Valentina Cenni e Stefano Bollani in “La regina Dada”

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fotoIl teatro è il luogo giusto per le sperimentazioni e le commistioni originali. Ed è interessante assistere ad uno spettacolo originale ed intelligente come quello scritto ed interpretato da Valentina Cenni, attrice e ballerina sulle musiche scritte ed eseguite dal vivo da Stefano Bollani, suo compagno nella vita. Un duo inaspettato che esplora i territori della creatività, attingendo all’esperienza dadaista che cercò di sfuggire dal senso comune e dalle rigide convenzioni umane.

In un tempo che è “adesso”, la regina Dada si ritrova, fuggitiva, nella casa del suo maestro di musica, una casa accogliente e protettiva, in cui decide di dare un nuovo corso alla propria vita e di scrivere “quattro idee per il monarca abdicante”. Il pianista, dal canto suo, risponde con le parole del suo alter ego, Alain Cosmo. Lui e la regina parlano la stessa lingua. Sognano entrambi un mondo migliore, senza gabbie e senza costrizioni, in cui gli insulti vengono richiesti per poi essere demoliti con ragionamenti psicoanalitici e le parole non appaiono così essenziali. Nasce un dialogo che alterna il nonsense alla logica pura, consigli strampalati a massime esistenziali, in un un’atmosfera onirica in cui le luci disegnano gli spazi e ampliano la percezione sonora, grazie alle magiche creazione di light design di Luigi Biondi. Ma a riportare la regina alla dura realtà c’è “un bussatore”, una presenza ossessiva e angosciante per la protagonista e per gli spettatori. È la realtà che cerca di irrompere bruscamente, cercando di impedire ogni tentativo di fuga. L’ironia che contraddistingue Bollani come artista segna il fil rouge della pièce: dal suo pianoforte escono citazioni musicali che fanno sorridere e alleggeriscono i momenti più cupi dello spettacolo. Quando la mente visionaria di Valentina Cenni incontra la musica senza confini di genere di Stefano Bollani, nasce una favola moderna che parla per metafore e sfiora la poesia.

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