Modigliani, l’arte come sofferenza al Teatro Quirino di Roma

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Foto di Marina Alessi
Foto di Marina Alessi

La vita e l’opera di Amedeo Modigliani rivivono in Modigliani, spettacolo scritto e diretto da Angelo Longoni che debutta martedì 8 marzo al Teatro Quirino di Roma. A interpretare il più importante artista italiano del Novecento sarà Marco Bocci, popolare volto televisivo e cinematografico che si è gettato anima e corpo alla scoperta di Modigliani.

Raccontare la vita di un uomo realmente vissuto è già di per sé difficile, ma raccontare la vita di Modigliani è stato estremamente complesso – spiega Marco Bocci Mi sono immediatamente innamorato del copione di Angelo che ha voluto raccontare con taglio cinematografico la vita e l’arte di Modigliani attraverso le sue donne di Parigi”.

Spettacolo dal ritmo intenso e serrato, Modigliani vuol raccontare la storia personale di un grande artista e la vivacità intellettuale della Bohéme di Parigi, attraverso lo sguardo di quattro donne molto diverse fra loro, ma estremamente importanti per la vita del pittore livornese.

Kiki de Montparnasse, interpretata da Giulia Carpaneto, celebre prostituta e modella, introduce Modigliani nell’ambiente artistico parigino introducendolo in un mondo nuovo e sconosciuto per il giovane livornese fra arte e perdizione, fra hashish, oppio e assenzio.

Anna Achmatova, interpretata da Vera Dragone, è una poetessa russa, bellissima, impegnata politicamente con cui Modigliani instaura una relazione non solo passionale e carnale, ma fortemente intellettuale salvo poi ricadere nel vizio una volta che lei deciderà di lasciarlo per dedicarsi alla sua arte.

Romina Mondello interpreta Beatrice Hastings, donna bella, ricca, colta femminista e progressista che spinge Modigliani alla pittura in una relazione turbolenta fra due anime incompatibili.

La mia scommessa è stata quella di regalare vivacità al personaggio, unendo la personalità di una donna con la freschezza di una ragazzina” racconta Claudia Potenza che interpreta la giovane Jeanne Hébuterne, che incarna il vero amore di Modigliani spingendolo a migliorare come uomo e come artista, suicidandosi il giorno dopo la morte dell’artista già malato.

Modigliani d’altra parte racconta un’epoca e un artista, ma anche grandi storie d’amore: quella di Modigliani per la sua arte vissuta come sofferenza, ma anche le relazioni amorose vissute con quattro donne molto diverse.

Modigliani è stato un progetto di lunga e difficile gestazione nato oltre due anni fa. Ho scelto di raccontare la storia di Amedeo Modigliani attraverso il suo universo femminile, fatto di corpi e colli lunghi, e attraverso quattro donne in particolare che lo hanno accompagnato nel suo periodo parigino fino al 1920 quando la città viveva u grandioso fermento di avanguardie artistiche popolare dai più importanti personaggi della cultura dell’epoca  racconta Angelo Longoni parlando del testo e della sua genesi Ho voluto raccontare Modigliani e il suo rapporto con l’arte, il suo soffrire per l’arte. Di fatto Modigliani è stato un artista un po’ sfortunato e incompreso”.

Non portiamo in scena solo l’aspetto maledetto di Modigliani, anzi è esattamente il contrario ribadisce Bocci raccontiamo l’evoluzione di Modigliani che da Livorno arriva a Parigi “pulito” con l’intenzione di fare l’artista e che sarò poi sedotto, ammaliato e corrotto dalla Parigi di Kiki. L’anima nera di Modigliani è rappresentata dalla sua autodistruzione che deriva dal fatto che la sua arte, e dunque sé stesso, non vengono riconosciute”.

A far da colonna sonora dello spettacolo che racconta la vivacità degli artisti dei quartieri parigini di Montmartre e Montparnasse fra Libertà – Bellezza – Verità – Amore, saranno le note di Ryuichi Sakamoto scelto dal regista per la capacità di emozionare attraverso il legame con le immagini.

Dopo la tournée che ha toccato con successo molte città italiane, Modigliani va in scena al Quirino dall’8 al 20 marzo. Tutte le informazioni su www.teatroquirino.it.

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