I migliori maggi della nostra vita

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fotoideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo

con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano

regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini

consulenza all’Ottava Rima Enrico Pelosini

consulenza al canto Andrea Bacci e Enrico Baschieri

Illustrazioni Guido Bartoli

produzione I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia e Festival Orizzonti 2014

con la collaborazione di Santarcangelo dei Teatri, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Teatro di Buti e Compagnia del Maggio “Pietro Frediani” con il sostegno di Regione Toscana

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Una delle più geniali compagnie della scena italiana, dalla cifra surreale e al contempo minimale e sopra le righe debutta al Teatro Alta Luce con il suo ultimo e già apprezzatissimo lavoro, nato grazie alla complicità e alla collaborazione con la storica Compagnia del Maggio “Pietro Frediani” di Buti diretta da Dario Marconcini. Una tappa decisiva nell’indagine sulla parodia che la compagnia toscana I Sacchi di Sabbia sta conducendo negli ultimi anni, esilarante escursione nella tradizione dei maggi toscani, raccolta di episodi, recitati in ottava rima e in quartine di ottonari.
Avventura, western, fantascienza (uno degli episodi è il ben noto L’invasione degli Ultracorpi, i cui temi vegetali e di rinascita si sposano perfettamente con quelli del canto in maggio) sono gli ingredienti di queste piccole allegorie di genere, riformulate secondo quest’antica tecnica popolare.
Ricalcare e abitare una forma arcaica – quella dei cantori dei paladini di ariostesca memoria – diventa la chiave per condividere un immaginario con lo spettatore, per poi rovesciarlo e/o straniarlo. La parodia è intesa come “fuori posto”, come rottura del nesso naturale fra musica e linguaggio: ecco il cuore di quest’avventura.

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I Sacchi di Sabbia nascono a Pisa nel 1995.
Negli anni la Compagnia si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la particolarità di una ricerca improntata nella reinvenzione di una scena popolare contemporanea.
In perenne oscillazione tra tradizione e ricerca, tra comico e tragico, il lavoro di I Sacchi di Sabbia ha finito per concretizzarsi in un linguaggio in bilico tra le arti (arti visive, danza, musica), nella ricerca di luoghi performativi inconsueti, e sempre con uno sguardo vivo e attento al territorio in cui l’evento spettacolare è posto. Vincitori del Premio Eti nel 2002, Premio Ubu nel 2008, Premio della Critica nel 2011.

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