“Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, 200 anni di storia e tradizione al Teatro dell’Opera di Roma

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Foto di Yasuko Kageyama-Opera di Roma2015-16
Foto di Yasuko Kageyama-Opera di Roma2015-16

Inaugurato con la Cenerentola secondo Emma Dante, il progetto Rossini a Roma 200 anni entra nel vivo e prosegue con Il barbiere di Siviglia con la regia di Davide Livermore che debutta al Costanzi giovedì 11 febbraio (ore 20) e grazie alla partnership con Rai Cultura, sarà trasmesso in diretta su Rai 5.

Realizzato in occasione del bicentenario della composizione, questo nuovo allestimento commissionato dal Costanzi si propone come una rassegna stratificata dei “Barbieri” che racconta 200 anni di storia e di tradizione per celebrare degnamente l’opera buffa di Rossini che debuttò il 20 febbraio del 1816 al Teatro Argentina di Roma.

Nella mia carriera ho diretto il Barbiere con grandi cast e grandi registi, ma è sempre necessario rinnovare. Questo Barbiere è totalmente nuovo: abbiamo cercato un po’ di eliminare le libertà acquisite nel corso degli anni, ma mantenendo la tradizione” spiega il Maestro Donato Renzetti che torna sul podio, dall’11 al 21 febbraio, alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera, impegnato in un lavoro di “pulizia” della partitura, ma nel rispetto della tradizione.

Questa nuova produzione del Barbiere di Siviglia che cade in occasione del bicentenario dell’opera di Rossini raccoglie 200 anni di storia di allestimenti e di storia che ha accompagnato il Barbiere nel corso degli anni – spiega Carlo Fuortes, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma – È un omaggio alla commedia dell’arte e ai registi che hanno lavorato al Barbiere nel corso degli anni: l’opera buffa di Rossini fa ridere, ma non dobbiamo aver paura di ridere. Questo nuovo allestimento sarà nel totale rispetto della musica anche se arricchito da video e proiezioni”.

La nuova produzione è stata affidata all’artista-regista Davide Livermore, già apprezzato dal pubblico per la sua Bohème impressionista in scena alle Terme di Caracalla: la sua idea di partenza è stata quella dell’omaggio storico proponendo la celebre opera di Rossini e la sua evoluzione nel corso degli anni, ma senza stravolgerla o cedere a inutili provocazioni.

Non mi appartengono le riletture registiche provocatorie: i miei spettacoli al massimo possono essere stati considerati audaci, ma mai provocatori – esordisce Livermore – Quando l’Opera mi ha commissionato un nuovo allestimento del Barbiere pere celebrarne il bicentenario confesso che all’inizio mi sono un po’ spaventato: come artista e musicista avverto la portata storica dell’evento, ma mi faccio carico di una responsabilità meravigliosa: mi sono reso conto che ogni volta che metto in scena qualcosa si tratta sempre a suo modo di un centenario. Noi proporremo in scena 200 anni di Barbiere: insieme allo staff, con i costumi di Gianluca Falaschi, le illustrazioni di Francesco Calcagnini, i video di D-Wok e gli effetti magici del Mago Alexander, ho voluto inserirmi nel solco di una stratificazione che ha creato una vera e propria tradizione. Proporre 200 anni di Barbiere equivale a dire che la nostra produzione comincerà nel 1816 e terminerà nel 2016 configurandosi come un omaggio e un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato nel Barbiere nel corso di questi anni”.

In scena dunque, un percorso storico lungo 200 anni che consente di giocare con una certa libertà sui contrasti anche attraverso scene e costumi diversi, fra la tradizione e la forza eversiva del libretto, ma senza alterare mai i rapporti fra i personaggi.

