Spoleto59, Festival dei Due Mondi, dal 24 giugno al 10 luglio 2016

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Foto ML Antonelli

Dal 24 giugno al 10 luglio 2016 va in scena la 59esima edizione del Festival dei 2Mondi di Spoleto: oltre 50 titoli e 150 alzate di sipario distribuite nell’arco di (soli) diciassette giorni, contribuiscono a rendere la kermesse, che si dipana nell’arco di tre weekend, uno degli eventi culturali più attesi dell’anno con un ricco cartellone all’insegna dell’opera e della danza, della musica e del teatro, di eventi speciali e mostre d’arte dislocati nel cuore della preziosa città umbra.

Nel corso di questi anni abbiamo capito che i numeri contano, esattamente come la qualità – sottolinea Giorgio Ferrara, al nono anno di direzione artistica del Festival – I nostri investimenti sono stati ripagati con un forte incremento di presenze che sono passate dalle 5000 del 2007 alle 70.000 del 2015 consolidando il Festival, diventato un evento di risonanza internazionale”.

Numeri che parlano chiaro e che nel corso degli anni hanno contribuito ad elevare lo standard artistico del Festival richiamando l’attenzione dei numerosi mecenati (la Fondazione Carla Fendi in primis) e l’aumento del contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (che finanzia il Festival con tre milioni di euro) con la presenza in conferenza stampa del Ministro Dario Franceschini che ha colto l’occasione per ricordare come Spoleto si confermi “eccellenza assoluta in Italia”.

Nel ricco cartellone del Festival, omaggio a Luca Ronconi con L’utopia possibile, una tre giorni (dal 7 al 9 luglio) fra proiezioni e interviste in quello che è un vero e proprio viaggio teatrale nel mondo del grande regista scomparso lo scorso anno.

Il consueto connubio fra tradizione e contemporaneità, vanto del Festival attraverso la molteplicità delle offerte, si rinnova nel segno della continuità: dopo Così fan tutte, ad inaugurare l’edizione 2016, il prossimo 24 giugno presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti ci saranno Le nozze di Figaro, seconda opera della trilogia Da Ponte-Mozart. Ad assicurare l’unità stilistica ed estetica, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da James Conlon, la regia di Giorgio Ferrara, le scene e costumi di Ferretti-Lo Schiavo che torneranno il prossimo anno per concludere con il Don Giovanni.

A chiudere il Festival, il 10 luglio in Piazza Duomo, il concerto finale con il Maestro Antonio Pappano, per la prima volta a Spoleto, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Stefano Bollani al pianoforte con un programma dedicato a Schoenberg, Lehár e la Rhapsody in Blue di Gershwin.

Fra gli appuntamenti musicali anche il Vespro della Beata Vergine, capolavoro barocco di Claudio Monteverdi con l’ensemble Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini.

Fra gli appuntamenti di danza il ritorno di Eleonora Abbagnato con la Carmen coreografata da Amodio (il 25 giugno al Teatro Romano), il debutto italiano, il Czech National Ballet con il Romeo e Giulietta con la coreografia di Youri Vàmos (7-8-9 luglio) e la compagnia israeliana Batsheva Dance Company che presenta Decadance Spoleto su coreografie di Ohad Naharin appositamente rielaborate per gli spazi del Teatro Romano (1-2-3 luglio). Evento speciale di danza, il Roberto Bolle&Friends in programma il 13 luglio: l’étoile della Scala, anche Principal Dancer dell’ABT di NY si esibisce per la prima vota a Spoleto per inaugurare il suo tour estivo con la collaborazione di grandi nomi del panorama internazionale.

Molto consistente tutta la programmazione del teatro: torna Bob Wilson con Lecture of nothing di John Cage, A hunger artist di Kafka con la regia del lituano Eimuntas Nekrošius (al San Simone il 25 e il 26 giugno), Tim Robbins che replica a Spoleto con un tripletta di spettacoli, il Tim Robbins&Friends, un concerto che lo vede impegnato alla voce e alla chitarra con la Rogues Gallery Band (Teatro Romano, 26 giugno), 1984 di Orwell con la Actor’s Band ((30 giugno, 1, 2, 3 luglio) e un laboratorio teatrale sulla commedia dell’arte, Harlequino. Attenzione particolare ai registi italiani con la presenza di Liliana Cavani che porta in scena Filumena Marturano di Eduardo con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses (1-2-3 luglio), Mario Martone con Tre risvegli, azione musicale in tre giornate di Silvia Colasanti su testo Patrizia Cavalli, drammaturgia in musica sull’amore, dai contorni tragicomici interpretato fra gli altri da Alba Rohrwacher. E ancora Emma Dante con Odissea A/R, liberamente tratto dall’Odissea di Omero (dal 6 al 10 luglio al San Simone), lo spettacolo musicale Il casellante di Andrea Camilleri, Utoya di Edoardo Erba, Persona, performance di Castellucci, ma anche Il Ciclope di Euripide nella traduzione dei dialetti del sud di Enzo Siciliano e Volario di Maddalena Maggi con Iaia Forte (7, 8, 9 luglio).

Fra gli appuntamenti speciali, Light from the outside world che vede Jeff Mills leggendario artista techno di Detroit presentare il suo ultimo progetto che unisce la techno music e la musica sinfonica con l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis, ma i tre weekend si arricchiscono anche di incontri-spettacoli con quattro grandi giornalisti-scrittori, Corrado Augias, Ernesto Galli Della Loggia, Paolo Mieli, Ezio Mauro, i concerti di piazza e tutti gli appuntamenti legati all’arte (tra cui le mostre dedicate a Canova e Modigliani) e Cangianze: l’inganno del barocco, performance fra contemporaneo e barocco allestita da Quirino Conti al Caio Melisso Spazio Carla Fendi.

Non manca neppure la consueta carrellata di premi, tra cui il premio Fondazione Carla Fendi di cui sarà insignito Antonio Pappano e il Premio Siae. E solo per citarne un paio. Tutto il programma del Festival è disponibile su www.festivaldispoleto.com.

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