 sarà organizzato a Lenz Teatro il convegno Teatri del suono, coordinato da Enrico Pitozzi (Docente presso l’Università di Bologna), con la partecipazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto (Lenz Fondazione), Robin Rimbaud aka Scanner (Compositore), Massimo Marino (Docente presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma), Helga Finter (Docente presso l’Università di Giessen – Germania) e Marco Capra (Docente presso l’Università di Parma e vicepresidente dell’Istituto Studi Verdiani). Curatrice: Valeria Borelli.

I progetti artistici di Lenz Fondazione sono realizzati con il sostegno di MiBACT – Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Provincia di Parma, Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale – Dipendenze Patologiche AUSL Parma, Fondazione Monte, Banca Monte, Camera di Commercio di Parma, in collaborazione con Isrec – Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma e Conservatorio di Musica A. Boito e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Parma.

Lenz Teatro si trova in via Pasubio 3/e a Parma. Per informazioni: tel. 0521 270141, info@lenzfondazione.it, www.lenzfondazione.it.

Per prenotazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma, via Garibaldi 16/a, tel. 0521 203999, biglietteria@teatroregioparma.it, www.teatroregioparma.it.

LEAVE A REPLY