Kore

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fotoLiberamente tratto da La Ragazza Indicibile. Mito e mistero di Kore

di Giorgio Agamben, Monica Ferrando (Electa 2010)

regia, coreografia, scene Virgilio Sieni

interpretazione e collaborazione Ramona Caia

musiche Angelo Badalamenti, Arvo Pärt, Francesco Giomi

luci Marco Santambrogio, Virgilio Sieni

produzione Compagnia Virgilio Sieni

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Mercoledì 9 dicembre alle 20.30 al Teatro Goldoni di Venezia secondo importante appuntamento con EVOLUZIONI la nuova Stagione di Danza promossa dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale: sarà la Compagnia Virgilio Sieni, grande coreografo e attuale Direttore della Biennale Danza, a portare in scena Kore, uno struggente assolo ispirato al testo del filosofo Giorgio Agamben “La ragazza indicibile” dedicato al mito di Persefone, un manifesto sulla femminilità, ma anche l’impulso a superare il limite umano. 

Torna a Venezia un grande protagonista della scena contemporanea come Virgilio Sieni, con uno spettacolo che contiene tre viaggi. Ogni viaggio parte dall’oggi per lasciarsi affascinare dal passato. Il corpo e la danza di Ramona Caia la fanno diventare prima bambolina (Korai sono le bamboline che venivano appese ai rami in prossimità di un tempio), poi ombra (animale e Dio assieme), infine madre e vergine. Il suo movimento è un miracolo di precisione nella postura e nel gesto. Un movimento che di quadro in quadro muta di accento, senza abbandonare mai quella relazione tra inciampo del corpo e meraviglia della danza.

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KORE
Kore è quella lontananza che declina verso di noi giungendo dal passato per farci vivere la vita stessa: tra la figlia e la madre, tra l’umano e l’animale, appare una terza figura che mette in questione tutto quello che crediamo di sapere della femminilità, e più in generale dell’uomo e della donna.

Il corpo si dona alla danza, cioè si mostra in un gioco inaspettato che trascolora in continue metamorfosi. Qui la danzatrice utilizza tutti elementi che la possano condurre oltre un vocabolario prestabilito: si scuote verso il senso profondo che la congiunge, o meglio, la rende tangente, all’animale. Vuole dirci, con la sua geografia di muscoli e tendini aperti con gioiosità all’ospite, cos’è la bellezza dei margini: un viaggio tra l’essere ragazzina e giocattolo, bambolina trasfigurata che rimanda a Las meninas di Velázquez così come al centro di gravità delle marionette descritto al pari del cammino dell’anima del danzatore ne Il teatro delle marionette di Kleist.

Ospiti della femminilità che abitano il corpo di Kore sono anche figure ancestrali, aloni, ombre che fanno apparire una narrazione che attraversa epoche e territori. Figure silenziose, ammutolite ad occhi chiusi, così venivano descritti gli iniziati ai riti sacri.

Il mistero eleusino consiste in un’azione drammatica, in una sorta di pantomima accompagnata da canti sacri e da formule che rappresenta la sacra storia del rapimento di Kore, dell’erranza di Demetra e del ricongiungimento delle due dee. In questo dramma iniziatico, in questo chiudere gli occhi, in silenzio si comincia il viaggio, si attraversano territori, si giunge altrove.

Nello spettacolo Kore affronta tre viaggi e tutte le volte parte dall’oggi per lasciarsi affascinare dal passato: prima bambolina (Korai sono le bamboline che venivano appese ai rami in prossimità di un tempio), poi ombra assieme animale e dio, infine madre e vergine.

Kore è il corpo e il suo guscio, la figura che appare e la culla della dinamica: così la danzatrice guarda al passato, diviene madre nel momento che scopre nuovi gesti, torna alla sua pelle per intuire sempre il tempo dell’inizio. In questo farsi della figura il corpo diviene tramite di infiniti tragitti. Nello spazio del corpo dunque abitano questi due mondi apparentemente opposti. Terre lontane, figure stratificate, passato e presente. KORE, la ragazza indicibile, è la soglia che si manifesta con le sue pratiche di attraversamento fra i vari territori, tra luoghi e ere. Lei si volta sempre indietro ad osservare il passato che metricamente la nutre: bambina, madre, donna, animale, bambolina, in cammino, vergine.

È veramente misterioso come ancora oggi si possa cadere nel corpo della danza per essere iniziati al tempo.

Virgilio Sieni

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Informazioni

Teatro Goldoni

Tel. 041 2402014

info.teatrogoldoni@teatrostabileveneto.it

www.teatrostabileveneto.it

Biglietto platea 20 euro, 1°-2°- 3°-4° ordine 15 euro, ridotto abbonati e scuole di danza 10 euro.

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