Walter Manfrè porta in scena Dacia Maraini con “Dialogo di una prostituta con un suo cliente”

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fotoCon Rossana Bellizzi e Mauro Racanati

Regia Walter Manfrè

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Lo scorso 3 dicembre ha debuttato al Teatro Brancaccino lo spettacolo tratto dalla prima pièce teatrale dell’opera Dialogo di una prostituta con un suo cliente.

Dacia Maraini scrisse il testo negli anni ’70, anni in cui la seconda ondata femminista attraversò l’Italia lasciando dietro di sé una consapevolezza diversa e più profonda sulla figura della donna nel nostro paese e del suo ruolo nella società.

Sono gli anni immediatamente successivi alla rivoluzione sessuale e culturale del ’68, in cui si iniziano a raccogliere i primi frutti delle dure battaglie combattute e vinte durante gli anni ’60: in Italia vengono approvate le leggi sul divorzio e sul diritto di aborto. Eppure erano “anni cruciali in cui non c’era spazio in teatro per le donne”, come ricorda Maraini stessa.

Il sipario si alza ed è Marcello Matroianni direttamente dal La città delle donne di Federico Fellini a darci il benvenuto e attraverso le scene iniziali del film introduce simbolicamente il pubblico nel pluridimensionale e pericoloso pianeta-donna.

Sul palco una sedia, un attaccapanni, una poltrona e un letto rosso fiammante: è il mondo di Manila, una prostituta al di fuori dagli schemi convenzionali che ha ben chiaro cosa significhi la parola libertà: liberta di scegliere e di decidere, di desiderare.

Il suo cliente è uno studente appartenente alla medio borghesia degli anni ’70, pieno di inibizioni e tabù, che non si accontenta di comprare il corpo di Manila per qualche ora. Vuole difenderlo e in questo modo, subdolamente, averlo per sempre.

Lo spettacolo procede a scatti tra momenti di vuoto e defaillance di Rossana Bellizzi – una recitazione debole per un personaggio sostanzialmente forte – colmati dal talento e dall’interpretazione di Mauro Racanati che porta avanti da solo uno spettacolo che da dialogo sembra farsi monologo.

Walter Manfrè intreccia un dialogo simbolico tra Dacia Maraini e Federico Fellini e li fa comunicare attraverso le scene del film La città delle donne a cui rispondono le battute del testo di Maraini.

Le donne libere in seguito alla rivoluzione sessuale sono state in grado di costruire un rapporto liberato con gli uomini?

Chi sceglie di vendere il proprio corpo, è davvero libero?

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