La borghesia araba in “The last supper” di Ahmed El Attar

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fotoDue appuntamenti imperdibili per approfondire gli eventi e in generale la cultura araba, così drammaticamente vicina a noi a causa degli attacchi terroristici degli ultimi tempi e allo stesso tempo lontana perché si tende purtroppo a far di tutta l’erba un fascio allontanandoci da un mondo misconosciuto ai più.

ERT promuove due spettacoli in lingua araba con sovratitoli italiani del regista, traduttore, attore e drammaturgo Ahmed El Attar: un monologo autobiografico di cui è anche interprete a Modena dal titolo L’importanza di essere arabo e The last supper, spettacolo andato in scena all’Arena del sole di Bologna.

Coprodotto da Orient Productions, The temple indipendent theatre company, Tamasi Collective e con il sostegno di Studio Emmad Eddin Foundation e Swedish International Development Agency, The last supper rappresenta un’occasione per riflettere su temi cari al drammaturgo che in patria viene definito un “agitatore”. Tra i più apprezzati in tutta Europa (Avignone, Parigi, Londra) Ahmed El Attar è promotore e direttore artistico di numerose iniziative culturali a il Cairo, la sua città. Nel 2005 viene annoverato dall’edizione araba del Newsweek tra le 42 personalità più influenti del mondo arabo.

The last supper porta in scena situazioni quotidiane e se vogliamo anche banali di nove componenti di una famiglia borghese del Cairo prima dello scoppio della Primavera araba.

Già nelle scene di Hussein Baydoun è possibile un rimando simbolico all’ultima cena cristiana: i personaggi prendono posto di volta in volta ad un tavolo trasparente sistemato frontalmente al pubblico in modo tale che tutte le pose stereotipate, gli sguardi e i gesti di ogni componente del nucleo siano ben visibili in una sorta di osservatorio sociale in cui spicca tutta la loro quotidiana frivolezza, facendo palese ironia della borghesia che manifesta continuamente l’ossessione per il denaro, l’apparenza e il disprezzo nei confronti del popolo di una nazione dai problemi economici, culturali e politici evidenti.

Due temi sono stati al centro del mio lavoro nel corso degli anni: uno è la famiglia e le sue strutture di potere interne e l’altro è il rapporto di interdipendenza tra padrone e servo. Entrambi riflettono le più ampie dinamiche presenti all’interno della società così come la sua perpetua crisi nascosta”, queste le parole del regista che esplicano esattamente cosa ci si trova davanti andando a vedere questo spettacolo.

Il finale è aperto, viene lasciato un ampio margine di interpretazione sulla sorte della cena, che il regista vorrebbe fosse l’ultima proprio per evitare che situazioni simili si ripetano.

Tra gli interpreti di The last supper alcuni volti noti del cinema e della televisione araba come Sayed Ragab (star delle soap opera egiziane e diffuse in tutto il mondo arabo), Boutros Boutros-Ghali, Ramsi Lehner, Nanda Mohammad (attrice siriana), e ancora Ahmed e Mona Farag, Mahmoud El Haddad, Mohamed Hatem, AbdelRahman Nasser, Mona Soliman e Marwa Tharwat.

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