“Caveman”: la lotta tra i sessi dalla preistoria ad oggi

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fotoL’uomo è uno stronzo?”

I lettori ci perdonino l’espressione colorita ma si tratta di fedeltà filologica al testo originale.

È la domanda con la quale si apre “Caveman, l’uomo delle caverne”, esilarante monologo andato in scena lo scorso mercoledì 11 novembre al Teatro Puccini e che, visto l’enorme successo di pubblico, sarà replicato il prossimo 6 dicembre.

Uno one-man-show divenuto un fenomeno comico mondiale, ideato nel ’95 dal commediografo americano Rob Becker con il titolo “Defending the caveman”, sold out a Broadway per tre anni e rappresentato in oltre 30 paesi.

Portato in Italia ed adattato da Maurizio Colombi, attore cantante lirico ed autore bergamasco, prodotto da Theater Mogul e Teatro delle Erbe con la regia di Teo Teocoli, lo show affronta in chiave ironica una tra le questioni più spinose della storia dell’umanità: il rapporto tra uomo e donna.

La domanda d’apertura è rimasta sospesa: le signore in sala al Puccini hanno applaudito convinte, se la ridevano di gusto a sottointendere, forse neanche troppo sotto, un bel sì come risposta.

I signori sono apparsi vagamente perplessi, con l’aria di chi si chiedeva “e adesso che dobbiamo fare? Applaudiamo dai ”, dopotutto anche John Wayne era uno “stronzo” sullo schermo, sia mai che possa intendersi come un complimento…

E probabilmente tra i lettori c’è già qualcuno che annuisce.

La risposta al quesito sembra dunque un sì condiviso: la maggior parte delle donne è disposta a sottoscriverlo ed anche molti uomini.

La questione sembrerebbe già chiusa, ma a questo punto al Puccini una voce si è levata dal coro del consenso: “gli uomini non sono tutti degli stronzi, sono solo diversi”.

Frutto di tre anni di studi di antropologia, sociologia e mitologia, ma senza alcuna pretesa intellettuale, “Caveman” ci guida in maniera divertente ed ironica alla scoperta delle differenze tra uomo e donna, poiché è proprio dalle differenze che origina il rapporto di amore-odio tra i due sessi.

Perché gli uomini non riescono a fare più di una cosa allo stesso tempo, mentre le donne sono dotate di una straordinaria attitudine al multitasking? E perché gli uomini amano smisuratamente il calcio e le donne spesso (per non dire quasi sempre) non ci capiscono nulla (soprattutto del fuorigioco aggiungo io)?

Per rispondere è necessario, secondo l’autore, risalire alla preistoria ed osservare l’uomo e la donna delle caverne. Il primo cacciatore dotato di lancia; la seconda raccoglitrice munita di cesta. Lui con gli occhi fissi sulla preda ed un unico obiettivo, lei con lo sguardo aperto al mondo circostante, intenta a raccogliere e distribuire.

Le differenze ancestrali avrebbero marchiato il dna di uomini e donne giungendo fino ai giorni nostri, e rendendoci irrimediabilmente diversi nei modi di pensare, agire ed affrontare la quotidianità. Obiettivi diversi, stili di vita diversi, incomprensioni continue.

Con questa nuova prospettiva ed una massiccia dose di umorismo, Maurizio Colombi-uomo delle caverne spiega allora fatti che si ripetono immutabili da secoli senza una ragione apparente, e limiti e fraintendimenti tra i sessi sembrano trovare un senso oltre i luoghi comuni.

Ecco che appare più chiaro perché le donne non sopportano che l’uomo sbricioli per terra o sul divano quando mangia oppure lasci gli abiti sporchi in giro per tutta la casa mentre lui, al contrario, potrebbe sopravvivere senza alcun problema tra le peggiori brutture dell’universo; oppure perché le donne sono maniache dello shopping ed amano circondarsi di oggetti superflui mentre agli uomini sembrano bastare il telecomando e la Tv; ed ancora, ecco svelato il mistero per cui le donne sono capaci di captare innumerevoli (ed inutili secondo gli uomini) dettagli degli eventi che accadono intorno a loro, intraprendendo poi conversazioni lunghe fino allo sfinimento, mentre gli uomini seguono un solo pensiero per volta (oppure hanno un solo pensiero in testa…).

In due ore di show Maurizio Colombi mette il dito nella piaga delle innumerevoli incomprensioni tra i sessi. In un crescendo di umorismo e battute tutto ciò per cui le coppie si litigano e si amano viene rappresentato con vivace ironia. Il pubblico non può fare a meno di ridere e si diverte riconoscendosi nelle situazioni descritte. Sì perché il meccanismo vincente di questo show, che è stato tradotto in 15 lingue e che vanta più di 10.000.000 di spettatori nel mondo, sta proprio nella dinamica del riconoscimento e dell’immedesimazione. Tutti prima o poi si ritrovano nelle varie gags ed in platea c’è chi commenta, chi tifa, chi fischia, chi si spalleggia, chi allunga il gomito contro il proprio compagno (io per esempio!) a dire “Vedi? Tu fai proprio così!!”.

Fatti e verità che si ripetono costantemente e che uniscono uomini e donne dalla preistoria ad oggi , da una parte all’altra del pianeta, in una guerra dei poli senza tempo e senza spazio.

Ma alla fine, in questo scontrarsi e rincorrersi continuo tra amore ed odio, alla fine sembra esserci posto per una tregua. Una volta usciti dai soliti schemi, una volta sfatati i luoghi comuni (quindi l’uomo non sarebbe uno “stronzo”) e restituito senso alle differenze che fanno di un uomo un uomo e di donna una donna, emerge con disarmante naturalezza che non siamo altro che due pezzi di un puzzle, pezzi diversi sì, ma fatti per poterci incastrare perfettamente.

Qualcuno ha parlato di Caveman come di un antidoto alla crisi di coppia, qualcun altro come di un efficace corso pre-matrimoniale. Noi di Teatrionline vi suggeriamo semplicemente di andare a vederlo, in replica il prossimo 6 dicembre al Teatro Puccini: magari non ne uscirete del tutto pacificati o più innamorati di prima, ma di sicuro vi troverete per due ore uniti nelle risate…e non è cosa da poco di questi tempi!!

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