Licia Maglietta in “Amati enigmi”

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fotoda Clotilde Marghieri

con Licia Maglietta

e con Tiziano Palladino al mandolino

regia di Licia Maglietta

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Torna l’appuntamento con La Bellezza, fil rouge della suggestiva stagione dello Spazio Teatro NO’HMA che, nelle sere del 24 e 25 febbraio, vedrà sul proprio palco la straordinaria Licia Maglietta con AMATI ENIGMI, spettacolo di cui l’attrice è protagonista e regista.

Amati Enigmi vorrebbe significare questo rivivere per intendere. Amati Enigmi sono quasi tutti gli esseri che abbiamo incontrati, conosciuti, disconosciuti, e tali restano finché, forse nel ripensarli e interrogarli, a passioni spente (dato che queste davvero si spengano mai del tutto) qualche cosa ci rivelano di loro, rivelando meglio anche a noi stessi”.

E alla raggiante promessa di Simone de Beaviour, alla sua pacificata contemplazione che Clotilde Marghieri pensa. La grande Simone aveva capito che “oltre la soglia dove il corpo avvizzisce e il volto gioca tiri crudeli”, c’è la possibilità di “interpretare il disegno e scoprire il significato del proprio destino. Che è il modo, il solo grande modo di sublimare le proprie avventure e disavventure, dolori e sconfitte, in conoscenza.

Durante la notte di un imprecisato Capodanno, una donna che si firma Clotilde indirizza una lettera a un misterioso interlocutore, Jacques. Clotilde incrocia tempo lontano con vicino, il ricordo non evoca nostalgia piuttosto illumina con l’intelligenza “il significato” che quel tempo proietta sull’oggi.

Ma qual’è la mia vera età di oggi, se le contiene tutte, nessuna consumata, nessuna maturata, tanto che non riesco a seguire il trapasso dall’una all’altra?” Ma nella scena finale Clotilde distrugge i suoi quaderni, si congeda.

La vita sta dentro “il pensiero che brilla”. Per quella “fiamma antica” la vecchiaia non esiste, non è mai esistita.

Ognuna di noi ha la sua commedia già fatta e quando ci incontriamo in un luogo neutro cerchiamo di fare la nostra nuova commedia, ma fatta di pause più che di azione. E’ proprio questa commedia che io non so più recitare, ne esco ogni volta mortificata, frustrata, avvilita. Ricerco avidamente un colloquio più coraggioso, più intimo. Una goccia d’acqua che ci diciamo, rispetto al mare dell’indicibile.”

E proprio nelle ultime righe del libro mi è balenato all’improvviso, ancora una volta, quel buio, denso di silenzi da una parte e di parole dall’altro, di ascolti dove il tempo si sospende in un nuovo tempo.

Parola, silenzio e musica in forme che mantengono, ciascuna di esse, una loro propria donazione di senso. Gli ultimi versi sono proprio quel dialogo e quell’antico amato enigma del Teatro tra attore e spettatore.

Forse io avevo parlato troppo e Lei aveva troppo taciuto dandomi un senso di vuoto. Ma io oramai La conosco e dovrei accettare questo suo astrarsi e ritirarsi dietro la maschera del silenzio che mentisce meno delle parole inadeguate. Dopo tutto anche se qualche volta m’incupiscono, io amo i suoi Silenzi. Ci sento un infinito rispetto per la Parola; e da Lei l’aspetto sempre.”

Licia Maglietta

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Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Per prenotazioni: 02.45485085/02.26688369 – nohma@nohma.it

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Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Via Andrea Orcagna, 2 – 20131 Milano

1 COMMENT

  1. Buongiorno. Perdonatemi se scrivo un commento che nulla ha a vedere con l’argomento, ma riguarda Licia Maglietta. Ieri aprendo una cartella nel notebook, ho trovato un film che non avevo visto: “Pane e tulipani”. Dalla prima inquadratura mi sono innamorato della Signora Maglietta: attrice stupenda e bellissima donna, con quelle sue espressioni malinconiche, ma dal sorriso dolcissimo. Leggendo la sua biografia penso che Licia Maglietta sia nella realtà molto simile al personaggio interpretato nel film di Soldini che Le è valso il David. L’avessi conosciuta da giovane (sono del 1953) le avrei chiesto di sposarmi dopo 10 minuti. Scusate ancora l’intrusione: mi fareste un grande piacere facendo avere queste righe alla Signora. A.Z. Gallo

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