“Enrico IV” di Luigi Pirandello

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fotoÈ l’Epifania, ultimo giorno delle vacanze natalizie 2015 e come recita la filastrocca “…. tutte le feste si porta via”. Torino è piena di gente, sarà perché sono iniziati i saldi, sarà perché la giornata è luminosa e piena di sole anche se fa freddo, sarà perché ci sono molte possibilità su come passare il pomeriggio fra musei, cinema, teatro e altro. Ormai questa città è diventata così: ricca di proposte in quasi tutti i periodi dell’anno. Una delle più interessanti è sicuramente un classico del Teatro, non solo Pirandelliano: l’ENRICO IV. Testo scritto appositamente per uno dei più grandi attori dell’epoca, che Pirandello conosceva bene: Ruggero Ruggeri. “Caro Amico, le dissi a Roma l’ultima volta che pensavo a qualche cosa per Lei. Ho seguitato a pensarci e ho maturato alla fine la commedia, che mi pare tra le mie più originali: Enrico IV, tragedia in tre atti di Luigi Pirandello… Credo sia d’una veramente insolita profondità filosofica ma viva tutta in una drammaticità piena di non meno insoliti effetti… Senza falsa modestia, l’argomento mi pare degno di Lei e della potenza della sua arte…”.

In una lettera datata 11 Settembre 1921, così Pirandello preannunciava quella che sarebbe andata in scena a a Milano il 24 Febbraio 1922, con Ruggero Ruggeri, nel ruolo di Enrico IV, Virgilio Talli e Lyda Borrelli nei ruoli del Barone e della Marchesa. La trama è famosa: “Un gruppo di amici aristocratici decide di fare una cavalcata storica, carnevalesca ed ognuno deve scegliersi un personaggio da rappresentare, di quale secolo non importa: re o principe, con la sua dama accanto, regina o imperatrice a cavallo. E succede che il protagonista decida di indossare i panni dell’Enrico IV germanico (1050-1106), colto nella sua esistenza tra l’umiliazione di Canossa (1077) e il Concilio di Bressanone (1080), dove riuscì a far deporre papa Gregorio VII ed eleggere antipapa Clemente III. E per rappresentarla il meglio possibile s’era dato la pena e il tormento d’uno studio intensissimo, minuzioso e preciso, che lo aveva quasi per circa un mese ossessionato. Sciaguratamente, il giorno della cavalcata, mentre sfilava con la sua dama accanto nel magnifico corteo, per un improvviso adombramento del cavallo, cadde, batté la testa e quando si riebbe dalla forte commozione cerebrale restò fissato nel personaggio di Enrico IV. Un bel giorno si presenta nella villa ove egli vive da vent’anni in una corte creata per lui un nipote molto affezionato insieme ad un medico alienista. Ritiene che c’è forse un mezzo per guarire quel demente: ridargli con un trucco violento la sensazione della distanza del tempo. La tragedia comincia adesso…”. L’interpretazione principale e la regia sono di Franco Branciaroli, ritenuti da molti il vero erede di Ruggero Ruggeri. La sua recitazione è ricca, profonda piena di sfaccettature. C’è sempre un sorriso ironico nelle sue parole, anche nel momento di maggiore pathos ci comunica molto di più di ciò che in realtà le sue parole dicano.

Lo spazio dato agli altri attori è insolitamente ampio (abitualmente, nelle altre rappresentazioni, Enrico IV è quasi sempre in scena ed è tutto accentrato su di lui) e così apprezziamo ognuno dei “fidi consiglieri” nella loro singola personalità. Grande prova anche dell’antagonista diretto Tito Belcredi che indossa la figura del Barone ma che Enrico IV si ostina ad identificare come Pietro Damiani, l’attore è Giorgio Lanza. E così le altre figure di questo drammone classico, sempre attuale e sempre ricco di sorprese, sono bene inserite in una regia tradizionale ma diversa e nuova, sia per la ricerca spaziale entro cui si muovono e sia per le scenografie coerenti con lo spirito registico. Il tutto è ospitato in uno dei più bei teatri di Torino, il Carignano, da poco restaurato. Il pubblico non troppo numeroso, ha applaudito convinto.

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PRODUZIONE Teatro de Gli Incamminati – CTB Teatro Stabile di Brescia

TESTO DI Luigi Pirandello

REGIA Franco Branciaroli

SCENE E COSTUMI Margherita Palli

LUCI Gigi Saccomandi

INTERPRETI Franco Branciaroli, Viola Pornaro, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Valentina Violo, Giovanni Battista StortiSebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Mattia Sartoni

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