Tito Ceccherini e Domenico Nordio in concerto

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Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Violino Domenica Nordio

Direttore Tito Ceccherini

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Atteso, doppio ritorno tutto italiano a laVerdi: la bacchetta del milanese Tito Ceccherini e il violino del padovano di Piove di Sacco Domenico Nordio saranno i protagonisti, insieme all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, del 10° programma della stagione sinfonica, all’insegna del tricolore. Appuntamento venerdì 11 (ore 20.00) e domenica 13 marzo (ore 16.00) all’Auditorium di Milano: doppio impegno solistico per Nordio, alle prese con il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore dell’empolese Ferruccio Busoni, composto all’età di trent’anni tra il 1896 e il 1987, e – a seguire – con il Concerto per violino e orchestra n. 1 del veneziano Francesco Malipiero, scritto nel 1932.

In apertura e chiusura di locandina, due classici del sinfonismo nazionale novecentesco: di Ottorino Respighi, ascolteremo Fontane di Roma e Pini di Roma, capolavori della cosiddetta “Trilogia romana” (con Feste romane), del compositore bolognese, scritte rispettivamente nel 1916 e 1924.

Venerdì 11, sempre in Auditorium (ore 18.00, Foyer della balconata, ingresso libero), appuntamento con la tradizionale conferenza di introduzione al programma dal titolo: “Novecento musicale italiano; relatore Francesco Marzano.

(Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it).

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Venerdì 11 e domenica 13 marzo

Auditorium di Milano, largo Mahler

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Programma

Da subito promossa dalle bacchette di Toscanini e De Sabata, la Trilogia sinfonica romana di Ottorino Respighi garantì risonanza mondiale al compositore, di per sé così legato alla tradizione italiana. Le Fontane (1914-1916) esprimono – come dichiara Respighi stesso – “sensazioni e visioni suggeritegli da quattro fontane di Roma, considerate nell’ora in cui il loro carattere è più in armonia col paesaggio circostante o in cui la loro bellezza appare meglio suggestiva a chi le contempli”. Allo stesso modo i Pini propongono un viaggio musicale per i luoghi della città, cogliendone l’essenza a partire dai caratteristici e ieratici alberi. Una traduzione di immagini in suoni, dunque, filtrata dallo spettro sensitivo del compositore, che aveva studiato tra gli altri con Rimskij-Korsakov a Pietroburgo.

Del pianista e compositore Ferruccio Busoni, italiano naturalizzato tedesco, più anziano di una generazione rispetto a Respighi, il Concerto per violino e orchestra rappresenta una delle prove più riuscite nel genere del concerto solistico. Scritto nel 1897, si distingue per la forma: i primi due movimenti sono uniti senza l’alterazione della tradizionale forma-sonata, piegata a nuove esigenze espressive.

Francesco Malipiero, appartenente come Respighi alla “Generazione dell’Ottanta”, scrisse due concerti per violino, il primo dei quali risale al 1932. Articolato in tre movimenti dal tempo contrastante, è un perfetto esempio del carattere di “orazione” che contraddistingue tutti i concerti di Malipiero, dove il virtuosismo lascia spazio al ragionato confronto tra solista e orchestra.

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Biografie

Tito Ceccherini, direttore. Artista fra i più colti e profondi dei nostri giorni, combina un grande talento comunicativo alla straordinaria lucidità delle sue interpretazioni, sorrette da una tecnica direttoriale sofisticata e brillante.

Acclamato interprete del repertorio moderno, ha approfondito l’opera dei classici del ‘900: Bartók, Debussy, Strauss, Ravel, Janáček, Schoenberg, sui cui capolavori sinfonici o teatrali torna con passione e regolarità.

Anche il suo repertorio operistico testimonia l’amore per il ‘900 (Bartók, Strauss, Puccini, Dallapiccola), oltre ad una profonda conoscenza del melodramma italiano (dai Puritani a Falstaff, con un approccio al belcanto di illuminante modernità) e un apprezzato talento nella creazione di opere nuove (Da gelo a gelo e Superflumina di Sciarrino, La Cerisaie di Fénelon al Bolshoi ed all’Opéra di Parigi, Les pigeons d’argile di Hurel a Tolosa).

Direttore di provata esperienza, ha collaborato con orchestre come la Philharmonique de Radio France, la BBC Symphony londinese, la WDR Sinfonieorchester di Colonia, la Radio Filharmonisch Orkest, laVerdi di Milano, la HR-Sinfonieorchester di Francoforte, la SWR di Stoccarda, la Deutsche Radio Philharmonie, la Tokyo Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra del Teatro La Fenice, l’Orchestra Sinfonica di Milano “G.Verdi”, l’Orchestra del Teatro San Carlo, l’Orchestre de Chambre de Genève, la OSI di Lugano, la Haydn di Bolzano, l’Orchestra della Toscana, ed ensemble rinomati come l’InterContemporain, il Klangforum Wien, Contrechamps.

Nell’agosto del 2012 ha fatto il suo debutto al Festival di Lucerna partecipando al ciclo “Pollini Perspectives” con il Klangforum Wien e i Neue Vocalsolisten. Il progetto è presentato anche a Tokyo (Suntory Hall), Parigi (Salle Pleyel), Berlino (Philharmonie) e Milano (Teatro alla Scala). Sempre nel 2012 ha inaugurato il nuovo Festspielhaus a Erl (Austria), con un’acclamata interpretazione del Castello di Barbablù di Bartók. E’ stato applaudito in teatri come il Bolshoi di Mosca (Turandot), l’Opéra National de Paris, il Capitole di Toulouse, il Grand Theatre de Geneve, il Teatro La Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, il Colón di Buenos Aires, il Nationaltheater a Mannheim.

