La vita accanto

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fotoDal libro di Mariapia Veladiano

Regia Cristina Pezzoli

Adattamento teatrale Maura del Serra

Scene Rossana Monti

Costumi Rossana Monti

Con Monica Menchi 

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Dopo il grande successo della tournèe a Pistoia approda a Milano la delicata e profonda opera tratta dal libro di Mariapia Veladiano (già Premio Calvino 2010 e finalista allo Strega 2011), adattato da Maura Del Serra: La Vita Accanto in scena dal 24 al 29 novembre al Teatro Libero di Milano.

La scena si sviluppa in un unico ambiente e sul palco c’è una sola grande interprete, l’attrice Monica Menchi, che dà vita ad una vera e propria trasformazione. Come una crisalide che diviene farfalla, Monica si trasforma in Rebecca, una bimba che ci prende per mano e ci guida nella sua vita, dall’infanzia passando per l’adolescenza fino ad approdare all’età adulta. Un testo che ha commosso e conquistato già i suoi lettori, ci racconta di una ragazzina che nasce irrimediabilmente brutta e subisce su di sè tutte le fasi del rifiuto, a partire dalla sua famiglia, borghese altolocata che ignora e abbandona la piccola, senza una guida e senza nessun aiuto, al massacro dei suoi compagni di scuola. Eppure Rebecca troverà nel suo talento da musicista la rivalsa della vita per divenire farfalla e accettarsi finalmente come una persona “bella”.

Nelle note di regia, Cristina Pezzoli ci tiene a sottolineare come: “un’epoca in cui l’apparire ha seppellito l’essere, in cui “photoshoppare” visi e corpi è la regola che si impone per correggere e falsificare ogni minima imperfezione del corpo umano. Mettere in scena la bruttezza come metafora, conservarne il mistero, non banalizzare rendendo realisticamente “mostruosa” la protagonista, è un compito non piccolo poiché tutto quello che accade nel romanzo di Maria Pia Veladiano e nella efficace riduzione teatrale di Maura Del Serra, ruota intorno a questa condizione. La letteratura e la poesia possono far vedere solo dicendo, il teatro deve far vedere anche agli occhi. L’invenzione della bruttezza sarà dunque il nostro punto di partenza, il cambio dello sguardo del pubblico alla fine del racconto, ci auguriamo sia il punto di arrivo”.

Un’opera tutta al femminile amata sin da subito dalla sua protagonista, Monica Menchi: “Quando ho scoperto questo libro, sono rimasta colpita dal fatto che la bruttezza è vissuta con stupore e non con cupezza. Non si tratta dunque di un dramma, bensì di una sorta di catarsi che avviene attraverso l’interazione con gli altri”. L’attrice si esibirà con una maschera in lattice, ideata appositamente per rendere il personaggio ancora più veritiero, dando vita anche ai personaggi collaterali, sarà un vero e proprio one woman show.

 

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