“L’Accademia Carrara. Il Museo riscoperto”, un film di Davide Ferrario

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fotoGenere: evento speciale

Regia: Davide Ferrario

Origine: Italia

Anno: 2015

Durata: 78’

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L’allestimento di un museo è anche una rappresentazione come se fosse uno spettacolo” così ha affermato Maria Cristina Rodeschini, responsabile dell’Accademia Carrara e Gamec di Bergamo fino a metà gennaio 2016, che tante energie, competenze e fresco entusiasmo ha profuso nel riallestimento dell’Accademia Carrara riaperta nell’aprile 2015 dopo sette anni di lavori.

Il museo simbolo del collezionismo italiano è fondato a fine Settecento dal conte Giacomo Carrara (Bergamo 1714 – 1796) che ha donato la propria collezione con 1800 dipinti (poi parzialmente dispersi per vendite all’asta nel corso dell’Ottocento) facendo edificare un luogo, ristrutturato nel 1810, che permettesse insieme la fruizione delle opere d’arte e la formazione di giovani artisti.

Il regista Davide Ferrario (nato a Casalmaggiore nel 1956 e cresciuto a Bergamo) durante l’ultimo anno dei lavori ha trasformato il restauro e il riallestimento in uno straordinario spettacolo: un film che sarà nei cinema italiani (www.nexodigital.it) solo il 9 e il 10 dicembre 2015.

Nelle sale museali rinnovate e vuote tornano a vivere grandi capolavori emergendo dalle casse in cui sono stati salvaguardati prima dell’inizio dei lavori di restauro dell’edificio: l’occhio attento, sensibile, serio e impegnato del regista non solo riprende i fatti, ma cerca e indaga dando una visione a 360° delle ragioni delle varie scelte e una lettura più consapevole e approfondita delle opere d’arte.

Uno spettacolo emozionante che ricorda le suggestioni provate durante la visita in quel famoso giorno quando 600 opere (1800 quelle possedute) selezionate tra quelle dei più grandi artisti italiani (Pisanello, Botticelli, Bellini, Mantegna, Carpaccio, Raffaello, Tiziano, Canaletto, Guardi, Previati, Pelizza), lombardi (Foppa, Bergognone) e bergamaschi in particolare (dall’enigmatico Lorenzo Lotto ai ritrattisti Giovanni Battista Moroni, Fra’ Galgario e Carlo Ceresa fino a Evaristo Baschenis, autore delle Nature morte con strumenti musicali) si sono dispiegate nel loro splendore – alcune grazie ad attenti restauri – insieme a capolavori di autori stranieri come in un meraviglioso testo di storia dell’arte.

Un’occasione unica per viaggiare nel ‘cuore dell’arte’ scoprendo attraverso esperti che forniscono le ragioni del nuovo ordinamento e l’emozionante racconto dell’ex-custode, che per quarant’anni ha ‘custodito’ amorevolmente la Carrara, un meraviglioso e coinvolgente tesoro sconosciuto restituito non solo alla sua città, ma a tutto il mondo della cultura.

 

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