Pale Blue Dot – Pallido Pallino Blu

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Foto di Lucia Baldini
Foto di Lucia Baldini

drammaturgia Andrea Brunello

con il contributo di Christian Di Domenico

con Andrea Brunello

regia Christian Di Domenico

scenografie Roberto Abbiati

musiche composte ed eseguite da Enrico Merlin

disegno luci Elena Piscitilli

produzione Compagnia Arditodesìo | Progetto Jet Propulsion Theatre

con il contributo tecnico e tecnologico di Roberto Tiella / Fondazione Bruno Kessler

e il contributo artistico di Salvatore Crisà

in collaborazione con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche

dell’Università degli Studi di Trento e l’ Università di Bordeaux e con il supporto di IdEx Bordeaux e i centri di ricerca IRSTEA e Labex COTE (Università di Bordeaux)

e con il supporto di La Corte Ospitale – Progetto Residenziale e Teatro Petrella – Longiano (FC)

social media partner @fattiditeatro

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Dopo il grande successo de Il Principio dell’Incertezza, dal 10 al 20 maggio torna a Teatro Libero la Compagnia Arditodesìo di Andrea Brunello con un nuovo spettacolo, Pale Blue Dot – Pallido Pallino Blu, che ha debuttato lo scorso novembre al Festival FACTS di Bordeaux e ha vinto il Premio nuova_scena.tn 2015.

Una incredibile storia di disperazione, meraviglia, bellezza e lucida speranza. Il destino della sonda Voyager 1 si mescola con quella del suo creatore dalle tendenze suicide, quelle di suo figlio sognatore e quelle del Pianeta Terra e del suo amico robot, compagno di giochi e di filosofie.

Mentre il satellite artificiale si allontana dal sistema solare, tutto cade in prospettiva, diventa dolorosamente chiaro che il nostro Pallido Puntino Blu, la Terra, è l’astronave spaziale più preziosa e va protetta senza esitazione e senza compromessi. Noi, gli umani molto intelligenti che per decine di migliaia di anni siamo stati cacciatori e raccoglitori nomadi e solo negli ultimi istanti del nostro tempo siamo diventati coltivatori e allevatori, abbiamo cambiato profondamente il nostro pianeta. Adesso affrontiamo un disastro ambientale di dimensioni globali, e noi ne siamo la causa.

Eppure sembra che non abbiamo gli strumenti mentali per capire il rischio in cui ci troviamo. Perché non riusciamo a correggere il tiro? Forse non siamo “ingegnerizzati” per farlo? Forse non siamo così intelligenti? Abbiamo creato delle meraviglie, abbiamo inviato navicelle spaziali verso altri sistemi solari eppure non riusciamo a gestire il più distruttivo dei problemi che la nostra specie ha mai dovuto affrontare. Ma quando tutto sembra perduto avviene la più incredibile delle rivoluzioni. È profonda, è condivisa da tutti in ogni angolo del mondo. È draconiana e necessaria. Il senso fatalistico di inevitabilità è sollevato dalle nostre anime e la struttura sociale cambia per sempre e per il meglio. Tutti i problemi sono risolti… Ma è successo veramente? Può succedere veramente? Oppure è solo utopia, una storia di speranza che deve essere raccontata e poi inviata al Voyager 1 così che almeno esso possa tenere un’ultima finale reliquia della nostra civilizzazione che potrebbe anche essere giunta al termine del suo viaggio.

Sono inoltre previsti due incontri di approfondimento ad ingresso libero sulle tematiche affrontate nello spettacolo.

Il primo, dal titolo Cambiamenti climatici: quanto ci dobbiamo preoccupare?, si terrà giovedì 12 maggio alle 19.00 e sarà condotto dal professor Maurizio Maugeri del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi Milano.

Il secondo, L’ipocrisia della denuncia. E io… cosa posso fare?, si svolgerà martedì 17 maggio alle 19.00 e sarà tenuto da Andrea Brunello, Ph. D. e autore di Pale Blue Dot. Nella stessa serata del 17 maggio, dopo lo spettacolo, si terrà anche un incontro con la compagnia che ne svelerà i retroscena e risponderà a domande e curiosità.