Fra i progetti futuri, si segnala il debutto sul podio della London Philharmonia, dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, della Real Orquesta Sinfonica de Sevilla, e tornerà a dirigere l’Orchestre Philharmonique de Radio France, l’Ensemble Intercontemporain, il Klangforum Wien, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, al Teatro Colón in Buenos Aires.

In ambito lirico: ritornerà al Théâtre du Capitole di Toulouse (Il castello di Barbablù di Bartok e Il prigioniero di Dallapiccola nel 2015, Béatrice et Bénédict di Berlioz per l’inaugurazione della stagione 2016 e Il ratto dal serraglio di Mozart nel 2017), e dirigerà Don Pasquale all’Opéra di Rennes.

Le sue incisioni discografiche (realizzate per Sony, Kairos, Col legno, Stradivarius) sono state insignite di premi come lo “Choc” di Le Monde de la Musique, “Diapason d’Or” e il Midem Classical Awards.

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Domenico Nordio, violino. È uno dei musicisti più acclamati del nostro tempo. Si è esibito nelle sale più prestigiose del mondo (Carnegie Hall di New York, Salle Pleyel di Parigi, Teatro alla Scala di Milano, Barbican Center di Londra, Suntory Hall di Tokyo), con le maggiori orchestre, tra le quali London Symphony, National de France, Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Nazionale della RAI, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestra Borusan di Istanbul, l’Enescu Philharmonic, la SWR Sinfonieorchester di Stoccarda, la Moscow State Symphony e con direttori quali Flor, Steinberg, Casadesus, Luisi, Lazarev, Aykal. Le sue ultime apparizioni includono concerti alla Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo, alla Filarmonica Enescu di Bucarest, al Teatro Municipal di Rio de Janeiro, al Teatro Colon di Buenos Aires, alla Sala Tchaikovskij di Mosca e al Zorlu Center di Istanbul. Durante la stagione 2014/15 si è esibito, tra l’altro, al Concertgebouw di Amsterdam, all’International House of Music di Mosca (con Mikhail Lidsky), all’Auditorium di Milano (Bartok 2 con l’Orchestra Verdi diretta da Tito Ceccherini), alla Filarmonica di Kiev (con la Kiev Philharmonic Orchestra e Roman Kofman), nella Sala San Paolo di São Paulo (Respighi Concerto diretto da Isaac Karabtchevskij), nella Sala Nezahualcóyotl di Città del Messico, ad Ankara con la Presidential Symphony Orchestra (Respighi Concerto) e a Montevideo con la Filarmonica de Montevideo diretta da Alexandros Myrat (Schostakovich 1 al Teatro Solis). Highlight per la stagione 2015/16 includono concerti, tra gli altri, con l’Orchestra Nazionale della RAI (concerto di Casella), con la Filarmonica della Fenice di Venezia (Busoni), con la Simon Bolivar di Caracas, la Filarmonica di Bogotà e quella di Kiev (Brahms), con l’Orchestra di Kaunas e con l’Orchestra da Camera di Radom (le otto stagioni di Vivaldi-Piazzolla-Desyatnikov), con l’Orchestra Nazionale del Montenegro (Sibelius) oltre alla residenza al Festival di Johannesburg e al ritorno alla Sala San Paolo e all’Auditorium di Milano con laVerdi.

Apprezzato camerista, Nordio è appare nei più importanti cartelloni al fianco di Misha Maisky, Louis Lortie, Boris Belkin, Mikhail Lidsky e Jeffrey Swann;  è molto attento alla musica di oggi e ha tenuto a battesimo brani di Semini, Donatoni (Duo per violino e viola nella Settimana Musicale Senese), Boccadoro («Cadillac Moon» eseguito con l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e registrato dal vivo per Rai Trade), Dall’Ongaro (“La zona rossa”) e Molinelli («Zorn Hoffnung Gesang”, in prima assoluta in occasione del Concerto Finale del Concorso di Composizione «2 Agosto» con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna).

Domenico Nordio è un artista Sony Classical.  I suoi ultimi cd includono Respighi e Dallapiccola con Muhai Tang e la Filarmonica Toscanini di Parma (pubblicato a marzo 2013), Castelnuovo Tedesco e Casella con l’Orchestra della Svizzera Italiana e Tito Ceccherini (pubblicato gennaio 2015).

Allievo di Corrado Romano e di Michèle Auclair, nato a Venezia nel 1971, ex bambino prodigio (ha tenuto il suo primo recital a dieci anni), Nordio ha vinto a sedici anni il Concorso Internazionale “Viotti” di Vercelli con il leggendario Yehudy Menuhin presidente di Giuria. Dopo le affermazioni ai Concorsi Thibaud di Parigi, Sigall di Viña del Mar e Francescatti di Marsiglia, il Gran Premio dell’Eurovisione ottenuto nel 1988 lo ha lanciato nella carriera internazionale: Nordio è l’unico vincitore italiano nella storia del Concorso.

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