Io Mamet e tu

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Foto di Janet Johnson
Foto di Janet Johnson

Testi del grande commediografo americano David Mamet

Traduzioni di Luca Barbareschi

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China Doll – Sotto scacco

con Eros Pagni

Roberto Caccioppoli

Regia di Alessandro D’Alatri

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Americani – Glengarry Glen Ross

con (in ordine di apparizione) Sergio Rubini, Gian Marco Tognazzi, Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi

direzione artistica Luca Barbareschi

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American Buffalo

Con Marco D’Amore

Vincenzo Nemolato, Tonino Taiuti

regia di Marco D’Amore

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Parte con tre spettacoli in prima assoluta ‘Io Mamet e tu’ l’omaggio che il Teatro Eliseo dedica a David Mamet, uno dei più grandi commediografi americani dal secondo dopoguerra ad oggi.

Il primo appuntamento è dal 5 al 24 aprile con China Doll – Sotto scacco, l’ultima attesissima creazione scritta da Mamet per Al Pacino e appena andata in scena a Broadway. In autunno, subito dopo la pausa estiva, andranno in scena contemporaneamente nelle due sale Americani Glengarry Glen Ross dal 27 settembre al 30 ottobre e American Buffalo dal 28 settembre al 23 ottobre. Due storie di inganni, due opere di grande successo che, a distanza rispettivamente di trenta e quarant’anni, riflettono con lucidità i conflitti che caratterizzano la società moderna.

Vincitore del Premio Pulitzer per il teatro nel 1984 per Glengarry Glen Ross, due volte candidato all’Oscar per la sceneggiatura dei film Il verdetto e Sesso & potere, Mamet ha firmato diversi capolavori di Hollywood tra cui Il postino suona sempre due volte e Gli intoccabili.

Mamet è come il jazz – spiega Luca Barbareschi da sempre promotore e divulgatore in Italia del drammaturgo statunitense – Quando ho iniziato a tradurlo per me è stato difficilissimo. I testi sono composti da una serie di botta e risposta molto rapidi, puntini sospensivi e una quantità incredibile di pause. Ho provato con gli attori a trovare significati là dove sembrava esserci il vuoto. Concentrando le nostre energie sul non detto, ben presto abbiamo scoperto che il segreto della scrittura di Mamet è in quello che non è scritto. È il sottotesto che deve emergere. Tra una pausa e una mezza pausa c’è tutta la sua poetica e quando le unisci alla fine diventano musica. È come ascoltare un disco di Miles Davis.

Con Miller, Mamet può essere considerato il capostipite della drammaturgia mondiale. La prima volta che mi sono imbattuto nella sua scrittura era il 1975, durante i miei primi anni newyorkesi – prosegue Barbareschi – Con lui ho trovato subito un’affinità culturale, forse anche per la matrice ebraica, fortissima nella sua scrittura adamantina, e per quell’antidogmatismo e quell’acuta analisi caratterizzata dall’apparente assenza di testo e da un largo uso di quello che viene chiamato ‘dialogo spezzato’. La sua forza è nel non dare risposte alle domande, ma semmai nel rispondere a una domanda con un’altra domanda. Non è un caso che Mamet sia stato apprezzato prima dal pubblico europeo, primo fra tutti Harold Pinter, e poi da quello americano.

Il progetto IO MAMET E TU al Teatro Eliseo prevede una continuità negli anni: Sono molti i testi inediti in Italia che contengono le chiavi per leggere il nostro tempo. I testi che presentiamo in questa prima fase sono tre commedie indicative della poetica del nostro autore, conclude il direttore artistico.

China Doll – Sotto scacco – Pièce diretta da Alessandro D’Alatri, dedicata al mondo della politica e della finanza, agli intrighi, alle alleanze e alle strategie che un uomo di potere mette in atto e dai cui complessi ingranaggi rischia di rimanere schiacciato. Di questa versione contemporanea di Re Lear sarà interprete Eros Pagni, uno tra i più grandi protagonisti della scena italiana. Attore, doppiatore, maschera teatrale dal piglio severo, nel cinema è stato diretto da Laudadio, Risi, Comencini, Monicelli, Loy, Magni e Scola, con cui ha vinto insieme a Vittorio Gassman il Nastro D’Argento nel 1998 per il film La cena. In China Doll Pagni condivide il palco del Teatro Eliseo con Roberto Caccioppoli nel ruolo del giovane assistente Carson.