Fare opera lirica significa fare un atto di memoria storica eccezionale: l’opera lirica è la summa di tutte le arti, è arte pura. Il nostro Barbiere sarà un caleidoscopio visivo – prosegue Livermore, molto restìo a fornire note di regia – Noi vogliamo raccontare il rapporto fra Rossini e Beaumarchais concretizzandolo in scena. Non ci saranno solamente effetti visivi, ma lasceremo inalterati i rapporti fra i personaggi e la drammaturgia del libretto interamente rispettato. Ho voluto ritrovare nel testo la forza eversiva di Beaumarchais e la condizione originale di un testo scomodo e ho cercato di condensare in un solo spettacolo una rassegna qualificata dei Barbieri degli ultimi 200 anni da quelli rococò a quelli neoclassici dai biedermeier agli scapigliati dai surrealisti a quelli dell’avanguardia. Per collegare i vari episodi dei Barbieri possibili tuttavia, avevo bisogno di un fil rouge, un ritornello visivo e così ho pensato a un Topo che rappresenta la scomodità e che turba i signori e le signore e rappresenta l’essenza stessa dell’arte difficile del comico”.

Nel corso delle 8 recite si alternano due validissimi cast rossiniani in cui figurano specialisti del repertorio, ma anche artisti che debuttano per la prima volta al Costanzi. Si alterneranno nei due cast Chiara Amarù e Teresa Iervolino (14, 17, 21) nel ruolo di Rosina, Edgardo Rocha e Merto Sungu (14, 17, 21) nel ruolo del Conte d’Almaviva, Florian Sempey e Julian Kim (14, 17, 21) che interpretano Figaro. Don Basilio sarà interpretato da Ildebrando D’Arcangelo e Mikhail Korobeinikov (14, 17, 18, 21), Simone Del Savio e Omar Montanari (14, 17) si alterneranno nel ruolo di Don Bartolo, Vincenzo Nizzardo sarà Fiorello, Eleonora de la Peña interpreterà Berta, l’attore Sax Nicosia sarà Ambrogio. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma sarà diretto dal maestro Roberto Gabbiani.

Il Barbiere di Siviglia si inserisce nel progetto Rossini a Roma 200 anni che celebra il bicentenario dell’opera buffa di Rossini e che include anche la Cenerentola di Emma Dante (che tornerà per due repliche, il 12 e il 19 febbraio e sarà trasmessa giovedì 18 alle ore 21.15 su Rai 5), la ripresa del Barbiere di Siviglia con la regia di Lorenzo Mariani che torna alle Terme di Caracalla dal 16 luglio al 10 agosto e che include anche Figaro! Opera Camion, progetto in collaborazione con il Massimo di Palermo che tocca le piazze della Capitale con la regia e lo spazio scenico di Fabio Cherstich, la scenografia e i video di Gianluigi Toccafondo.

Per entrare nel vivo dell’opera, domenica 7 febbraio, ore 11, al Teatro Nazionale appuntamento con il maestro Giovanni Bietti con Lezione di Opera, Il barbiere di Siviglia – Largo al factotum (8 euro il prezzo del biglietto. Dopo l’anteprima giovani di mercoledì 10 febbraio (ore 19) dedicata agli under 26, il Barbiere debutta giovedì 11 febbraio (ore 20) in diretta su Rai5 e sarà replicato sabato 13 (ore 18), domenica 14 (ore 16.30), martedì 16 (ore 20), mercoledì 17 (ore 20), giovedì 18 (ore 20), sabato 20 (ore 18), domenica 21 (ore 16.30). Tutti i dettagli su www.operaroma.it

1 COMMENT

  1. L’opera non mi è piaciuta per niente. Si, sono un po’ conservatore, e sicuramente non sarebbe piaciuta nemmeno al grande Rossini. in questi ultimi tempi l’opera sta subendo una metamorfosi in luci, costumi, ambientazioni e quant’altro. Il maestro Donato Renzetti mi sembrava distante dalla direzione. Si è scelto all’inizio di far vedere il ratto e non l’orchestra e il direttore impegnati nella magistrale ouverture. I visi degli interpreti che sembravano ad ok per una festa di carnevale. Ad un certo punto ho preferito chiudere la TV

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