“I vicini” al Piccolo Eliseo di Roma

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Una coppia in crisi, due nuovi vicini di casa, un fantasma. Sono questi gli elementi de I vicini il nuovo dramma scritto, diretto e interpretato da Fausto Paravidino, che vanta il privilegio di essere uno dei pochi registi italiani rappresentati all’Académie Française e che resta in scena al Piccolo Eliseo di Roma fino al 24 aprile.

In questo nuovo lavoro, Paravidino si conferma un autore molto interessante e vira verso il noir psicologico raccontando la storia di una coppia, Greta (una nervosa Iris Fusetti) e il suo compagno (Fausto Paravidino) e intrecciando la loro quotidianità con l’arrivo di una nuova coppia di vicini.

Loro, i vicini, (Sara Putignano e Davide Lorino) all’inizio sono adorabili, ma al secondo incontro si rivelano ben diversi lasciando cadere le maschere e innescando un cambiamento comportamentale nella coppia principale. A complicare la situazione, la presenza di un inquietante fantasma (vero o immaginario?) che innesca un’ulteriore evoluzione della situazione.

Abile drammaturgo, Paravidino intreccia in poco meno di due ore due diversi plot molto diversi, uno reale (l’arrivo dei vicini) e quasi inconscio che coincide con l’affacciarsi dei diverso e delle paure. A scatenare il cambiamento, un elemento esterno, i vicini, che perturbano la tranquillità quotidiana di Greta e del suo compagno: l’autore-regista analizza una delle varianti della drammaturgia classica (il diverso che altera i diversi equilibri più o meno precari) riesce a mantenere alta la tensione in un crescendo continuo alternando toni da commedia a toni da thriller.

Efficace la prova d’attori del quartetto in scena, pungenti i dialoghi, intrigante il cambiamento che s’innesca nelle personalità delle due coppie, ma qualcosa alla fine sembra non funzionare troppo. Se l’autore ha parlato di un dramma psicologico, di una “pièce sulle nostre paure, sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali… su noi stessi, sugli altri, su quello che è reale, su quello che è immaginato” il finale è apparso un po’ sottotono, fin troppo esplicativo dinanzi alle aspettative e all’andamento del testo portato avanti fino a quel momento. In scena al Piccolo Eliseo fino al 24 aprile.

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