Raperonzolo, una fiaba per sognare

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fotoGli spettacoli del Teatro San Carlino di Roma rasentano la perfezione. Per qualità della scrittura e capacità degli attori, cui si uniscono dosi massicce di fantasia e divertimento. Ogni loro nuova produzione è una piccola “esperienza”, vista la straordinaria abilità della compagnia di reinventare favole e racconti, esaltando gli aspetti poetici e introducendo elementi comici e spassosi. Al San Carlino insomma non si rimane mai delusi, come ricordavamo già nello spettacolo “Il lupo e i sette capretti” che presentammo a inizio stagione (http://www.teatrionline.com/2015/09/burattini-passione-senza-eta). Non è successo infatti anche stavolta: in scena “Raperonzolo”, libero adattamento della celebre fiaba pubblicata dai fratelli Grimm all’inizio dell’Ottocento (ma la fonte è di ben due secoli prima, dello scrittore Giambattista Basile), che il gruppo aggiorna inserendo un nuovo personaggio e un diverso finale. A muovere nascosti i burattini sono Giusi Albanese e Marco Ceccotti, molto abili nell’uso della voce e nelle sincronie, mentre ben visibile sul palco è il narratore Francesco Manfredi, che punteggia lo spettacolo anche con melodie e accompagnamenti alla chitarra (la regia è di Caterina Vitiello).

Virgilio ed Eleonora aspettano una bambina, ma durante la gravidanza la futura mamma si ammala: l’unica cura sono le radici di raperonzolo, contenute in gran quantità nel giardino della strega Anguriaccia “dalla brutta faccia”. La strega sorprende Virgilio a rubare le sue piante: in cambio della salvezza di Eleonora, ottiene il possesso della bambina, che quando nascerà avrà “gli occhi color delle violette e i capelli sottili come zucchero filato”. All’età di 12 anni la strega chiude Raperonzolo in una torre: a salvarla sarà Accardo (il Principe “gagliardo”) aiutato da Maga Maghetta, un bizzarro personaggio introdotto dalla compagnia, che tra uno stornello e una battuta di spirito riuscirà in duello a sconfiggere la strega. Lo spettacolo si chiude con una canzone, ripetuta in coro da tutto il pubblico, dove si dice che “se credi nei tuoi sogni e nelle favole nulla sarà più irraggiungibile”. Per Raperonzolo purtroppo le repliche sono terminate, ma la compagnia ha in serbo ancora qualche novità: dal 14 al 29 maggio andrà in scena “Le favole di Esopo”, dal 2 al 12 giugno una personale rilettura di “Biancaneve”, mentre a chiudere la stagione (ma questo spettacolo è riservato ai soli abbonati Agis) sarà “La serenata rap di Pulcinella” (il 4 giugno).

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