Gli Osanna di Lino Vairetti e i Napoli Centrale con James Senese esaltano il Politeama di Catanzaro

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Foto di Salvatore Monteverde
Foto di Salvatore Monteverde

Napoli e napoletanità fuse insieme in un abbraccio non solo ideale tra diversi generi musicali che partendo dal rock progressive hanno visto incursioni nel jazz, nel funky e nel pop e che hanno a loro volta abbracciato tutte insieme le diverse generazioni presenti ad ascoltare attente, curiose ed emozionate al Teatro Politeama. Questa in rapida sintesi il doppio concerto nel teatro catanzarese di due band storiche quali gli Osanna di Lino Vairetti prima e Napoli Centrale dopo con il suo James Senese. Si è trattato di un bell’evento che ha sancito la chiusura come meglio non poteva del Festival d’autunno del suo direttore artistico Antonietta Santacroce. Un evento nel quale si è ripercorso un viaggio a ritroso negli anni in cui queste band nacquero. Era il ’71 per gli Osanna, erano il ’73-’74 per i Napoli centrale come hanno ben raccontato i loro leader. E gli Osanna hanno potuto raccogliere il frutto dei loro anni di attività musicale con la loro “Palepolitana” presentata il 4 luglio scorso in quel di Tokio. Negli Osanna poi ci stava quasi tutto per contraddistinguere quella napoletanità che si è voluta esaltare nel folklore e nella melodia propria di queste latitudini con brani che, in alcuni casi, hanno richiamato storie della commedia dell’arte. Il desiderio di voler raccontare per non disperdere le tradizioni e la vicinanza ad un popolo hanno contraddistinto le performance esaltanti del suo leader carismatico con il viso dipinto – così come gli altri componenti della band – e la sua lunga veste. Brani e musica piene di suggestioni finalizzati a tirar fuori la storia di un periodo lontano e che hanno raccontato un pezzo di vita di questo gruppo: da “L’uomo” pezzo dell’esordio, al più recente “Palepolitana”” che ha saputo letteralmente “prendere” soprattutto i giovani presenti. Hanno poi riproposto vecchi successi quali “Animale senza respiro” e “Preludio e Variazioni e canzona” divenute colonne sonori per il film noir “Milano Calibro 9”; il tutto condito in un bel concerto finito in un selfie con un pubblico esaltato alle spalle ad “osannarli”.

Foto di Salvatore Monteverde
Foto di Salvatore Monteverde

E nondimeno è stato James Senese con i suoi immancabili sax, accolto nel suo ingresso al buio sul palcoscenico dall’ovazione del pubblico, che ha subito proposto il brano: “O lupo s’ha mangiato ‘a pecurella”, ed ancora “Campagna”, “’A gente ‘e Bucciano”, “Simme iute e simme venute”. Immancabile il tributo a due artisti del calibro di Pino Daniele prima e Lucio Dalla dopo che hanno condiviso le idee del gruppo, con Pino che ne ha fatto parte per un paio d’anni prima di fare il solista. Ancora un pezzo in ricordo del nonno, il tutto cadenzato in una miscellanea di pezzi strumentali con altre canzoni della tradizione partenopea da affascinare i presenti a tal punto dal proiettarli all’indietro e farli rivivere in un’atmosfera ovattata fino a ben oltre la mezzanotte, con il bis che non poteva di certo mancare.

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