Rapunzel il Musical

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Immagina, tu puoi!

Un foglio bianco, la penna e dentro, viva più che mai, la magia di ‘Rapunzel’. Mille emozioni da descrivere. Da dove cominciare? Forse da quel ‘C’era una volta…’ che dà il via, come tutte le fiabe che si rispettino, anche a questo musical tutto italiano diretto da Maurizio Colombi e approdato al Politeama Genovese per entusiasmare fino a domenica 17 gennaio anche la città della Lanterna; del resto già file e file di spettatori rapiti dai suoi performer straordinari si sono dati appuntamento a partire da metà dicembre ai botteghini del Teatro degli Arcimboldi di Milano e, la scorsa stagione, al Brancaccio di Roma. Sto già esagerando con gli elogi dite? Forse avete ragione. Allora comincerò da chi lavora dietro le quinte, visto che nelle storie incantate le cose hanno la licenza di seguire un percorso diverso dal solito.

Ecco allora i testi e le liriche originali, ad esempio, che riscrivono in chiave moderna e adattano maggiormente al pubblico italiano ciò che narrano i Fratelli Grimm fino a… ‘genovesizzare’ il racconto portato in scena in un teatro che conferma la sua acustica sempre perfetta. Il tutto firmato Giulio Nannini, Alessandro Procacci, Davide Magnabosco e Paolo Barillari. E poi che dire delle scenografie imponenti di Alessandro Chiti, i costumi di Francesca Grossi, le coreografie di Rita Pivano e gli effetti speciali targati Erix Logan? Lo so, sto ricominciando con gli elogi, ma vi assicuro che troppi complimenti non sono mai stati ‘nelle mie corde’. D’altra parte, bastano pochi istanti e la magia che ha origine dalla lunghissima treccia bionda della principessa Rapunzel (Alessandra Ferrari) si diffonde in platea, raggiunge la galleria trasportata dalle lanterne lanciate in aria da palazzo e… in un batter d’occhio… ‘immagina, tu puoi!’.

Sarà forse frutto di questa magia dunque, ma sul palco del Politeama Genovese tutti i protagonisti si rivelano interpreti più che capaci e meritevoli nei panni dei loro personaggi dalle mille sfaccettature: il ladruncolo Phil (Giulio Corso) romantico e scanzonato, gli esilaranti fiori Rosa e Spina (Alessandra Ruina e Martina Gabrielli perfette nel loro sincronismo) e ancora Mattia Inverni, il prezioso Segugio dal linguaggio improbabile, senza dimenticare la talentuosa Alessia Imperatore nel ruolo di Rapunzel bambina.

Ho tralasciato qualcuno? Eh sì, Lorella Cuccarini, chiamata a dar vita alla perfida matrigna Madre Gothel, colei che tiene in mano le redini di tutta la narrazione. Già, cosa sottolineare della ‘cattiva’ Lorella, ora che ho finito i superlativi che avevo a disposizione? Beh, cari amici, mi limito a confidarvi che così realmente versatile all’interno di uno stesso spettacolo non l’avevo davvero ancora vista. Del resto a parlare per lei sono i trent’anni di carriera che ha festeggiato proprio nel 2015 e lo conferma il fatto che, quando in sala si fa buio e gli effetti speciali annunciano il suo nome tra i protagonisti, parte già spontaneamente un, seppur timido, applauso. E dire che accanto a me c’è chi commenta: ‘Ma non ha ancora fatto niente’!

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