Il Teatro che danza: una vetrina sulla coreografia contemporanea

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Foto di Rocco Casaluci

Il Teatro che danza è il progetto del Teatro di Roma che propone una vetrina sulla coreografia contemporanea con nomi d’eccellenza del panorama della danza italiana. Dopo il duetto al maschile iLove della compagnia Fattoria Vittadini, la rassegna prosegue al Teatro India portando in scena, giovedì 10 e venerdì 11 dicembre (ore 20), la Compagnia Adriana Borriello con Col Corpo Capisco #1, non un semplice titolo, ma una dichiarazione, un manifesto, un modo di stare al mondo. Tre corpi in scena, Adriana Borriello, Donatella Morrone, Ilenia Romano, e un musicista Roberto Paci Dalò con cui la danza risuona. Cuore del lavoro è la “trasmissione”da corpo a corpo, attraverso il movimento come pratica e linguaggio, il cui strumento principe è il sentire: “nella ricerca della perfetta aderenza al qui ed ora l’interezza dell’esserci si perde nel sempre e ovunque”.

Segue il 12 (ore 20) e 13 dicembre (ore 18) la Compagnia Abbondanza/Bertoni con Le fumatrici di pecore. Patrizia Birolo e Antonella Bertoni raccontano in danza come i confini tra teatro, corpo e vita diventano sempre più labili, quasi inesistenti, affermando un’identità fatta di gesti, mentre i limiti fisici e mentali si trasformano in sbarre che è possibile abbattere: «Da sempre affascinati dalle forme e dal multiforme, iniziamo una collaborazione con un’interprete straordinaria – racconta il regista Michele Abbondanza – lei portatrice sana di una diversa abilità, noi portatori malati della nostra salute. Proveremo a scambiarci le rispettive portate». Le sequenze coreografiche, le brevi storie di relazione, saranno occasioni preziose per raccontare altre storie, registrando gli accadimenti come pellicole vergini, superfici vuote senza perdere l’incertezza, cosa preziosa della vita.

Doppio appuntamento con Enzo Cosimi che dal 15 al 17 dicembre (ore 20) presenta Fear Party, uno spettacolo per esplorare il profilo della paura, le sue diverse valenze psicologiche, i suoi inneschi e disinneschi collettivi, le angosce dell’uomo contemporaneo iniettate dal germe della macchina sociale. Prima tappa della trilogia Sulle passioni dell’anima, il lavoro affronta il tema della paura, individuale e collettiva, attraverso una scrittura del corpo aperta, dove malinconia e paura stessa si legano a visioni grottesche generando una scrittura sospesa tra densità e leggerezza. Ispirato alla figura e all’opera di Pier Paolo Pasolini, Bastard Sunday è la seconda proposta di Enzo Cosimi, in scena il 18 e il 19 dicembre (ore 20). Lo spettacolo amplifica e viviseziona la visione poetica pasoliniana, immergendola in un paesaggio astratto, sospeso, rarefatto che arriva alla fine a caricarsi di un presagio di speranza. Bastard Sunday si avvale per le musiche della collaborazione del musicista e compositore berlinese Robert Lippok dei To Rococo Rot, artista tra i più interessanti e innovativi della scena musicale elettronica europea. Entrambi gli spettacoli sono interpretati da Paola Lattanzi e Pablo Tapia Leyton.

Il 22 e 23 dicembre (ore 20) i danzatori di Zaches Teatro propongono il loro Minotauro, il Mostro per antonomasia, né uomo né animale. Diverso, reietto, maledetto, manifestazione evidente della colpa dei padri, Minosse e Pasifae, che ricade sui figli. Ma il Minotauro è anche ciò che di più misterioso e sconosciuto ci ha lasciato la mitologia antica: un Essere di cui non si sa niente, al di là della sua mostruosità. Lo spettacolo scava nel mito classico dando voce a rovine abbandonate che evocano immagini, suoni e danze. Un racconto per riflettere sugli archetipi della nostra cultura provenienti da un passato lontano e che permeano la nostra quotidianità.

Sempre dal 22 al 23 dicembre (ore 21) la coreografa Julie Ann Anzilotti porta in scena …e d’oro le sue piume, una creazione che trae ispirazione dal Libro dei Salmi della Bibbia per restituire, attraverso la danza, la parola, la musica e il silenzio, la delicatezza e la profondità di questi scritti. Dalla lettura dei Salmi affiorano temi come l’angoscia, la gioia, la pace, la lode, che si incontrano in una coreografia che, alternando momenti individuali a momenti corali, suggerisce intimità e speranza. Il lavoro si avvale della collaborazione del musicista e compositore Steven Brown, leader del cult-group Tuxedomoon, che ha composto le musiche creando un dialogo con l’azione scenica di grande capacità narrativa e di esuberante fantasia.

La rassegna si chiude al Teatro Argentina con la nuova creazione di Virgilio Sieni, Le Sacre dall’8 al 10 gennaio, una coreografia primitiva che vuole essere uno scavo archeologico del corpo, chiedendo agli interpreti di originare i movimenti dalle risonanze e dalle stratificazioni ritmiche della musica di Stravinskij. Danzare La Sagra della primavera significa indagare – tra intuito e struttura, rito e gioco – il sacrificio “come forma morale del bene comune” che dalle pieghe più profonde dell’individuo va a costruire una comunità. A precedere La Sagra sarà un Preludio su musica di Daniele Roccato.

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INFO TEATRO INDIA

Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) – Roma 

Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.684.000.346 – www.teatrodiroma.net

DANZALIBERTINA Card: 6 ingressi a 60,00 €

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