Battlefield

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Foto di Caroline Moreau
Foto di Caroline Moreau

tratto da Il Mahabharata e dall’opera teatrale di Jean-Claude Carrière

adattamento e regia Peter Brook e Marie-Hélène Estienne

con Carole Karemera, Jared McNeill, Ery Nzaramba, and Sean O’Callaghan

musicista Toshi Tsuchitori

musiche Toshi Tsuchitori – costumi Oria Puppo – luci Philippe Vialatte

Produzione C.I.C.T. – Théâtre des Bouffes du Nord

Co-produzione The Grotowski Institute, PARCO Co. Ltd / Tokyo, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Young Vic Theatre, Singapore Repertory Theatre, Le Théâtre de Liège, C.I.R.T., Attiki cultural Society, Cercle des Partenaires des Bouffes du Nord

Spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano
adattamento e traduzione a cura di Luca Delgado

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A distanza di trent’anni dal suo Mahābhārata, opera memorabile e monumentale, il maestro della scena internazionale Peter Brook torna con Battlefield, il celebre poema epico indiano, uno dei testi fondamentali della religione induista, dall’11 al 15 maggio al Teatro Argentina di Roma.

Nel 1985 la sua messinscena (circa 9 ore) sconvolse il Festival di Avignone. Oggi, con Battlefield, Brook prova a far rivivere una storia di violenza e rimorso che interroga il nostro tempo e riflette i conflitti che straziano il mondo. Non un semplice racconto, ma una guerra di sterminio che si consuma tra fazioni della stessa famiglia dei Bharata, per una storia universale che ci insegna ancora, inaspettatamente, ad aprire gli occhi di fronte alla realtà. Dunque, un grande affresco sull’esistenza umana dove ritroviamo espressi, in modo moderno e incalzante, i quesiti della nostra vita attraverso il racconto della grande guerra fratricida che dilania la famiglia Bharata. Da una parte sono schierati cinque fratelli, i Pandava, dall’altra i loro cugini, i Kaurava, i cento figli del Re cieco Dhritarashtra. Entrambi usano terribili armi di distruzione. Alla fine del conflitto prevalgono i Pandava, il più anziano dei quali, Yudishtira, deve salire al trono con il peso di una vittoria macchiata dalla distruzione. ll re Dhritarashtra, che ha perso tutti i suoi figli, e il nuovo re, suo nipote Yudishtira, condividono lo stesso bruciante dolore, eppure dovranno assumersene la responsabilità. Infatti, sia Yudishtira che Dritarashtra, il vecchio re, preda dell’angoscia e del rimorso, si interrogano sulle azioni passate cercando di dipanare il bandolo della propria responsabilità.

La ricchezza della lingua di questo testo epico senza tempo e i suoi racconti sempre sorprendenti, permettono di trasferire al presente una storia che, seppur appartiene al passato, riflette al contempo gli aspri e durissimi conflitti del nostro oggi: “Gli Indiani dicono – annota Peter Brook – che ogni cosa è contenuta nel Mahābhārata, e se non è nel Mahābhārata non esiste. Questo grande poema epico di migliaia di anni fa è cresciuto negli anni assimilando le più importanti idee cosmiche e metafisiche, accanto alle cose più semplici della vita di tutti i giorni. La terribile descrizione della guerra che si consuma nella famiglia dei Bharata, con “dieci milioni di morti”, può far pensare a Hiroshima o alla Siria oggi. Vogliamo parlare di quello che accade dopo la battaglia. In entrambi gli schieramenti, i leader attraversano un momento di profondo dubbio; chi vince afferma: “la vittoria è una sconfitta”; chi perde ammette: “avremmo potuto evitare questa guerra”. Nel Mahābhārata alla fine i leader hanno la forza di porsi queste domande. Per questo la reale platea a cui ci rivolgiamo è composta da Obama, Hollande, Putin e da tutti i presidenti. Quando guardiamo i notiziari, siamo arrabbiati, disgustati, furiosi. Ma nel teatro ognuno può vivere attraverso tutto questo e uscire più sicuro, coraggioso e fiducioso nel poter affrontare la vita. Per me il teatro è la possibilità di vivere, per un’ora o due, in un luogo di raccoglimento insieme al pubblico, un’esperienza condivisa affinché ognuno possa sentirsi rigenerato dai propri pensieri”.