Guarda ancora quel puntino, quello è qui. Quello è casa. Quello siamo noi. Su di esso tutti quelli che ami, tutti quelli che conosci, tutti quelli di cui hai sentito parlare, tutti gli esseri umani che sono mai esistiti, hanno vissuto la loro vita. L’insieme di tutte la nostre gioie e sofferenze, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e ogni poveraccio, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, ogni bambino pieno di speranza, ogni inventore ed esploratore, ogni maestro di valori morali, ogni politico corrotto, ogni superstar e ogni leader supremo, ogni santo e ogni peccatore nella storia della nostra specie ha vissuto lì – su un granello di polvere sospeso su un raggio di sole”. (Carl Sagan, Pale Blue Dot)

Ho chiesto ad uno degli scienziati più razionali e brillanti che conosco – uno scienziato che lavora in questa area [ambiente], un giovane scienziato, uno scienziato del mio laboratorio – se c’è una sola cosa che potesse fare per gestire la situazione che ci aspetta, cosa sarebbe? – La sua risposta? – “Insegnare a mio figlio ad usare la pistola.” (Stephen Emmott, 10 billion)

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NOTE DI ANDREA BRUNELLO

Pale Blue Dot – Pallido Pallino Blu è un modo affettuoso di chiamare il nostro Pianeta Terra.

Pale Blue Dot è uno spettacolo che affronta il tema di una rivoluzione ormai necessaria ma oggettivamente complicatissima, cioè quella che deve portare il genere umano verso uno stato di sostenibilità, allontanandolo dal baratro del collasso sociale e ambientale.

Questo progetto nasce dall’esigenza potentissima di trattare quello che è oggettivamente il tema più importante di questa nostra epoca e di farlo con la massima competenza scientifica: l’ambiente, i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’acidificazione degli oceani in concomitanza con la profonda crisi sociale e umanitaria alla quale assistiamo regolarmente, e a cui spesso partecipiamo.

La recentissima enciclica di papa Francesco, Laudato Sii, è la prova ulteriore che la tutela ambientale è ormai sempre meno un problema tecnico-scientifico e sempre di più una questione politica, sociologica ed economica.

La scienza da molti anni ci avverte che è in atto una profonda trasformazione ambientale della nostra biosfera e che il Pianeta potrebbe non essere in grado di sopravvivere ai cambiamenti che in pochi decenni gli stiamo imponendo. Allo stesso tempo però esistono delle forze enormi che si oppongono a qualsiasi tentativo di soluzione: forze politiche, forze economiche, filosofiche e religiose.

Negli anni abbiamo visto tentativi importanti e meritevoli ma a volte maldestri e controproducenti da parte di gruppi ambientalisti come Greenpeace di sollevare la questione ambientale a livello globale. Il risultato è stato quello di dare il senso che chi è a favore di una tutela ambientale sia necessariamente un estremista, un fanatico di estrema sinistra e a volte anche un terrorista! Altri gruppi come il WWF hanno invece scelto una strada molto meno radicale, più buonista e accomodante. Il risultato è che nemmeno loro hanno ottenuto risultati importanti e duraturi.

Gli sviluppi più recenti come l’enciclica papale, i libri e i molti articoli che si stanno moltiplicando nei giornali, nei blog e nei social media del mondo stanno però indicando che è in atto una trasformazione nell’opinione pubblica. Questa è una trasformazione alla quale i politici e le corporazioni multinazionali dovranno prestare attenzione in un futuro ormai prossimo.

Siamo forse agli albori di una vera trasformazione ambientalista?

Se anche così fosse c’è un problema molto stringente: i tempi sono veramente stretti.

L’economia mondiale è basata sul consumo di combustibili fossili e sul modello capitalista e neoliberista. Una conversione ecologica deve necessariamente prevedere una trasformazione su tutti questi fronti ma l’inerzia al cambiamento è enorme.

La soluzione arriverà ma ci vorranno cento, duecento anni e – secondo la stragrande maggioranza degli scienziati – non abbiamo tutto questo tempo. Come fare allora per proteggere questo nostro Pallido Pallino Blu e noi con esso? La risposta esiste ma, come dice il Premio Nobel ed ex vice presidente USA Al Gore, si tratta di una “verità spiacevole”: per molti versi il genere umano deve spingersi verso una società ideale che paradossalmente non è distante da quella descritta da Tommaso Moro nel suo omonimo romanzo o addirittura da Platone ne La Repubblica (con le dovute modifiche e distinguo… evidentemente dovuti alla diversa sensibilità e competenza anche scientifica sviluppata nei secoli…!).

In Pale Blue Dot – Pallido Pallino Blu ci impegniamo a dare il nostro contributo per quella che è, a nostro parere, la più grande Utopia di questo nuovo millennio.

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Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano

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BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Intero € 21,00

Ridotto under26 e over60 € 15,00

Studenti universitari con tesserino € 10,00

Prevendita € 1,50

Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00

(prime rappresentazioni € 3,00)

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ORARIO SPETTACOLI
Da lunedì a sabato ore 21.00

Domenica ore 16.00

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ORARI BIGLIETTERIA
Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo:
Da lunedì a venerdì fino alle 21.30
Sabato dalle 19.00 alle 21.30

Domenica dalle 14.00 alle 16.30

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CONTATTI

02 8323126
biglietteria@teatrolibero.it

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ACQUISTI ONLINE

www.teatrolibero.it

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