Concerto di Capodanno 2016

0
299
Condividi TeatriOnline sui Social Network
Foto di Luigi Angelucci

Un concerto giocoso foriero d’allegria

(1 gennaio 2016, ore 17)

——–

Duplice concerto il primo dell’anno per il baritono Nicola Alaimo e l’Orchestra Sinfonica Rossini.

Capita raramente, forse mai, di esibirsi nella stessa giornata in due teatri diversi. È invece avvenuto per il baritono Nicola Alaimo e l’Orchestra Sinfonica Rossini, che il primo giorno dell’anno hanno tenuto lo stesso concerto in due sedi diverse: al Teatro della Fortuna di Fano alle 17 e al Teatro Rossini di Pesaro alle 21.

Ci vuole coraggio, ma anche capacità e resistenza.

Il concerto era molto piacevole e leggero per gli ascoltatori, vista la giocosità dei brani in programma, ma non certo per l’orchestra e per il cantante, chiamati a destreggiarsi tra le mirabolanti fioriture rossiniane, lo scintillante pullular delle “troppe note” mozartiane e la descrittività protoromantica di Donizetti.

Da un palco di second’ordine ho osservato, oltre che ascoltato, ogni intervento strumentale, preciso, aderente al dettato del compositore e alla lettura del direttore, dalle fresche volatine dei violini alle arcate dense dei violoncelli, dalla voce evocativa del corno a quella sorniona del fagotto, dalla sensualità del clarino all’eleganza del flauto, dal frizzo dell’ottavino al suono trionfante della tromba. Il tutto orchestrale fotoera un alternarsi di morbidezza e di sfavillio, di suoni levigati ed esplosioni in crescendo, in un affiatamento mirabile.

L’orchestra Sinfonica G. Rossini ha interpretato più che eseguito i brani in repertorio (l’Ouverture de Le nozze di Figaro di Mozart, le Sinfonie de La Gazzetta e de Il Barbiere di Siviglia di Rossini e del Don Pasquale e de La Fille du régiment di Donizetti, restituendo un suono pulito e consapevole nel rispetto delle dinamiche delle partiture. Sul podio un giovane fantastico direttore, Nicola Valentini, si è rivelato esperto conoscitore del linguaggio musicale e carismatico comunicatore delle sue intenzioni: coinvolto col corpo e con la mente, ha diretto con gesto sicuro ed eloquente, a volte energico a volte sommesso, chiaro e preciso negli attacchi, ha tenuto in mano con maestria un’orchestra fresca e vivace.

Foto di Luigi Angelucci
Foto di Luigi Angelucci

La parte vocale di questo concerto giocoso è stata appannaggio …Udite, udite, o musicofili… di Nicola Alaimo, un baritono dalla voce infinita per ampiezza, volume, estensione e sostegno del fiato, poderosa e tonante nelle frasi prorompenti, morbida nei cantabili, agilissima nel canto sillabato e di coloratura. E i brani scelti, Non più andrai farfallone amoroso da Le Nozze di Figaro di Mozart, Co’ ‘sta grazia e ‘sta portata da La Gazzetta di Rossini, Bella siccome un angelo da Don Pasquale di Donizetti, Udite, udite, o rustici da L’elisir d’amore di Donizetti, La calunnia e Largo al factotum da Il Barbiere di Siviglia di Rossini, hanno dato spazio alle qualità vocali e sceniche del baritono, che, anche in concerto, fa scena.

 

LEAVE A REPLY