Nduccio in “Con tutto l’Abruzzo che posso”

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fotoSi ha come l’impressione che in sala lo conoscano un po’ tutti. E forse è così. Abruzzesi doc, in trasferta o residenti a Roma da tanti anni, si sono dati appuntamento alla Prima romana del comico del Medio Adriatico più amato di tutti i tempi, che ha fatto 4 volte il giro del mondo invitato dagli emigranti, ma che raramente varca l’Appennino per spettacoli romani. Nella serata del debutto è nutrito il gruppo di tassisti del 3570, categoria notoriamente abruzzese dalla fine dell’‘800, ma anche di politici e fan di tutte le età nell’accogliente parterre del Salone Margherita. Con tutto l’Abruzzo che posso! porta in scena i cavalli di battaglia di Nduccio, alias Germano D’Aurelio, quelle storie tratte dal vissuto familiare raccontate con schiettezza popolare e un innato senso dell’umorismo.

Il nonno, il parroco del paese (Don Dolío!), il barbiere e tanti altri personaggi di svariata umanità sono i protagonisti di racconti di vita autentica, scene di paese, che chi vive in una grande città come Roma non ha più modo di vedere. In una terra collocata tra il mare e la montagna, invece, un osservatore attento come Nduccio trae ispirazione quotidiana. Alternando parole in italiano e in un dialetto facilmente comprensibile anche da chi non è strettamente legato alla regione, Nduccio racconta le avventure di un nonno quasi ultranovantenne, amante del vino e delle belle donne, pieno di vitalità godereccia, che passa le sue giornate tra l’orto e la cantina. L’alternarsi delle stagioni offre scene di vita sempre diverse, tutte ugualmente cariche di comicità, perché… “La gente sta esaurita!” come ama ripetere Nduccio. Nel clou della serata gli spettatori si ritrovano piegati in due dalle risate e anche chi non conosce il comico si fa trascinare da un’ilarità contagiosa. Per porre omaggio alla terra di Flaiano, Silone, John Fante, Flaiano, D’Annunzio, Dean Martin, Perry Como e tanti altri, Con tutto l’Abruzzo che posso! è stato pensato come un contenitore scanzonato della cultura popolare. Quindi insieme a Nduccio si alternano sul palco il cantautore Goran Kuzminac e gli artisti Luca Ragnone, Libera Candida, Valeria Zulli, Stefano Tisi e le “Olive all’Ascolana” con canzoni e recitazioni intense ma che rubano minuti preziosi alla serata dell’ospite principale. Allora speriamo di rivederlo presto sulle scene romane con uno spettacolo interamente dedicato ai suoi racconti e alle sue canzoni.

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