Scende giù per Toledo

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Foto di Alessandro Cecchi
Foto di Alessandro Cecchi

di Giuseppe Patroni Griffi
con e regia di Arturo Cirillo
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
musiche originali Francesco De Melis
luci Mauro Marasà
regista assistente Roberto Capasso

direttore di produzione Marta Morico
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo

MARCHE TEATRO e Tieffe Teatro Milano

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Scritto nel 1975 da Giuseppe Patroni Griffi, Scende giù per Toledo è un romanzo che racconta la vita, triste e divertente al tempo stesso, di Rosalinda Sprint, travestito napoletano alla continua ricerca di amore. A portarlo in scena è Arturo Cirillo, uno dei più interessanti attori e registi italiani.

Questa è la storia di un travestito che “scende” di corsa giù da Toledo perché è in ritardo – ha perso troppo tempo a farsi biondo con la Camomilla Schulz di cui si decantano le meraviglie – all’appuntamento con un sarto che si vergogna di riceverlo in casa, dove deve provare un cappotto con un grande collo alla Maria Stuarda che vuole rigido e non floscio e dunque sostenuto da stecche di balena.

Rosalinda Sprint è un femminiello, come si dice a Napoli, che fuggito di casa, va a vivere a Montecalvario e fa la vita di strada lavorando anche nelle camere a ore di Marlene Dietrich, esosa ma umana maitresse di una casa d’appuntamenti di basso rango.

Rosalinda, con i tacchi a spillo e un corpetto azzurro luccicante di paillettes e una minigonna inguinale,vive in una stanza dove troneggia un letto ovale cosparso di cuscini, di fronte a un paravento rossastro, con la sua vita colorita e scandalosa è l’emblema del mondo dei travestiti napoletani.

La fisicità di Cirillo dà vita e carne a Rosalinda, il suo corpo sottile, la tensione dei muscoli e la leggerezza dei movimenti trasmettono esattamente la voglia di leggerezza del personaggio. La quotidianità fatta di violenze e sconfitte è superata con apparente superficialità, è nascosta dietro le appariscenti vesti, perché Rosalinda vuole vivere libera, vuole l’amore e la felicità.

In un flusso di parole inarrestabili, completamente mobili tra la prima e la terza persona, tra la voce registrata e quella dal vivo, la scrittura di Patroni Griffi emerge, grazie allo straordinario interprete, nella sua piena musicalità partenopea. Cirillo dà voce a tutti i personaggi: gli basta una vestaglia per trasformarsi in Marlene Dietrich e una collana per raccontarci della Baronessa “spiaggiata”.

Con un linguaggio fatto di poeticità visionaria e di un realismo  acceso e grottesco che lascia senza fiato, Scende giù per Toledo è certamente uno spettacolo scomodo, crudo, allo stesso tempo ironico. L’approccio emotivo e critico, lo scandaglio intellettuale e lo slancio passionale con cui Cirillo interpreta e restituisce Rosalinda è il compimento di un processo creativo e artistico che arricchisce non solo il pubblico ma l’arte e il teatro stesso.

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