A Jeffrey Tate il Premio “Una vita nella musica 2016”

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matthias@mramor.de
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È Jeffrey Tate il vincitore del Premio Una vita nella musica 2016. La cerimonia di consegna del Premio – fondato nel 1979 da Bruno Tosi per celebrare le personalità più illustri della scena musicale internazionale e giunto nel 2016 alla sua ventinovesima edizione – avrà luogo venerdì 22 aprile 2016 alle ore 12.00, nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice. Il nome del maestro inglese si aggiungerà così a quelli di Arthur Rubinstein, Andrés Segovia, Karl Böhm, Carlo Maria Giulini, Yehudi Menuhin, Mstislav Rostropovič, Gianandrea Gavazzeni e Franco Ferrara, Nathan Milstein, Leonard Bernstein e Francesco Siciliani, Nikita Magaloff, Isaac Stern, Maurizio Pollini, Raina Kabaivanska e Luca Ronconi, Salvatore Accardo, Claudio Abbado, Carla Fracci e Renzo Piano, Ruggero Raimondi, Pier Luigi Pizzi, Zubin Mehta, Alfred Brendel, Claudio Scimone e I Solisti Veneti, Daniel Barenboim, Carlo Bergonzi, Gidon Kremer, Aldo Ciccolini, Myung-Whun Chung, Salvatore Sciarrino e Yuri Temirkanov: un albo d’oro di assoluto prestigio che conferma la levatura del Premio e ne fa uno dei simboli riconosciuti dell’incontro tra la città di Venezia e la grande musica.

Organizzato dalla Fondazione Teatro La Fenice e coordinato da un comitato scientifico formato da Mario Messinis (presidente), Oreste Bossini, Massimo Contiero, Andrea Estero, Gian Paolo Minardi, Giorgio Pestelli e Francesca Valente, il prestigioso riconoscimento veneziano comprende dal 2013 una sezione «Nuove generazioni», con tre premi destinati ad artisti e studiosi under 40 (35 per gli interpreti) che si siano distinti nell’ambito della composizione, dell’interpretazione e della ricerca musicologica. Accanto a Jeffrey Tate riceveranno così il Premio Una vita nella musica – Giovani il pianista Benjamin Grosvenor, il compositore Vittorio Montalti e il musicologo Francesco Fontanelli.

Durante la cerimonia sarà consegnato a Jeffrey Tate un piatto in vetro artistico di Murano con decorazione in foglia d’oro, e ai giovani premiati tre premi in vetro tutti realizzati dal Consorzio Promovetro Murano. Inoltre Seguso Vetri d’Arte offrirà a Jeffrey Tate un’opera in vetro di Murano: a consegnare il premio – un prezioso vaso che rappresenta la sapienza secolare e il valore dell’arte muranese – sarà Gianluca Seguso, presidente di Seguso Vetri d’Arte.

Giovedì 21 aprile alle ore 20.00 e sabato 23 aprile alle ore 17.00 al Teatro Malibran, Jeffrey Tate dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nella Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore WAB 105 di Anton Bruckner, nell’ottavo concerto della Stagione Sinfonica 2015-2016.

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Jeffrey Tate

Nativo di Salisbury, in Inghilterra, inizia la sua carriera all’interno della Royal Opera House di Covent Garden. Un’esperienza estremamente formativa è il Ring wagneriano al Festival di Bayreuth, a cento anni dalla prima esecuzione, nel quale è assistente di Pierre Boulez. A partire da quell’evento, sviluppa la sua personale interpretazione della Tetralogia a Colonia e Parigi. Oltre ai drammi di Wagner il corpus mozartiano rappresenta un altro punto focale del suo repertorio. Il suo debutto vero e proprio avviene con Carmen a Göteborg. Sulla scia di quel successo acquista fama internazionale come direttore, sia in ambito operistico che concertistico. A Parigi lavora allo Châtelet in Lulu e Peter Grimes, all’Opéra Bastille in Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, Billy Budd e Wozzeck e al Palais Garnier in Così fan tutte. A Covent Garden dirige, tra le molte opere, Idomeneo, Manon, Così fan tutte e Capriccio. È attivo anche al Metropolitan di New York, dove spazia dal Don Giovanni a Lulu a Mahagonny. Stabilisce inoltre uno stretto rapporto con il Grand Théâtre de Genève e conduce il Rosenkavalier alla Wiener Staatsoper, palcoscenico che calcherà più volte in seguito. È frequentemente ospite dei teatri italiani: alla Scala, dopo il debutto con Peter Grimes, dirige Der Rosenkavalier, Tannhäuser e Ariadne auf Naxos. Alla Fenice esegue negli anni l’intero Ring, e al San Carlo di Napoli interpreta Königskindern di Engelbert Humperdinck (Premio Abbiati 2002). Nel 2005 è nominato direttore musicale del teatro partenopeo, dove affronta, tra i molti titoli, Le nozze di Figaro, Die Walküre, Falstaff e Entführung aus dem Serail. Sul versante concertistico, ha lavorato con formazioni quali Orchestra Nazionale della Rai, London Symphony, Berliner Philharmoniker, Mozarteumorchester, Dresdner Philharmonie, Orchestra del Maggio Musicale, Accademia di Santa Cecilia, Orchestre de Paris. Dalla stagione 2009-2010 è direttore principale alla Hamburger Symphoniker e nel 2015 è nominato direttore principale ospite dell’Adelaide Symphony Orchestra.

 

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