“Romeo e Giulietta” di Davide Bombana con la Compagnia Junior Balletto di Toscana

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fotoL’incoercibile forza dell’amore

La versione di Romeo e Giulietta di Davide Bombana per la Compagnia Junior Balletto di Toscana è come un piccolo pianeta che risplende di luce propria. Una luce che emanano i giovanissimi danzatori, dai due protagonisti, ai comprimari, al “coro”, che rispecchiano i costumi attuali di Santi Rinciari, che sprigiona la cupa atmosfera del light design e l’essenzialità delle scene di Carlo Cerri. Tutti elementi decisivi a cui si aggiunge la stessa partitura di Prokofiev ridotta dal coreografo per questa significativa rilettura del capolavoro shakespeariano.

Un coreografo professionalmente e anagraficamente maturo, e accreditato a livello internazionale, che accetta la sfida di creare un balletto per talentuosi ballerini ‘in boccio’, la loro età va dai16 ai 21anni, fortemente motivati e rigorosamente preparati da Cristina Bozzolini.

Bombana con straordinaria e lungimirante attualità trasforma l’immortale storia dei due nobili amanti di Verona, divisi da una insanabile rivalità familiare, in un conflitto socio-culturale ed etnico-religioso del terzo millennio incarnato da due ragazzi, a loro volta separati da pregiudizi e intolleranza verso chi viene considerato l’altro e il diverso.

Una vicenda che se ricorda quella altrettanto triste di Admira e Bosko, lei mussulmana e lui serbo, uccisi a Sarajevo durante la guerra nei Balcani, grazie alla danza va per conto suo e dà vita ad un balletto simbolico. Un balletto chiaramente leggibile nel messaggio che traspare dall’ossatura drammaturgica, dal taglio registico e dall’eloquente sinteticità sulla condanna dei disvalori, quali l’intolleranza, la violenza, la sopraffazione, e la difesa ad oltranza dei valori quali l’amore in primis, la comprensione e la pietà.

Due visioni del mondo antiteche da cui Romeo e Giulietta, nel tentativo di opporsi, sono sopraffatti ma solo fisicamente e non idealmente lasciando imperitura la loro testimonianza a favore di una società nuova e più giusta.

Andato in scena al Teatro di Rifredi di Firenze in prima cittadina dopo il felice debutto al Teatro Rossini di Pesaro, questo Romeo e Giulietta è costruito ‘a cornice’ con la morte dei Romeo e Giulietta nel prologo e nell’epilogo e con la tecnica del flash-back a partire dalla scena delle madri che piangono la tragica fine dei rispettivi figli. Due donne appartenenti a due culture opposte e apparentemente inconciliabili: da una parte i Montecchi, ovvero i rappresentanti della società occidentale, arroccata nella difesa dei propri privilegi, dall’altra i Capuleti, ovvero i diversi, quelli che fanno e hanno paura nel rapportarsi alla comunità che li ospita.

Ecco dunque che immediate sono le tensioni e tutto avviene con il commento sonoro della famosa “danza del cuscino” trasformata in uno scontro tra fra i due gruppi connotati anche da un preciso abbigliamento, giacca e cravatta i Montecchi, abiti trasandati e stracciati i Capuleti, e separati da divieti di sosta che tengono a distanza ideologicamente le parti. Parti che vedono Romeo e Mercuzio, ben integrati nella classe dominante, opposti a Tebaldo, fiero della sua diversità e deciso ad impedire che Giulietta entri in contatto con gli strafottenti Montecchi.

E il passo a tre di Romeo, Mercuzio e Benvolio diventa nella partitura coreografica di Bombana un passo a quattro con Mercuzio e Romeo che incontrano Giulietta e la sua amica. Un incontro che dopo l’iniziale arroganza dei maschi, fa scattare la scintilla tra Romeo e Giulietta ma la ragazza deve indossare il velo e sposare Paride, perché questa è la legge della sua comunità e va rispettata. Da lì si consuma la tragedia con la morte di Mercuzio, ucciso da Tebaldo, e la morte di quest’ultimo per mano di Romeo. Per i due innamorati l’unica via di uscita è la fuga ma un tragico destino lì attende e i terrificanti colpi di kalashinikov pongono miseramente fine alla loro giovani esistenze.

Non pochi sono i momenti belli ed emozionanti di questo ‘luminoso’ balletto come il delicato passo a due di Romeo e Giulietta, che riecheggia la celeberrima “scena del balcone” o quella della notte d’amore nella camera di Giulietta che Bombana richiama grazie ad un grande lenzuolo bianco che copre/scopre i corpi dei due ragazzi. Originale e commovente è la corsa verso la felicità e la libertà che Romeo affronta sicuro e a viso aperto mentre Giulietta, all’inizio titubante, affianca poi il compagno radiosa e felice in un inno alla vita e all’amore soffocato dalla disumanità degli uomini.

Non sfugge poi l’importanza che Bomana dà alle figure femminili di contorno, ovvero alle madri caparbiamente inflessibili anche di fronte al dolore, e all’amica di Giulietta, che sostituisce il ruolo della Balia della tragedia di Shakespeare, e che chiude lo spettacolo impersonando la pietà che deve prendere il sopravvento sulla barbarie. E non passa neppure inosservato il ‘peso specifico’ dell’assolo di Tebaldo.

Bravi son gli interpreti Joseph Caldo, Romeo, Lucia Zimmardi, Giulietta, Francesco Moro, alias Mercuzio, Giovanni Quintiero, alias Tebaldo, l’amica Caterina Politi, le madri, Eleonora Peperoni e Giovanna Pagone, e l’intera compagnia nelle scene corali.

E bravo è Davide Bombana, lui coreografo incline all’accademismo classico e moderno, forgia per questi stupendi ragazzi di Cristina uno stile e un linguaggio di matrice contemporanea che esalta le loro potenzialità espressive con legati morbidi eppure forti, con l’intensità dei gesti e del violento, eppure trattenuto, scalciare delle gambe, con le energiche e fluide prese, con i veloci cambrés, in un continuum di danza pura e vorticosa che mette in luce il livello invidiabile e qualitativamente alto della compagine bozzoliniana.

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