La parola canta

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Foto di Marco Caselli
Foto di Marco Caselli

produzione Teatri Uniti

con Peppe Servillo e Toni Servillo

e con i Solis String Quartet:

Vincenzo Di Donna, violino

Luigi De Maio, violino

Gerardo Morrone, viola

Antonio Di Francia, cello

suono Massimo D’Avanzo

disegno luci Francesco Adinolfi

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Un concerto, un recital, una festa fatta di musica, poesia e canzoni che celebra Napoli, l’eterna magia della sua tradizione vivente, l’importanza dell’incontro fra le epoche e della più ampia condivisione culturale. In questa speciale occasione Peppe e Toni Servillo, con il prezioso e suggestivo supporto dei Solis String Quartet, cantano poesie e recitano canzoni, facendo rivivere e rendendo omaggio ad alcune delle vette più alte della cultura scenica partenopea, fra letteratura, teatro e musica. La parola canta attraversa l’opera di autori classici, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da E. A. Mario a Libero Bovio, fino a voci contemporanee come quelle di Enzo Moscato, Mimmo Borrelli e Michele Sovente. Un filone inesauribile di fantasia e ricchezza poetica da cui nasce e di cui si nutre la creatività scenica straordinaria di Peppe e Toni Servillo che qui, dopo il successo internazionale dell’eduardiano Le voci di dentro, rinnovano in scena il loro irresistibile sodalizio artistico.

Mi sento in debito con Napoli, per la grande ricchezza che mi ha donato, una ricchezza che cerco di trasmettere in giro per il mondo nei suoi aspetti più nobili, riflessivi, tragici. Tutto il mio lavoro si alimenta della complessità di Napoli, che è comunque vita. La parola canta è uno spettacolo dove il teatro si fa musica e la musica si fa teatro. Là dove il teatro talvolta non riesce, la musica ricapitola la nostra esistenza e ci consente di immaginarne un’altra in un luogo che non c’è, totalmente astratto, che non esiste, che non si vede. In questo non luogo nasce La parola canta: un luogo dove lo spettatore può liberare tutta la sua immaginazione. I testi dei vari autori in questo contesto moltiplicano il valore dei loro contenuti a confronto con la  musica e le canzoni che io e Peppe abbiamo scelto, insieme ai bravissimi musicisti del Solis String Quartet. E a proposito di canzoni mi ha sempre molto colpito quello che François Truffaut faceva dire a un suo personaggio sostenendone l’importanza: “Le canzoni aiutano la gente perché dicono la verità. Anche se sono sceme dicono la verità, ma del resto non sono sceme perché non lo sono mai”. E nel caso della canzone napoletana si tratta spesso di autentici capolavori della letteratura musicale mondiale.”

Toni Servillo

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Tournèe

Teatro Gesualdo, Avellino, 2 e 3 gennaio 2016

Teatro Bellini, Napoli dal 5 al 17 gennaio

Auditorium UniCal, Cosenza, 19 gennaio

Auditorium Parco della Musica, Roma dal 6 al 14 febbraio

Teatre Lliure, Barcellona dal 26 al 28 febbraio

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Toni Servillo, attore e regista di teatro, interprete pluripremiato per alcuni indimenticabili ruoli cinematografici, nel 1987 è tra i fondatori di Teatri Uniti.

Peppe Servillo, cantante, attore, autore di colonne sonore e canzoni, è tra i fondatori nel 1980 del gruppo Avion Travel, con cui ha vinto il Festival di Sanremo nel 2000.

Solis String Quartet, quartetto d’archi composto da Vincenzo Di Donna (violino), Luigi De Maio (violino), Gerardo Morrone (viola), Antonio Di Francia (violoncello), mescola, con sapiente originalità, jazz, pop e musica contemporanea, collaborando di frequente con nomi illustri della scena internazionale.

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La parola canta

poesie e canzoni

Napule, di Mimmo Borrelli – 2011

Tarantella del Vesuvio, di Antonio Di Francia – 2001

Canzone appassiunata, di E. A. Mario – 1922

L’ommo sbagliato, di Raffaele Viviani – 1931

A Sciaveca, di Mimmo Borrelli – 2007

O guappo ‘nnammurato, di Raffaele Viviani – 1910

Litoranea, di Enzo Moscato – 1991

Guapparia, di Libero Bovio e Rodolfo Falvo – 1914

Commedianti, di Franco Marcoaldi – 2010

Allegretto pizzicato dal Quartetto n. 4 di Bela Bartok -1927

O’ festino, di E.A. Mario e Pacifico Vento – 1918

Mozartango, di Antonio Di Francia e Gerardo Morrone – 2004

Vincenzo De Pretore, di Eduardo de Filippo – 1948

Està – Nun voglio fa’ niente, di Libero Bovio e Nicola Valente – 1913

A casciaforte, di Alfonso Mangione e Nicola Valente – 1928

Dove sta Zazà, di Raffaele Cutolo e Giuseppe Cioffi – 1944

Maruzzella, di Enzo Bonagura e Renato Carosone – 1954

Movimento di tarantella, dal Quartetto n.4 di Fabio Vacchi – 2009

Fravecature, di Raffaele Viviani – 1930

Sconcerto, di Giorgio Battistelli 2010

Sogno biondo, di Peppe Servillo e Mario Tronco – 2003

Minuano, di Pat Metheny -1987

Cose sta lengua sperduta, di Michele Sovente – 2002

Te voglio bene assaje, di ignoto – 1839

N.B. L’elenco dei brani è suscettibile di variazioni e non è da intendersi quale scaletta dello spettacolo

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