Rumori fuori scena

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fotoRumori fuori scena, traduzione italiana di Noises Off di Micheal Frayn, è al suo trentaduesimo anno di repliche. Fu Attilio Corsini (scomparso nel 2008) che volle metterla in scena per la prima volta nel lontano 1983, seppur con qualche titubanza: «non funzionerà mai qui da noi, è humour inglese», disse.

Rumori, come viene amichevolmente chiamata la commedia dalla compagnia Attori&Tecnici e dal pubblico affezionato che torna a rivederla ogni volta che può, torna sul palco del teatro Vittoria. L’adattamento è sempre quello scelto da Corsini, come la traduzione è di Filippo Ottoni e la scenografia, composta da numerose porte che si aprono e si chiudono continuamente e da una scala sgangherata, è ancora quella di Bruno Garofalo. Persino Viviana Toniolo, interpreta il personaggio di Mrs. Clackett sin dal 1983, tanto da guadagnarsi l’applauso affettuoso del pubblico al suo ingresso.

Rumori fuori scena racconta la storia di una compagnia di teatro, impegnata nell’allestimento di una commedia: Niente addosso. E appartiene certamente al genere del meta-teatro.

Lo spettacolo si divide in tre atti. Nel primo assistiamo alle prove generali della compagnia dirette dal povero regista che deve mediare tra le più disparate richieste degli attori. C’è la povera attrice smemorata il cui unico cruccio è quello di lasciare o meno il piatto di sardine in scene; quella che, invece, si esprime soltanto con le battute del copione; c’è chi, oltre al personaggio, interpreta il primo attore e pretende di aver sempre ragione; il commediante che chiede continuamente la motivazione di ogni azione; e il vecchio attore, sordo e ubriacone. Infine, l’assistente alla regia, innamorata del regista, e il macchinista completano lo staff. La caratterizzazione estrema dei personaggi fino a farli diventare stereotipi, il ritmo incalzante, le gags, gli equivoci divertono fragorosamente il pubblico e li coinvolge.

La partecipazione della platea è palpabile soprattutto nel secondo atto, quando, cambiate le scene, ci ritroviamo dietro le quinte, luogo sacro del teatro e proibito per ogni spettatore. Le gelosie, i dispetti riportano nuovamente tutto nel caos, ma lo spettacolo deve continuare. Ecco che allora i litigi, le ripicche, le corse a perdifiato nei camerini si svolgono sottovoce, come in un film muto di Stanlio e Ollio. Anche il pubblico, sempre più divertito, ride di gusto, ma sottovoce, rispettoso dello spettacolo che sta andando in scena, aldilà delle quinte.

Nel terzo atto, infine, torniamo davanti al palco, ma la scenografia appare vistosamente rovinata. La tournée della compagnia continua, così come continuano i dissapori, le invidie e le risse. Ormai tutto è alla deriva, le sardine scivolano dal piatto e il sipario tronca bruscamente l’ultima battuta.

Noises Off, è stata definita da molti una commedia perfetta. Gioca sulla misera natura dell’essere umano, e ancor di più dell’attore con le sue contraddizioni. Il gioco del teatro nel teatro, poi, è di immediato effetto comico.

La regia, pur essendo “datata” risulta ancora incredibilmente comica e moderna. Gli attori, nonostante conoscano bene quanto il testo di Frayn funzioni, non si sprecano e corrono come matti per la scena, salgono su e giù dalle scale, recitano e si muovono con ritmo incalzante in un crescendo costante, divertendo e divertendosi.

Rumori fuori scena, dunque, celebra il teatro nel modo migliore: prendendolo in giro. «Portare le sardine dentro, portare le sardine fuori… È la farsa. È il teatro. È la vita!».

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di Micheal Freyne

traduzione di Filippo Ottoni

con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Marco Simeoli, Claudia Crisafio, Sebastiano Colla

regia Attilio Corsini

musiche Arturo Annecchino
scene Bruno Garofalo

 

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