Americani Glengarry Glen Ross – È il più bel testo sulla crisi dei valori economici. Là dove la speculazione finanziaria vince sull’uomo contano solo i risultati. Una feroce rappresentazione del mondo degli affari americano, dalla quale lo stesso Mamet ha tratto la sceneggiatura per il film Americani con Al Pacino, Jack Lemmon, Alec Baldwin e Kevin Spacey. In scena un cast d’eccezione: Sergio Rubini, Gian Marco Tognazzi, Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi. La direzione artistica è di Luca Barbareschi.

American Buffalo – Attualissima commedia sul degrado sociale, la sindrome dell’escluso, l’inganno, il raggiro, il plagio esercitati nelle forme più subdole. Tragedia del nostro secolo che nasce nelle periferie urbane, metafora della miseria morale. Marco D’Amore, portato al successo dalla serie televisiva Gomorra e da film come Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, diretto in teatro da Tony Servillo, ne è regista e interprete con Vincenzo Nemolato e Tonino Taiuti.

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DAVID MAMET

Drammaturgo, sceneggiatore, regista, produttore cinematografico, David Mamet è uno degli autori più prolifici e famosi nel mondo. Ha al suo attivo trentatré film (di undici dei quali è stato anche regista), trentaquattro opere teatrali, quattro fiction per la televisione, ventuno saggi, due raccolte di poesie, cinque libri per bambini, undici canzoni.

In Italia le opere di Mamet sono state proposte sin dai primi anni Ottanta da Luca Barbareschi, grande estimatore dell’autore americano e divulgatore da sempre di tutti, o quasi, i suoi testi. È stato infatti l’attore e regista a portare sulle scene nostrane lavori quali American Buffalo, Perversione sessuale a Chicago, Glengarry Glen Ross, Il sermone, Mercanti di bugie, Oleanna, fino a produrre Boston Marriage e China Doll.

Nato a Chicago nel 1947, Mamet ha iniziato la sua carriera nel teatro, a New York, dove ha intrapreso la sua attività di attore e regista teatrale. È forse uno dei pochissimi artisti ad aver raggiunto la notorietà soprattutto a teatro e soltanto dopo nel cinema.

I primi successi arrivano nel 1976 con tre opere teatrali Off Brodway: The Duck Variations, Sexual Perversity in Chicago e American Buffalo (da cui poi trarrà la sceneggiatura dell’omonimo film di Michael Corrente del 1996 con Dustin Hoffman e Dennis Franz), ma il primo grande riconoscimento lo ottiene con la pièce Glengarry Glen Ross.

Il debutto sul grande schermo arriva nel 1981 con Il postino suona sempre due volte, portato sullo schermo da Bob Rafelson e interpretato da Jack Nicholson e Jessica Lange, e l’anno seguente con Il verdetto interpretato da Paul Newman e candidato agli Oscar per la migliore sceneggiatura. Il 1987 è l’anno dello spettacolare Gli intoccabili di Brian De Palma; nel 1994 scrive Vanya sulla 42° strada e dirige Oleanna, tratto dal suo omonimo testo teatrale sul rapporto “malato” tra un professore e una sua allieva. Del 1997 la seconda candidatura agli Oscar per la pellicola Sesso & potere. Questo per citare la produzione cinematografica e teatrale più importante, a cui va aggiunta la sua attività di insegnante al Goddard College, allo Yale Drama School, alla New York University, alla Columbia University e all’Atlantic Theater Company, della quale è membro fondatore.

Mamet descrive una società regolata dalla menzogna, dal rancore e dall’istinto di sopraffazione, in un contesto di rapporti difficili e complicati tra persone spesso odiose e imperfette. La sua variegata produzione è caratterizzata da dialoghi fedeli al gergo della strada che costituiscono la vera cifra della sua espressione artistica, ciò con cui riesce a costruire e smontare le storie.

 

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