“Laika” di Ascanio Celestini al Teatro Vittoria di Roma

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fotoAscanio Celestini “occupa” per il quarto anno consecutivo il Teatro Vittoria di Roma con una residenza di quasi un mese (dal 19 aprile all’8 maggio) e una trilogia eterogenea di spettacoli, Laika, Discorsi alla nazione e Radio Clandestina.

Il nuovo spettacolo del popolare autore, regista e attore romano, è Laika: una parabola laica portata avanti con le inconfondibili capacità stilistiche e narrative di Celestini, un racconto che parte pretestuosamente dalla religione per scavare poi nel sociale, nell’etica, nella moralità senza denunciare a toni di denuncia con piglio efficace, ma quasi inconsapevole.

Celestini immagina di essere un Gesù Cristo alquanto improbabile, capelli legati e camicia rossa, che beve sambuca e che viene mandato sulla Terra non per redimere l’umanità, ma per osservarla: dalla periferia può vedere i facchini immigrati di un magazzino di logistica e la sorte di un clochard nero. Accanto a lui, Pietro, l’apostolo che vive a contatto con quella umanità e che sul palco vive uno sdoppiamento con la presenza fisica del fisarmonicista Gianluca Casadei e la voce delicata e fuori campo di Alba Rohrwacher che racconta con toni quasi disincantati e innocenti la realtà.

Celestini racconta frammenti di quotidianità e solidarietà in parole che diventano pura poesia: a tratti struggente e commovente, ma anche divertente, il narratore propone un racconto fluttuante in cui alterna voci in soggettiva e continui cambi di prospettiva coinvolgendo di continuo lo spettatore in un continuo affastellarsi di parole. Racconta circolarmente, ciclicamente e con una certa ripetitività un piccolo, grande miracolo di solidarietà civile, reiterando la narrazione e rafforzando il significato di ogni singola parola.

Dopo Laika, Celestini propone in teatro Discorsi alla Nazione (fino al 30 aprile) ambientato in un metaforico paese contemporaneo in guerra civile che aspetta l’arrivo di un tiranno e Radio Clandestina (dal 3 all’8 maggio) che ripercorre la storia dell’eccidio delle Fosse Ardeatine e i 9 mesi di occupazione nazista a Roma.

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