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TOURNÉE spettacolo:

06 – 07 maggio 2016: Teatro dell’Aquila / Fermo / Italia

11 – 15 maggio 2016: Teatro Argentina / Roma / Italia

19 – 20 maggio 2016: Teatro Solomeo / Perugia / Italia

24 – 25 maggio: Teatro della Pergola / Firenze / Italia

29 – 30 maggio 2016: Teatro Storchi / Modena / Italia

03 – 05 giugno 2016: Printemps des Comédiens / Montpellier / Francia

09 –12 giugno 2016: Teatros del Canal / Madrid / Spagna

28 settembre – 09 ottobre 2016: Brooklyn Academy of Music / New York / USA

25 – 29 ottibre 2016: Atelier Théâtre Jean Vilar / Louvain-la-Neuve / Belgio

03 – 04 novembre 2016: Théâtre de Sartrouville / Francia

30 novembre – 2 dicembre 2016: Radiant-Bellevue / Caluire-et-Cuire / Francia

07 – 09 dicembre 2016: Théâtre de Villefranche / Francia

04 – 08 gennaio 2017: La Comédie de Clermont / Clermont-Ferrand / Francia

12 – 14 gennaio 2017: Les Théâtres de la Ville de Luxembourg / Lussemburgo

18 – 20 gennaio 2017: Comédie de l’Est / Colmar / Francia

28 febbraio – 2 marzo 2017: Théâtre de Nice / Francia

06 – 08 marzo 2017: Comédie de Saint-Etienne / Francia

26 – 30 giugno 2017: Théâtre des Nations / Mosca / Russia

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PETER BROOK nasce a Londra nel 1925. Nel corso della sua carriera si è distinto in diversi generi: teatro, lirica, cinema e scrittura. Ha diretto la sua prima opera teatrale nel 1943. Ha poi diretto oltre 70 produzioni a Londra, Parigi e New York. I suoi lavori con la Royal Shakespeare Company comprendono Pene di amor perdute (1946), Misura per misura (1950), Tito Andronico (1955), Re Lear (1962), Marat/Sade (1964), US (NOI, 1966), Sogno di una notte di mezza estate (1970) e Antonio e Cleopatra (1978). Nel 1971 ha fondato a Parigi, insieme a Micheline Rozan, l’International Centre for Theatre Research e nel 1974 ha inaugurato la sua sede permanente prsso il teatro Bouffes du Nord. Qui ha diretto Timone di Atene, Les Iks (Gli Ik), Ubu aux Bouffes (Ubu al Bouffes), Conference of the Birds (Il verbo degli uccelli), L’os (L’osso), Il giardino dei ciliegi, Il Mahabharata, Woza Albert! (Alzati Albert!), La Tempesta, The Man Who (L’uomo che), Qui est là (Chi è là?), Giorni felici, Je suis un Phénomène (Sono un fenomeno), Le Costume (L’abito), Lontano lontano, La Tragedia di Amleto, La Mort de Krishna (La morte di Krishna), Ta Main dans la Mienne (La mia mano nella tua), Il Grande Inquistore, Tierno Bokar, Sizwe Banzi est mort (Sizwe Banzi è morto), Fragments (Frammenti), Warum Warum (Perché perché), Love is My Sin (Amore è il mio peccato), 11 and 12, Il flauto magico (lirica) e The Suit (L’abito) nel 2012, The Valley of Astonishment (La valle dello stupore) nel 2014 – molti di questi spettacoli recitati sia in francese che in inglese. In ambito lirico ha diretto La Bohème, Boris Godounov, Gli dei dell’Olimpo, Salomé e Le Nozze di Figaro al Covent Garden; Faust e Eugenio Onegin alla Metropolitan Opera House di New York, La Tragédie de Carmen (La tragedia di Carmen) e Impressions of Pelleas (Impressioni di Pelleas) al Bouffes du Nord a Parigi e Don Giovanni per il Festival di Aix en Provence. L’autobiografia di Peter Brook, Threads of Time, è stata pubblicata nel 1998 e si aggiunge alle altre sue opere Lo spazio vuoto (1968), tradotto in oltre quindici lingue, Il punto in movimento (1987), There are no Secrets (1993), Dimenticare Shakespeare? (1999) e La qualità del perdono (2014). I suoi film comprendono Moderato Cantabile (1959), Il signore delle mosche (1963), Marat/Sade (1967), Tell me Lies (Raccontami bugie,1967), Re Lear (1969), Incontri con uomini straordinari (1976), Il Mahabharata (1989) e La tragedia di Amleto (2002, TV).

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INFO TEATRO DI ROMA

Largo di Torre Argentina, 52 – Roma 

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Biglietteria Teatro Argentina: tel. 06.684.000.311/314 – www.teatrodiroma.net

Orari: tutte le sere ore 21 I domenica ore 17

Durata spettacolo: 70 minuti

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